Alla scoperta di Marco Cecchinato, che domani sfida Djokovic al Roland Garros

Abbiamo chiesto a Tommaso Tartarini, direttore del circolo tennistico ex Cierrebi di Bologna, di raccontarci la storia del tennista palermitano che si allena proprio nel Club all'ombra delle due Torri.

Domani Marco Cecchinato giocherà la partita più importante della sua carriera, contro Nole Djokovic nei quarti di finale del Roland Garros. La favola parigina non è affatto detto che si arresterà tra 24 ore, in ogni caso la carriera del tennista siciliano ha conosciuto una svolta importantissima. Domani tutto il mondo tennistico italiano avrà occhi solo per lui.

Abbiamo chiesto di raccontarci Cecchinato a Tommaso Tartarini, Executive Account dell’agenzia sportiva Sport&Ideas e direttore di un circolo tennistico di Bologna, il celebre ex Cierrebiclub.

Il primo incontro tra me e Marco risale a diversi anni fa, in occasione del Challenger di Todi presentato dal comune amico Enrico Burzi. Mi diede subito l’impressione di un ragazzo con la testa sulle spalle, umile e determinato a percorrere la carriera tennistica consapevole degli enormi sacrifici richiesti da una disciplina tanto dura quanto complicata: stava facendo colazione da solo al tavolo della sala da pranzo dell’hotel che ospitava tutti noi.

Era semplicemente un ragazzo di 19 anni lontano da casa con chissà quanti sogni nel cassetto. Pensai subito a quanto grande doveva essere la sua voglia di arrivare (e insieme a lui di tanti altri ragazzi nella stessa situazione) per essere disposto a vivere sostanzialmente da nomade sballottato da un luogo all’altro del mondo, da solo e dovendo sempre far quadrare la difficile equazione spese – premi – viaggi e tornei che un giocatore può permettersi. Mi salutò subito con un sorriso largo e solare e mi venne subito voglia di vederlo all’opera nel pomeriggio: vinse un incontro lottato grazie a un dritto molto solido e un rovescio ancora un po’ acerbo e ballerino (anche se a una sola mano, bello e sempre più raro da vedere).

Da quel momento non ebbi più l’occasione di incontrarlo, tuttavia continuai a seguire da lontano i suoi risultati. Dal momento che la vita ha spesso dei percorsi imprevedibili ho avuto ora la fortuna di incontrare nuovamente Marco in qualità di direttore dell’ex Cierrebiclub di Bologna tramite il suo preparatore atletico Umberto Ferrara: ho incontrato lo stesso identico ragazzo di tanti anni fa umile, disponibile, ovviamente più maturo e molto molto più forte sotto il profilo tennistico.

Ho la fortuna enorme di ospitarlo a Bologna per le sue sedute di allenamento in campo e ho visto con i miei occhi la feroce determinazione che mette in ogni istante della sua preparazione. È un piacere vederlo allenare e non nascondo la mia gioia nell’assistere alla sua crescita vertiginosa degli ultimi 3 mesi: esattamente da quando si ferma a Bologna ad allenarsi. Non c’è che dire, l’ex Cierrebiclub funziona da portentoso talismano! Ieri mentre assistevo trepidante agli ultimi scambi del match contro Goffin mi sono emozionato perché ho ripensato a quel ragazzo di Todi con mille sogni nella valigia e tanti sacrifici da affrontare per arrivare a giocare domani contro Novak Djokovic nei quarti di finale del Roland Garros.

Un ragazzo che rappresenta tanti altri che aspirano a poter calcare palcoscenici tanto prestigiosi e che tutti i giorni fanno enormi sacrifici. Forza Marco!”

Foo Ufficio Stampa FIT