Da zero a dieci, Insigne-Mertens coppia da sogno e la Spalletteide

La nostra rubrica sul meglio e peggio del campionato italiano: Insigne e Mertens sono la coppia più prolifica del campionato, Cuadrado fa quasi scudetto, Empoli in letargo

10 – Insigne-Mertens, la coppia più prolifica – Che Sarri salutasse il proprio passato con una vittoria al Castellani era poco quotato. Che lo facesse con i gol di Mertens e Insigne, doppietta del secondo, era nell’ordine delle cose. Ma che qualcuno a inizio stagione si aspettasse che i due piccoletti del Napoli fossero in primavera la coppia più prolifica del torneo, 32 gol insieme, era sicuramente eccessivo. Per il napoletano 12, record personale della scorsa stagione eguagliato e facilmente superabile. Per il belga 20, in piena corsa per il titolo di capocannoniere. Ma nemmeno loro potranno bastare contro la Juve nella doppia sfida dopo la sosta se il Napoli non la smette di prendere gol che potrebbe evitare quando è in controllo delle partite.

9 – La catapulta di Cuadrado – Quel che resta dello scudetto da cucire sulla maglia, il sesto consecutivo, ci pensa Cuadrado a metterlo in onda a Marassi. Da quando sta con Allegri il colombiano è uomo dai gol centellinati ma decisivi, vedi quello nel derby che lo scorso anno diede vita alla rimonta gigantesca. Contro la Sampdoria, in striscia positiva da sette partite, si avventa di testa sulla palla che piove in area con uno slancio che pare i fratelli Derrick della catapulta infernale nel leggendario cartone Holly & Benji. La Juve due trasferte di fila non le sbaglia e soltanto l’infortunio a Dybala porta alcune nubi all’orizzonte.

8La Roma e i gabbiani – Dopo Lione, Pallotta, Spalletti e le scorie di una settimana infinita, dopo nove minuti della domenica sera va pure in svantaggio casalingo contro il Sassuolo. Il gol di Defrel sembra preludio al classico dramma della squadra che perso un obiettivo stagionale butta per aria pure gli altri. Invece in un Olimpico invaso dai gabbiani, il che è un chiaro riferimento alle sopracciglia di El Shaarawy, la Roma rimonta, ribalta e controlla. Non solo la partita, ma anche il secondo posto. Che sembra più sicuro con l’Empoli che arriva tra due settimane nella stessa giornata di Napoli-Juve. Zuccherini, forse, ma addolcire il palato in questo momento è fondamentale per la capitale.

7 – La schiettezza di Sarri – A volte ne dice troppe senza pensare e altre volte è simpatico come la sabbia dentro il costume, magari gli è venuta perché il Napoli stava per farsi rimontare tre gol con l’Empoli e le prossime due le gioca contro i campioni che di sconti non ne fanno. Ma Sarri la verità la dice sempre e anche stavolta è andato dritto al punto: ‘Giocare a mezzogiorno fa schifo. Lo pensano tutti, ma io lo dico’. E in effetti spesso l’orario del pranzo corrisponde con le partite più brutte, orario peraltro che il pubblico non ha mai particolarmente dimostrato di apprezzare. Facciamo che viene abolito insieme alla A a 20 squadre e non se ne parla più. 

6 – Montella di emergenza – Manco due minuti dall’inizio a San Siro che il Milan perde pure Bertolacci per infortunio, già alle prese con una lista infinita di gente squalificata o sul lettino del fisioterapista. Montella inizia a fare riscaldamento, perché se si fa male un altro dei suoi giocatori tocca direttamente a lui tornare in campo. Invece ci pensa Mati Fernandez che segna il primo gol con la maglia del diavolo a risolvere la serata con il Genoa, sempre più a fondo, e a mantenere viva la corsa per l’Europa. E l’Inter dista solo due punti.

5 – I capocannonieri in bianco – La girandola di gol dell’Olimpico finisce senza che Belotti e Icardi, i più prolifici attaccanti del campionato, finiscano sul tabellino dei marcatori. Segnano tutti i centrocampisti, loro no. Così il Torino porta a sei le partite consecutive in casa senza sconfitte, l’ultima volta perse con la Juve a dicembre. E l’Inter ferma a due la striscia di vittorie consecutive in trasferta dopo Bologna e Cagliari. I granata al campionato non avevano più niente da chiedere, la partita è bellissima, i nerazzurri si prendono i complimenti ma si allontanano dalla Champions League. Forse definitivamente.

4 – La Lazio striminzita – Il pareggio nel ventoso pomeriggio di Cagliari manda per aria gli ultimi piani di Inzaghi per il terzo posto, già difficile prima della trasferta in terra sarda. Ma soprattutto finisce 0-0, risultato inedito in questa stagione per la Lazio e per il Sant’Elia, contro la difesa casalinga più permissiva del torneo e dopo che ci si era spellati le mani per applaudire Immobile e Keita e Felipe Anderson. Il quarto posto adesso è storia a tre con Inter e Atalanta.

3 – L’attacco del Crotone – Che è fermo a un gol nelle ultime otto partite di campionato. Ha segnato soltanto una volta, il 26 febbraio nella sconfitta interna con il Cagliari. Roba da fare invidia all’Empoli, che pure è maestro in materia di attacco spuntato. E pensare che il reparto era stato ritoccato a gennaio per dare più peso a Nicola. L’insostenibile leggerezza della retrocessione passata a inseguire i toscani, immobili da sei giornate, senza nemmeno avvicinarli.

2 – Lo Spalletti furioso – Ed ecco qua, la Spalletteide fra allenatore e stampa capitolina puntualmente si ripropone. Ebbe ampia responsabilità nella prima frattura fra il tecnico e la Roma ed è rimasta tra i denti all’allenatore che non fa niente per mascherare l’antipatia che prova verso i giornalisti dell’urbe. ‘Sfigati’ li ha definiti dopo il Lione e prima del Sassuolo. Ma se la società rinuncia a 45 milioni per l’eliminazione estiva con il Porto dalla Champions, se rischia di perdere per la seconda volta consecutiva un derby in coppa Italia con la Lazio, se non riesce ad andare oltre gli ottavi di Europa League da quando ci sono gli americani, la responsabilità è anche della sua allergia alle partite decisive. E non è detto che la sua permanenza in città la prossima stagione sia la soluzione migliore per entrambe le parti.

1 – Il vero Hart  Finalmente. Quando Joe Hart arrivò al Torino immaginammo un lungo inverno in compagnia di papere, farfalle, uscite a casaccio di un vero luminare in materia. Invece la sua stagione è stata superiore alle aspettative. Fino al primo tempo con l’Inter, quando Kondogbia lascia andare una mozzarella innocua che gli buca le mani e porta l’Inter al momentaneo vantaggio. Si è fatta attendere, ma frittata di qualità assoluta e raddoppiata in occasione del pareggio di Candreva, quando esce con tempi e coordinazione imbarazzanti.

0 – L’Empoli al contrario – Sesta sconfitta consecutiva in campionato e i due gol segnati al Napoli sfiorando la rimonta dopo averne presi tre alla goccia non cambiano l’impressione. Squadra allo sbando, 11 gol subiti nelle ultime quattro giornate, solo due segnati. I toscani vanno in letargo al contrario, quando la bella stagione comincia. Mai salvezza fu più striminzita, peggiore attacco del campionato con appena 17 gol segnati, eppure non è colpa di Martusciello se dietro c’è chi fa anche peggio.