
I risultati della notte NBA.
Boston-Orlando 95-103
Se considerate che la vittoria di Orlando al TD Garden è solo la terza nelle ultime venti partite giocate dai Magic avrete il momento dei Celtics, arrivati alla terza sconfitta consecutiva e che ora vedono chiaramente negli specchietti retrovisori i Toronto Raptors. E’ una domenica sera di gennaio nella quale a Boston si festeggia l’ennesimo accesso al Superbowl dei Patriots e i padroni di casa si addormentano nel terzo periodo subendo un parziale di 32-12 che decide la partita. Stavolta è l’attacco dei Celtics a tradire e non basta un gigantesco Irving (40 punti, 5/7 dall’arco, 7 rimbalzi, 5 assist) a compensare un Horford alla peggiore prestazione stagionale (9 punti e 6 assist) e una panchina da 8 punti totali. Quella dei Magic ne segna 38 e anche tirando 6/21 dall’arco gli ospiti si prendono la serata grazie a Payton (22 punti e 6 rimbalzi) e Fournier (19 punti e 3 assist). Adesso i Celtics sono 34-13 e i Raptors a 31-14 inseguono a due partite di distanza.
San Antonio-Indiana 86-94
Anche gli Spurs sono in calo e loro pure alla seconda sconfitta consecutiva si vedono raggiunti dai Wolves al terzo posto della Western Conference. Come Boston, anche San Antonio paga la scarsa profondità offensiva di gennaio e un terzo periodo nel quale il 25-16 confezionato da Indiana è decisivo. La squadra di Popovich interrompe una striscia di 14 vittorie casalinghe consecutive e le assenze di Leonard, Ginobili e Gay sono una spiegazione plausibile della fatica degli Spurs con la palla in mano. I padroni di casa portano sei uomini in doppia cifra ma tirano con il 42.7% dal campo e il 26.5% dall’arco, Aldridge è poco consistente (10 punti, 10 rimbalzi e 5/14 al tiro) e Murray e Green sul perimetro non pungono. I Pacers sono solo la terza squadra che in stagione espugna l’AT&T Center e lo fanno nonostante il 4/19 dall’arco con Oladipo (19 punti e 4 rimbalzi), Collison (15 punti e 3 recuperi) e Young (14 punti e 4 assist). Indiana a 25-22 è al momento sesta nella Eastern Conference.
LA Lakers-New York 127-107
C’è sempre fascino nella sfida tra Lakers e Knicks e i padroni di casa travolgono gli ospiti con un secondo tempo da 60-44 scappando definitivamente nel quarto periodo quando New York si ferma a 18 punti segnati. La parte gialla di Los Angeles non ha Lonzo Ball che rischia di saltare la striscia di cinque trasferte consecutive in onda dal prossimo fine settimana, ma unisce una difesa solida alla ricerca del contropiede e porta sei uomini in doppia cifra. Clarkson (29 punti e 10 assist) è un fattore dominante dalla panchina e Randle (27 punti, 12 rimbalzi, 5 assist) spazza l’area permettendo ai Lakers di chiudere con il 56% dal campo e permettendo a Kuzma (15 punti e 6/8 dal campo) di trovare ritmo al tiro. I Knicks tirano con il 48% dall’arco ma perdono consistenza difensiva nella propria metà campo quando la partita si decide, Porzingis (17 punti e 4 rimbalzi) perde la battaglia in area più per intensità che per cifre e il solo Lee (16 punti e 7/12 al tiro) non basta a dare profondità sul perimetro. In trasferta il 6-17 di New York è il freno più grande verso le ambizioni playoff.
Detroit-Brooklyn 100-101
Il canestro di Spencer Dinwiddie a 9 decimi dalla sirena regala a Brooklyn la vittoria e ai Pistons la quinta sconfitta consecutiva, mettendo momentaneamente la squadra di Van Gundy fuori dalla zona playoff. I Nets erano stati avanti di 12 a metà del terzo periodo prima di subire la rimonta dei padroni di casa, dando vita a un finale spettacolare nel quale Drummond a 4.7 secondi dalla fine aveva dato l’illusione a Detroit di risolverla. Il coach a fine gara lamenta ai suoi mancanza di continuità nell’arco dei 48 minuti e il 42.9% dal campo con 9/29 dall’arco lo conferma. L’altro problema i Pistons devono risolverlo quando Drummond si eclissa offensivamente (7 punti con 13 rimbalzi e 4 assist), soprattutto se Smith e Bradley vivono una notte da 7/23 dal campo in coppia. Johnson e Kennard dalla panchina aiutano la rimonta ma i Nets si prendono una vittoria meritata anche complicandosi la vita nel secondo tempo. Dinwiddie (22 punti, 4 rimbalzi e 5 assist) è il risolutore, Hollis-Jefferson (21 punti, 8 rimbalzi e 7 assist) e Carroll (16 punti e 3 assist) gli architetti.







