
I risultati della notte NBA.
Boston-Cleveland 96-83 (3-2)
Sembra uno di quei film della Disney, nei quali i protagonisti che giocano in casa sono forti, imbattibili in difesa e convinti della propria pallacanestro. Non importa cosa è successo due giorni prima, nella finale della Eastern Conference e con i Celtics di questa stagione il parquet di casa non è un fattore, è una legge assoluta. I Cavs sembravano essersi ripresi l’inerzia con le due gare casalinghe, i Celtics li ripagano nella stessa maniera al TD Garden e mettono LBJ e compagni con le spalle al muro, costringendoli a vincere le prossime due gare se vogliono tornare in finale per la quarta stagione consecutiva. Ormai è abitudine, parziale travolgente nel primo periodo di chi gioca davanti ai propri tifosi e partita segnata. Succede anche nel quinto episodio, con Boston che scappa 32-19 e non si guarda più indietro ritrovando improvvisamente intensità difensiva, contributo corale del quintetto e un paio di adattamenti di coach Stevens che si rivelano illuminanti. Il primo è mandare Baynes in quintetto a contrastare vicino al canestro l’impatto di Thompson, il secondo è liberare Morris dagli aiuti difensivi contro i lunghi dei Cavs per rimanere sugli esterni. Il risultato è che i ritmi si abbassano di nuovo e quando si gioca sotto i cento Boston è quasi imbattibile. L’altra scelta è quella di allargare il campo tirando più spesso dall’arco, alla fine 13/39, con un 36.5% dal campo che di solito non ti dà la vittoria ma a questo punto della serie le percentuali hanno un’incidenza relativa tra due squadre piene di limiti e con una sola vera superstar in campo.
La panchina dei Celtics è ridotta a Morris e Smart che insieme producono 26 punti equamente distribuiti con 10 rimbalzi e 4 assist, mentre Tatum scollina oltre i venti per la prima volta nella sua carriera ai playoff (24 punti, 7 rimbalzi, 4 assist e 4 recuperi) dimostrando confidenza dopo due gare difficili in trasferta. Rozier spara 3/15 dal campo e 1/7 dall’arco ma Brown (17 punti e 4/15 al tiro con 7/8 ai liberi) trova modo di andare in lunetta con costanza e Horford torna il sapiente uomo d’area (15 punti e 12 rimbalzi conosciuto durante la stagione). I Celtics perdono appena 8 palloni, i Cavs 15 e stavolta sono innocui a rimbalzo offensivo, senza generare strappi al copione della partita. LeBron James ci ha talmente abituati bene che una prestazione spettacolare (26 punti, 10 rimbalzi e 5 assist) sembra perfino deludente e il supporting cast continua ad andare in eclissi ogni volta che si sposta nel Massachussets, solo Love in doppia cifra (14 punti, 7 rimbalzi e 2 recuperi) e la coppia Hill e Smith di nuovo disastrosa (9 punti in coppia con 2/11 dal campo e 0/4 dall’arco). Lue prova a cercare risposte dalla panchina ma anche Korver e Clarkson tirano a salve e anche il re sembra stanco di fare quasi sempre da solo, come confermano le sue parole ‘Vediamo se riusciamo a trascinare la serie a gara 7, bisogna capire se saremo capaci di rimontare ancora una volta’. Per gara 6 la domanda non è se segnerà quaranta punti, ma quanti ne segnerà oltre i quaranta e potrebbe essere l’ultima partita giocata alla Quicken Loans Arena. Gara 7 è altamente probabile e i Celtics sanno che la giocherebbero davanti ai propri tifosi. Vantaggio emotivo non indifferente, anche se scommettere contro il sovrano non è mai una buona idea.







