Gallinari ai Clippers, più per i soldi che per il titolo

Come Belinelli, anche l'altro italiano in Nba cambia squadra: Gallinari firma un triennale con i Clippers

Nella rivoluzione continua che sta coinvolgendo la Western Conference, con il cambio di maglia di Chris Paul e gli arrivi dall’altra sponda di Jimmy Butler e Paul George (ma anche di Paul Millsap proprio a Denver), anche un azzurro cambia maglia. Danilo Gallinari, dopo sei stagioni ai Nuggets, ha scelto i Los Angeles Clippers per la sua nuova avventura Nba.

La trade – I Clippers, perso CP3, trattengono Blake Griffin e DeAndre Jordan. Per mettere Gallinari nel roster hanno bisogno di un sign-and-trade che coinvolge Denver e anche Atlanta. L’azzurro andrà a Los Angeles, i Nuggets ricevono una scelta al secondo giro del Draft del 2018 e gli Hawks, che hanno perso Millsap proprio per Denver (triennale da 90 milioni che non rientra in questo scambio), hanno in cambio la scelta di LA del 2018 (ottenuta nello scambio con Houston per Chris Paul), Diamond Stone e Jamal Crawford. Già prima della rivoluzione Doc Rivers aveva bisogno di un’ala piccola prolifica come Gallinari. Si interrompe dopo sei stagioni l’esperienza con i Nuggets, dove era arrivato nel 2011 da New York. Per Gallinari finora 460 partite in Nba con 16,2 punti di media.

Le prospettive – Gallinari per lungo tempo aveva espresso il desiderio di giocare in una squadra competitiva per il titolo. Per questo negli ultimi tempi sembrava che la sua destinazione potesse essere Boston, migliore record a Est e finale di Conference in questa stagione, e Miami per le stesse ragioni era stata esclusa. Ma i Celtics, il cui mercato è ancora enigmatico, hanno esitato forse per provare a raggiungere Gordon Hayward. E a quel punto Gallinari ha scelto di monetizzare firmando un triennale da 65 milioni di dollari, quasi 22 a stagione. Naturalmente andando ai Clippers le sue prospettive di titolo immediato decadono. A LA formerà un terzetto fisicamente esplosivo vicino al canestro con Griffin e Jordan, ma i Clippers hanno perso playmaking e anche il migliore sesto uomo della Lega, Jamal Crawford che probabilmente non resterà ad Atlanta ma sceglierà di esplorare il mercato dei free agent dove molte squadre da titolo potrebbero tentarlo. I nuovi Clippers realisticamente potranno puntare ai playoff anche in una concorrenza estremamente agguerrita come quella della Western Conference, ma sono lontani dall’essere una squadra attrezzata per l’anello. Rimane il fascino di vedere il giocatore italiano più rappresentativo confrontarsi con una piazza glamour e feroce come Los Angeles, il contrario di ciò che è Denver. Una sfida anche emotiva che deve rappresentare il salto di qualità per un giocatore che, anche a causa degli infortuni, non ha ancora completato l’ultimo step evolutivo della propria carriera.