
La nostra rubrica sul meglio e il peggio del campionato italiano.
10 – Le cose turche della Roma – Pace non c’è nell’universo giallorosso, con Strootman che lamenta le continue cessioni dei big, Spalletti che punzecchia Di Francesco e il tecnico che chiede ai suoi giocatore di fare i fatti. Alla Dacia Arena in realtà li fa l’unico che li sta facendo da tre settimane, il piccolo Under, arrivato al quarto gol in tre partite e che sblocca l’insidioso pomeriggio friulano con una fucilata di sinistro che conferma definitivamente la sua esplosione e Perotti la chiude nel finale. La Roma approccia lo Shakhtar con tre vittorie consecutive, due delle quali con Verona e Udinese in trasferta senza subire gol, e per almeno tre giorni il bollettino metereologico dovrebbe virare sul sereno.
9 – Allegri il veggente – Di scelte obbligate o azzeccate, questo è il derby bianconero: fuori Mandzukic per febbre, dentro Alex Sandro nel tridente. Fuori Higuain con una caviglia ammaccata, dentro Bernardeschi. Due mosse del tecnico e sono proprio loro a decidere la partita, entrambi mancini, con un assist e un gol di destro. In campionato la Juve continua a non subire gol dal 30 dicembre, sesta partita consecutiva con la porta inviolata, e gli affanni di Champions non riguardano il campionato. Allegri batte Mazzarri nel derby tra toscani e non gli succedeva da cinque confronti diretti consecutivi. Per il Tottenham ci sono ancora due settimane e per allora ci saranno di nuovo Matuidi, Dybala a pieno ritmo e forse Cuadrado.
8 – Il Genoa di corsa (e pure il Milan) – Tre vittorie consecutive, due contro pretendenti alla Champions League come Lazio e Inter, in mezzo la vittoria sul Chievo. Il Genoa di Ballardini va di corsa e smantella l’Inter sull’asse Laxalt-Pandev, se il primo non segna la manda sui piedi del secondo che chiude definitivamente la pratica Spalletti. E’ una squadra che ha energia e individualità, l’ennesimo cambio di allenatore che ha giovato sul piano emotivo e tecnico. In pochi oggi hanno voglia di affrontare il grifone. Discorso simile per il Milan, rivitalizzato da Gattuso che nel nuovo anno non ha mai perso, è reduce da tre vittorie consecutive contro Spal, Ludogorets e Sampdoria nelle quali non ha subito gol e adesso sette punti di distacco dall’Inter non sembrano nemmeno troppi.
7 – La reazione del Napoli – Dopo sei minuti, con tre tocchi di prima, il Napoli mette Allan in condizione di sbloccare il pomeriggio piovoso contro la Spal e pare possa essere il preludio a una prolifica reazione alla figuraccia rimediata con il Lipsia. Invece Sarri fa come Allegri, la vince con il minimo indispensabile e si riprende il primo posto senza incantare e senza spingere sull’acceleratore. Gli scudetti si vincono anche con le domeniche anonime. Giovedì il fastidio della trasferta tedesca prima di pensare a quella di Cagliari. Questo è il copione della stagione.
6 – Lo squillo di Giaccherini e Inglese – Si deve qui celebrare una vera rarità del campionato, la prima vittoria del Chievo nel nuovo anno ed evento che non si celebrava dal 25 novembre. Casualità, o forse no, vuole che a sbloccarla sia Giaccherini, uomo arrivato a gennaio per dare fantasia e imprevedibilità, e che a sigillarla sia Inglese che a gennaio se ne doveva andare a Napoli e invece è rimasto. Dopo quattro sconfitte consecutive i tre punti contro il Cagliari che portano gli uomini di Maran a 25 punti, gli stessi dei sardi. Sospiro di sollievo in chiave salvezza.
5 – La frenata di Oddo – A dicembre l’Udinese correva che neanche la Juve, adesso trotterella che nemmeno l’Inter. Una frenata era fisiologica e i friulani hanno rallentato soprattutto in attacco, zero gol segnati nelle due sconfitte consecutive contro Torino e Roma, appena due nelle ultime quattro nelle quali sono arrivati anche il pareggio con il Milan e la vittoria in casa del Genoa. L’infortunio di Lasagna non aiuta e le ultime due giornate sottraggono ogni velleità di Europa League, benché non fosse un obiettivo realistico.
4 – Il poco del Cagliari – La squadra di Lopez è in tour per un giro di trasferte contro due delle squadre più deludenti del campionato. A Sassuolo era finita 0-0 tra gli sbadigli, al Bentegodi arriva una sconfitta meritata che conferma il momento di siccità. Il Cagliari nelle ultime sei giornate ha vinto una sola partita, il 2-0 contro la Spal del 4 febbraio, perdendo contro Juve, Milan e Chievo e pareggiando anche con il Crotone. La fiammata di Pavoletti non basta a una squadra che avrebbe il potenziale offensivo per divertire i temerari della diretta del sabato pomeriggio e invece fa rimpiangere a tutti di non essere andati da Ikea.
3 -Il Toro e il derby – Non c’è verso. Mihajlovic o Mazzarri in panchina, la sostanza non cambia. Tre giocati in stagione, tre sconfitte. Sei gol incassati, nessuno segnato. La sconfitta in Coppa Italia di inizio gennaio è costata la panchina al tecnico serbo e quella del mezzogiorno domenicale chiude la striscia di risultati positivi del tecnico toscano. I granata hanno vinto un solo derby negli ultimi 23 anni e chiudono questa stagione di stracittadine lasciando inviolata la porta bianconera. Troppo poco per una squadra che avrebbe sempre in campo Belotti e che invece non fa neanche il solletico ai cannibali del campionato, pure quando sono pieni di cerotti.
2 – Le emiliane in crisi – Il Dall’Ara è come la stagione di Bologna e Sassuolo, grigio, piovoso e anonimo. Poi l’unica giocata pregevole della partita, la punizione di Pulgar, permette almeno a Donadoni di trovare la terza vittoria nelle ultime dieci giornate e di lasciare Iachini a riflettere su una vittoria che manca dal 23 dicembre e sul solo gol segnato nelle ultime quattro giornate, che con 15 reti totali è la squadra meno prolifica del campionato. Attacco striminzito come quello della Spal, che a Napoli non poteva approfittare della sconfitta del Crotone ma che nelle ultime tre giornate, altrettante sconfitte con Cagliari, Milan e partenopei, non ha mai segnato. Un gol nelle ultime quattro giornate, come il Sassuolo. Sei punti di distacco tra le due squadre che non sono incolmabili. O forse sì, se nessuna delle due ricomincia a segnare
1 – Il flipper dell’Inter – Se c’è un emblema del momento nerazzurro è l’autogol che manda verso l’abisso la notte di Marassi. Rinvio di Skriniar, ginocchio di Ranocchia, pare la telecronaca di Martellini nel secondo tragico Fantozzi, ed effettivamente è tragica per l’Inter. Autogol e sconfitta che annulla tutti gli effetti benefici del gol di Karamoh contro il Bologna. Intanto Spalletti pare sempre più disperso nella sua lotta contro i mulini a vento e, Icardi o non Icardi, l’Inter del girone di andata è sparita nell’atteggiamento prima che nei risultati. E adesso la Champions League è una rincorsa in apnea.
0 – Sarri e il calcio italiano in Europa – La sintesi, senza volerlo, l’ha fatta l’allenatore del Napoli parlando di Europa League come seccatura nella corsa allo scudetto. Ci eravamo lasciati in inverno con l’Italia fuori dal mondiale e ci ritroviamo prima che sia primavera con tre sconfitte, un pareggio e una vittoria al primo test a eliminazione diretta tra Champions ed Europa League. Come al solito, peraltro. Impegno inferiore alle necessità e la conferma che altrove, per mentalità e talento, sono superiori a noi. Siamo piccoli perché il nostro sguardo rimane piccolo e limitato alla penisola.







