
La finale del mondiale 2014 persa contro la Germania ai supplementari. La finale di Copa America 2015, persa ai rigori contro il Cile. La finale di Copa America 2016, quella del centenario, persa ancora con il Cile e ancora ai rigori che convinse Messi per un lungo periodo a dire addio alla nazionale. L’Argentina che non senza fatica ha centrato la diciassettesima qualificazione della sua storia ai mondiali è la nazionale con più pressione al mondo, sicuramente la più attesa a Russia 2018. Tre finali di seguito perse, l’etichetta appiccicata addosso a Messi e Higuain di giocatori fenomenali ma che non fanno la differenza con la maglia dell’Albiceleste, la missione di Jorge Sanpaoli. Ingredienti potenzialmente esplosivi per un gruppo arrivato all’ultima chiamata che per scrollarsi di dosso le critiche e il passato non ha alternative, deve alzare la coppa. Qualsiasi altro risultato sarebbe un fallimento per una nazione con un pedigree che vanta le due vittorie nel 1978 e 1986, due finali perse nel 1990 e nel 2014 e che gioca i mondiali consecutivamente dal 1974. E per rendere ancora più intrigante lo scenario il gruppo D del mondiale è ‘quello della morte’, il più duro con Croazia, Islanda e Nigeria.
Convocati
Portieri: Romero, Caballero, Armani
Difensori: Mercado, Fazio, Otamendi, Ansaldi, Rojo, Tagliafico
Centrocampisti: Banega, Mascherano, Salvio, Biglia, Di Maria, Lo Celso, Lanzini, Meza, Acuna
Attaccanti: Messi, Aguero, Higuain, Dybala, Pavon
Sampaoli non si è fatto mancare diverse polemiche preliminari in patria rinunciando a Mauro Icardi, ovvero 29 gol e il titolo di capocannoniere insieme a Immobile nel campionato italiano. Non che gli manchino le alternative, con Messi, Higuain, Aguero e Dybala che tutti e quattro insieme sono nei sogni di qualsiasi selezionatore. La qualità è diffusa anche a centrocampo anche se Mascherano non è più un ragazzino e Biglia non ha vissuto una stagione facile al Milan. Molti più dubbi sulla difesa che a parte Fazio, ben conosciuto dai tifosi della Roma, non sembra offrire garanzie. In assoluto l’Argentina ha la rosa più indecifrabile del torneo a cominciare dal suo allenatore, del quale parliamo più in basso. Assodato che Messi non è, e non dovrebbe essere, l’uomo che al pari di Maradona trascina da solo la nazionale alla vittoria, questa è una squadra che può arrivare fino in fondo come implodere alle prime difficoltà di un girone ricco di insidie. Curiosità intorno alla figura di Dybala, stagione di alti e bassi ma il grosso dubbio che circonda le sue prestazioni in Champions League quando il livello di intensità, fisicità e talento si impenna. Il mondiale darà risposte anche sul suo spessore internazionale.
Allenatore
Sulla figura di Jorge Sampaoli si potrebbe scrivere un libro. Argentino che dopo esperienze minori tra Perù ed Ecuador si ritrovò nel 2012 sulla panchina del Cile, fu proprio lui a dare il dispiacere ai suoi connazionali nella finale della Copa America 2015 battendoli ai rigori. Dopo quattro anni, a gennaio 2016, si dimise e mentre il suo successore Juan Antonio Pizzi replicava l’impresa nella Copa del Centenario battendo l’Argentina ai rigori, lui sceglieva una esperienza al Siviglia chiusa tra alti e bassi dopo una sola stagione. Svincolato dal club spagnolo, siede sulla panchina dell’Argentina dal giugno 2017 ma i suoi risultati sono stati altalenanti e ha destato polemiche soprattutto la sua gestione dell’enorme potenziale offensivo. L’Albiceleste si è qualificata a fatica nel girone sudamericano segnando soltanto 19 gol, ovvero l’attacco più sterile dopo quello della Bolivia, e soltanto all’ultima giornata grazie alla vittoria 3-1 sul campo dell’Ecuador dopo tre pareggi consecutivi contro Uruguay, Venezuela e Perù nei quali era arrivato soltanto un gol. La sconfitta 6-1 contro la Spagna nell’amichevole di marzo ha aumentato le preoccupazioni sulla competitività di una nazionale che ancora non ha una propria identità definita e il tempo per trovarla sta scadendo. Ultime notizie lo vogliono al centro di uno scandalo per una possibile storia di molestie nei confronti di una cuoca all’interno di una struttura della federcalcio argentina. Se confermato sarebbe una tempesta che rischia di destabilizzare la nazionale a pochi giorni dal mondiale.
Prospettive
L’Argentina al momento nei pronostici arriva dietro Germania, Brasile, Spagna e Francia. Ma dopo tre finali perse consecutive, con l’ultimo trofeo che risale alla Copa America del 1993, la pressione è enorme e nessun risultato che non sia la vittoria verrà considerato in maniera diversa da un fallimento. Per talento e nobiltà i sudamericani sono sempre candidati credibili alla vittoria e all’approdo tra le prime quattro della competizione, l’esordio del 16 giugno contro l’Islanda fornirà ulteriori indizi. Il gruppo D non ammette errori e se non arrivasse la vittoria all’esordio la sfida con la Croazia della seconda giornata potrebbe già essere un bivio decisivo del torneo. L’Argentina è ai nastri di partenza la naturale candidata alla vittoria del girone.
Quote e pronostici
Le quote sono relative alle 15:45 del 9.6.2018 e potrebbero essere soggette a variazione, verificare il book di riferimento.
| Bet365 | Vittoria gruppo | Si qualifica | Non si qualifica |
| Argentina | 1.61 | 1.14 | 5.50 |
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