Le ciliegie di Hamsik e i segnali dal passato della Roma

La nostra rubrica sul meglio e peggio del campionato italiano

La nostra rubrica sul meglio e il peggio del campionato italiano.

10 -Le ciliegie di Hamsik – Ci sono voluti mesi di attesa e perfino di ansia, ma una volta sbloccato il capitano del Napoli ha preso a segnare come le ciliegie, un gol tira l’altro. Quello di Crotone permette agli azzurri di laurearsi campioni d’inverno, secondo titolo virtuale su tre dall’inizio dell’epoca Sarri, e di vincere la quarta partita consecutiva. Maradona è stato superato e con lui le suggestioni di un passato che deve trasformarsi in presente. Anche se per stare davanti alla Juve anche a maggio bisogna essere leggendari.

9 – Il ritorno di Dybala – Mancava solo lui al puzzle di Allegri, che al Bentegodi mette in scena un manifesto programmatico. Prima va in vantaggio con Matuidi, la pedina che mancava al centrocampo in estate, poi viene raggiunto da un pezzo di passato come Caceres. Infine è Dybala a confezionare la doppietta che mantiene la Juve in scia del Napoli e stacca Inter e Roma. I campioni incassano il primo gol dal 19 novembre, ma in compenso ne segnano 3 per la seconda volta consecutiva dopo quella di Bologna. I bianconeri sono dove volevano essere dopo un autunno pieno di sperimentazioni.

8 – Bianconeri, ma meglio della Juve – Cinque di seguito non le vince neanche la Juve, dice Oddo a fine partita. Ma l’Udinese sì e a Bologna ribalta l’autogol di Danilo, specialista in materia al Dall’Ara, e la firma è del solito Lasagna che lui pure nell’ultimo mese è più letale di Icardi dentro l’area di rigore. Prima del cambio in panchina i friulani avevano 12 punti. Adesso, dopo 14 gol segnati e 2 subiti, la classifica dice 27. Ovvero posto in Europa League al momento conteso a Fiorentina e Atalanta.

7 -Coda in coda – Il destino nel nome. Proprio in coda al girone di andata, l’uomo che Coda fa di cognome decide la sfida con il Chievo e permette al Benevento di godersi la prima storica vittoria in serie A e di chiudere l’anno con un piccolo sorriso. All’ultimo approdo disponibile prima del giro di boa i campani eliminano quel fastidioso 0 dalla casella delle vittorie e si mettono in pari con il resto del campionato.

6 – Lo squillo del Cagliari – Dopo sei partite di affanno la squadra di Lopez fa il botto di fine anno espugnando uno dei campi più difficili della serie A. Quella con l’Atalanta è la prima vittoria dal 19 novembre, ancora in trasferta a Udine, con in mezzo le sconfitte contro Inter, Pordenone, Roma e Fiorentina e i pareggi con Bologna e Sampdoria. Una vittoria preziosa in chiave salvezza e con Pavoletti tornato prolifico il girone di ritorno potrebbe regalare altre soddisfazioni.

5 -I dolori del vecchio Spalletti – Alle prime difficoltà sono arrivati anche i vecchi atteggiamenti del tecnico in conferenza stampa, agitando fantasmi di disturbatori professionisti che sventolava ostinatamente a Roma. Ma il pareggio con la Lazio conferma due cose. Che l’Inter si squaglia atleticamente appena deve giocare tre partite nella stessa settimana, ultima vittoria che ormai risale al 3 dicembre nel 5-0 contro il Chievo. E che non può prescindere da una forma suprema di Perisic e Icardi. Appesantiti loro, sparito l’attacco. Nelle ultime sei partite giocate appena un gol segnato, nella sconfitta 3-1 contro l’Udinese, e in mezzo ci sono stati anche i tempi supplementari contro Pordenone e Milan in Coppa Italia. La situazione migliorerà a gennaio quando si tornerà a giocare una volta a settimana. Il treno scudetto nel frattempo è scomparso all’orizzonte, ma l’obiettivo Champions League, primario per la società, rimane ampiamente alla portata.

4 – L’uomo ragno senza rete – Il Crotone di Zenga ha rimediato zero punti contro Lazio e Napoli, come era prevedibile. Ma lo ha fatto senza segnare nemmeno un gol e se mettete insieme l’1-0 sul Chievo del 17 dicembre avrete una sola rete segnata dai calabresi nelle ultime tre partite, che diventano due nelle ultime otto. Problema offensivo lampante che va risolto per generare la seconda salvezza consecutiva.

3 – Il diavolo fa le pentole – Ma non i coperchi, e infatti il condimento di entusiasmo generato dalla vittoria sull’Inter in Coppa Italia evapora al Franchi dove arriva la terza partita consecutiva senza vittorie in campionato. Considerando anche il pareggio nei regolamentari del derby, Gattuso non vince una partita dal 13 dicembre, 3-0 contro il Verona ancora in Coppa Italia, e in campionato dal 2-1 del 10 dicembre contro il Bologna. Anche i rossoneri segnano con il contagocce, la rete del Franchi è stata l’unica dentro i novanta minuti nelle ultime quattro giornate. Troppo poco e a tratti pochissimo.

2 – Granata pallido – Con l’Atalanta intermittente di fine anno, la zona Europa League offre generosamente una camera con vista nell’orizzonte di molte squadre. Il Torino però non ne approfitta mai e dopo la vittoria sul campo della Lazio non ha più vinto in campionato. Travolto dal Napoli, fermato sul pareggio dalla Spal in un 2-2 pirotecnico e 0-0 dal Genoa nella partita più scialba del turno di fine anno. Adesso arriva il derby di Coppa Italia e allo Stadium l’anno nuovo inizia di cominciare peggio di come è finito quello vecchio.

1 – Di Francesco, segnali dal passato – Pareva diversa, la parabola giallorossa dopo il primo posto strappato al Chelsea nel girone di Champions League. Invece sulle ceneri del 2017 non resta niente di diverso dal passato. Coppa Italia già svanita, testa della classifica che dista nove punti anche se con una partita da recuperare, un’evanescenza in fase di finalizzazione quasi surreale. Dzeko ha smesso di segnare, proprio come due anni fa, Schick deve ancora cominciare in mezzo alle polemiche che lo travolgono e la Roma tra le prime sei della classifica ha l’attacco più sterile. Solo una volta nelle ultime nove partite giocate ha segnato più di un gol. E Di Francesco viene fermato all’Olimpico dal proprio, di passato, quel Sassuolo che con Iachini cavalca una striscia di quattro risultati utili consecutivi e che sembrava potesse essere domato da un acuto di Pellegrini, lui pure alle prese con il gol dell’ex. Cambia il direttore d’orchestra, non lo spartito.

0 – L’eclissi del Chievo – Proprio come il Milan, la squadra di Maran entra direttamente nei libri di epica per essere stata la prima e unica nel girone di andata ad avere regalato tre punti al Benevento. Ciliegina sulla torta di un’eclissi che dura dal 25 novembre, giorno dell’ultima vittoria stagionale in casa 2-1 contro la Spal. Da quel momento quattro sconfitte con Inter, Crotone, Bologna e Benevento e il pareggio con la Roma. Le sconfitte consecutive al momento sono tre. E quella del Vigorito rimarrà nella memoria.