
Gallinari infortunio Europeo stregato. Dieci anni di infortuni e delusioni…
Il pugno rifilato l’altra sera a Trento a Jito Kok e la conseguente frattura al metacarpo che impediranno a Danilo Gallinari di giocare al prossimo Europeo sono solo gli ultimi episodi sfortunati della controversa storia d’amore tra l’ala dei Clippers e la Nazionale.
Il prossimo 8 agosto Danilo compirà 29 anni e a oggi le presenze in maglia Azzurra sono 55, una miseria se paragonate ad esempio alle 121 del coetaneo Pietro Aradori. Uno che tra alti e bassi c’è sempre stato. Il Gallo invece spesso è stato costretto a dare forfait, pur avendo dichiarato il proprio incondizionato amore per la Nazionale sin dai tempi delle Giovanili.
Dieci anni fa, curiosamente proprio sul parquet di Cagliari che ospiterà la squadra di Messina nei prossimi giorni, il primo infortunio. La scivolata su una maledetta pozza di sudore gli impedì di prendere parte all’EuroBasket 2007, da diciannovenne enfant prodige e già stella di quella Nazionale.
Nel 2009 l’Italia non si qualificò e nel 2011 il primo Europeo di Pianigiani, con Belinelli, Bargnani e Gallinari in squadra si rivelò un clamoroso flop, chiuso dal leggendario timeout del coach senese che invitava gli Azzurri a reagire, in caso estremo a fare a cazzotti. Già, a cazzotti…
Gallo ha poi giocato le qualificazioni del 2012 completando un percorso netto di otto successi ma l’anno dopo per l’Europeo di Slovenia è rimasto ai box, messo fuori uso da un altro infortunio rimediato con i Nuggets.
Il ritorno in grande stile è avvenuto nel 2015, con l’Europeo segnato dal “Danilo Stepback” e dai successi esaltanti su Spagna e Germania padrona di casa nella prima fase. Poi il ko all’overtime con la Lituania nei quarti di finale ma anche la qualificazione al preolimpico.
Appuntamento fallito l’anno successivo a Torino davanti a 15.000 persone, colpa della sconfitta in finale con la Croazia. Un altro supplementare, ma stavolta Gallinari a guardarli dalla panchina, fuori per 5 falli.
Una delusione atroce per lui e per tutto il popolo Azzurro. Infine, l’amichevole con i Paesi Bassi trasformata in rissa, il pugno, la frattura. Le scuse ai tifosi e ai compagni, le parole di condanna di Ettore Messina. L’ennesimo capitolo nero di un libro che non può finire in questo modo. Non può…






