
I risultati della notte NBA.
Washington-Golden State 101-109
I Warriors sono nella capitale, di solito la squadra campione visita la Casa Bianca e il presidente ma Golden State ha preferito portare i ragazzi delle scolaresche in giro per i musei piuttosto che incontrare Donald Trump. In campo ci pensa Kevin Durant con 32 punti a tenere indietro i Wizards in una partita controllata nell’intero secondo tempo, con il supporto di Curry che ne dipinge 25. I campioni, che sono 21-3 contro squadre della Eastern Conference, tirano con il 52.1% dal campo e Washington perde contatto segnando solo 14 punti nel terzo periodo e tirando con il 40% dal campo. Beal è trasparente e sul perimetro i Wizards non hanno armi per giocarsela, solo Porter Jr (29 punti e 10 rimbalzi) è prolifico.
San Antonio-New Orleans 116-121
Dietro Rockets e Warriors la situazione è fluida, il terzo posto al momento se lo prendono i Wolves e gli Spurs ritrovano il parquet di casa ma non la vittoria, settima sconfitta nelle ultime dieci gare, e adesso sentono il fiato sul collo da parte di New Orleans. Per i Pelicans è la settima vittoria consecutiva, 35-26 il record, una sola vittoria in meno rispetto a San Antonio e un finale in volata risolto da un canestro di Moore e dai liberi di Davis. La stella di New Orleans è trascinante (26 punti e 15 rimbalzi) e ha supporto sul perimetro da Holiday e Moore. La squadra di Popovich deve fare i conti con un nuovo infortunio, quello di Aldridge che esce a fine primo tempo per una distorsione alla caviglia destra. La panchina, con un Gay brillante (19 punti e 4 assist) è prolifica ma gli Spurs sono condannati dal 9/26 dall’arco e senza Leonard non hanno un uomo da cavalcare nei finali in volata.
LA Clippers-Houston 92-105
Con i Rockets la musica non cambia, 14° vittoria consecutiva e partita praticamente finita con un primo periodo da 34-12 e Harden che qui segna 17 dei suoi 25 punti conditi da 7 assist. Anche Capela (22 punti e 14 rimbalzi) è illuminato in una serata in cui il ritorno allo Staples Center non accende Chris Paul (8 punti e 3/12 dal campo). I Clippers provano a spezzare il ritmo offensivo della squadra di D’Antoni e in cambio vedono Gordon, tornato dopo quattro partite di assenza, segnare 22 punti. I padroni di casa perdono 16 palloni e non hanno impatto difensivo, solo Harrell (22 punti e 4 rimbalzi) produce energia dalla panchina.
Detroit-Milwaukee 110-87
I Pistons ritrovano la vittoria e costringono i Bucks alla terza sconfitta consecutiva in un duello tra due squadre che vivono un momento difficile nella Eastern Conference. I padroni di casa approfittano delle difficoltà offensive di Milwaukee, che segna solo 38 punti tra secondo e terzo periodo, e dilagano nella seconda parte di gara con Drummond (15 punti e 16 rimbalzi) e una panchina con quattro uomini in doppia cifra nella serata più difficile di Griffin (8 punti, 3/10 dal campo e 3 palle perse) da quando è arrivato ai Pistons. Pessima prova offensiva dei Bucks che tirano con il 38.4% dal campo e non hanno il solito impatto di Antetokounmpo, fermo a 11 punti con 5/13 al tiro.
Boston-Charlotte 134-106
Solo gli Heat hanno un attacco meno prolifico di quello dei Celtics tra le squadre in lotta per i playoff nella Eastern Conference. Boston viaggia a 104.1 punti di media ma contro Charlotte straripa e Kyrie Irving è addirittura sensazionale, 34 punti segnati nei primi tre quarti con 13/18 dal campo e il quarto periodo passato in panchina a risultato acquisito. La squadra di Stevens tira con il 62.1% dal campo, 12/20 dall’arco e gli Hornets interrompono la loro striscia di cinque vittorie consecutive giocando la peggiore partita difensiva della stagione. Walker e Howard segnano 44 punti in coppia ma insieme collezionano appena 3 rimbalzi, gli ospiti vengono travolti vicino al canestro e Boston continua la caccia a Toronto.
Orlando-Toronto 104-117
I Raptors sono forse la squadra meno considerata della Nba ma vincono ancora, si portano a 43-17 in stagione e con un quarto periodo da 27-15 si prendono anche l’Amway Center con gli ingredienti usuali di questa stagione. La spinta di DeRozan (21 punti e 4 rimbalzi), la regia di Lowry (17 punti e 11 assist) e il contributo della panchina, VanVleet (12 punti e 3 assist) decisivo nel parziale finale. I canadesi tirano con il 54.2% dal campo e a Orlando non bastano sette uomini in doppia cifra, calo di intensità nel secondo tempo confermato dal pessimo 13/23 ai liberi.
Atlanta-Indiana 107-102
I Pacers perdono la seconda partita consecutiva pagando un terzo periodo nel quale subiscono un parziale di 30-15. La reazione arriva con i 37 punti segnati nel quarto periodo ma a quel punto sale in cattedra Schroder che segna sette degli ultimi otto punti di Atlanta dopo una serata incolore. Gli Hawks hanno sei uomini in doppia cifra, tirano con il 31% dal campo e perdono 21 palloni ma Indiana fa anche peggio dilapidandone 24 e confermandosi squadra stanca con una panchina ridotta praticamente a tre uomini, Sabonis (14 punti e 12 rimbalzi con 3 assist) è l’unico con le idee chiare in attacco.
Dallas-OKC 110-111 OT
Gioco da tre punti del solito Russell Westbrook nell’ultimo minuto del supplementare e i Thunder si prendono una scivolosa serata a Dallas nella quale si segna poco e OKC si fa rimontare nel secondo tempo. L’Mvp è come al solito esplosivo (30 punti, 11 rimbalzi e 7 assist) e George è solido (23 punti e 11 rimbalzi). I Thunder continuano a faticare dall’arco e i Mavs non riescono a generare fischi favorevoli, il 9/15 ai liberi li condanna nel finale vanificando una prestazione generosa di Barnes (26 punti e 5 assist). Seconda vittoria consecutiva per OKC che al momento protegge il settimo posto nella Western Conference.
Memphis-Phoenix 102-110
I Grizzlies allungano la loro granitica striscia di sconfitte perdendo l’undicesima partita consecutiva e lasciano ai Suns la prima vittoria nelle ultime dieci gare giocate. La serata tra due squadre che non vorrebbero vincere neanche questa va dalla parte di Devin Booker (34 punti sparando 12/29 dal campo) con Payton più costruttivo (19 punti e 10 rimbalzi) mentre Memphis si conferma il peggiore attacco della Nba chiudendo con il 37.9% dal campo e con un Gasol statisticamente produttivo (22 punti e 13 rimbalzi) ma lontano dal trascinatore d’area conosciuto nelle ultime stagioni.







