Gli Spurs battono i Wolves, buon esordio per Belinelli

Basket Nba risultati della notte,

 I risultati della notte Nba. Pioggia di partite nella seconda serata di regular season.

Spurs-Wolves 107-99

Gli Spurs privi di Leonard nei primi giorni di regular season dovevano chiedere gli straordinari ad Aldridge, non sempre a suo agio nei panni di terminale offensivo primario. Invece il lungo risponde con 25 punti e 10 rimbalzi, una delle sue migliori serate da quando è a San Antonio, e la squadra di Popovich esordisce piegando i nuovi Wolves che rimangono sempre a contatto ma non riescono mai a dare la spallata decisiva. E’ sua la schiacciata del 100-92 a 1:42 dalla fine che chiude la serata. Per Minnesota, arrivata alla dodicesima sconfitta consecutiva contro gli Spurs e l’ottava sul loro parquet, quattro uomini del quintetto in doppia cifra con un Wiggins da 26 punti e 4 rimbalzi, 18 e 13 di Towns e l’esordio di Butler vale 12 punti, 4 rimbalzi e 3 assist ma con 5/12 dal campo. Poco dalla panchina, ad eccezione di Crawford. Anche per gli Spurs quattro in doppia cifra in quintetto con un Murray da 16 punti e 7/8 dal campo e un Anderson da 12 punti e 9 rimbalzi. Convincente Hay che dalla panchina propone 14 punti e 5 rimbalzi in 24 minuti. Gli Spurs dominano 50-42 a rimbalzo e tengono l’attacco di Thibodeau al 43.5% dal campo, la difesa dei texani è sempre una garanzia.

Kings-Rockets 100-105

Seconda vittoria consecutiva per i Rockets che faticano a lungo contro i Kings, privi di Chris Paul tenuto precauzionalmente a riposo (ma è difficile che giochi sabato secondo lo staff dei texani), ma si aggrappano a James Harden che con 27 punti e 9 assist garantisce a D’Antoni una nuova vittoria in trasferta. Il barba è protagonista nel quarto periodo con tre triple che spediscono i Rockets a più dieci, poi sul ritorno di Sacramento sono due liberi di Gordon, partito in quintetto al posto di CP3, a dare la vittoria nel finale. Capela segna 22 punti con 17 rimbalzi, massimo in carriera sotto i vetri eguagliato e la rotazione di D’Antoni è ancora limitata, stavolta a nove uomini. I Rockets tirano appena 12/45 da tre e il 39% dal campo ma hanno tre uomini oltre i venti punti, compreso Gordon che ne segna 25 con 3 assist. I Kings si fermano loro pure a 8/23 dall’arco con un Cauley-Stein sontuoso da 21 punti e 10 rimbalzi con 10/15 al tiro e 12 punti e 10 rimbalzi di Labissiere. Ma hanno poco dalla panchina, 14 punti, 4 rimbalzi e 5 assist da Fox e perdono 17 palloni.

Celtics-Bucks 100-108

Si è parlato a lungo in estate di come Antetokounmpo fosse un candidato credibile al titolo di Mvp e il lungo esordisce con i fuochi d’artificio. E’ lui il protagonista nell’esordio stagionale dei Bucks, 37 punti di cui 16 solo nel quarto periodo, costringendo Boston alla seconda sconfitta consecutiva. Ci vorrà tempo per metabolizzare l’infortunio di Hayward (celebrato a inizio gara, ha mandato un messaggio video ai tifosi del TD Garden trasmesso prima della partita) e intanto Milwaukee ne approfitta. Prima scappa all’intervallo, poi i Celtics tornano di orgoglio nel terzo periodo come avevano fatto a Cleveland. Quindi sul palco va Antetokounmpo che guida il parziale di 32-30 nel quarto periodo che chiude la notte, incluso l’assist nel finale per una tripla nevralgica di Dellavedova. I Bucks tirano con il 50% dal campo e il greco tra gli ingredienti aggiunge 13 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi. Brogdon e Middleton insieme segnano 34 punti con 10 rimbalzi e dalla panchina Monroe e Dellavedova ne aggiungono 25. Per i Celtics delude Irving, 17 punti e 3 assist con 7/25 dal campo, Tatum si ferma a 8 e 9 rimbalzi. Sono Brown, Smart e Horford a trascinare i Celtics per l’intera partita ma coach Stevens paga una panchina poco produttiva con il solo Rozier in doppia cifra. Nessuno degli uomini del quintetto gioca meno di 28 minuti e le nuove gerarchie dei Celtics avranno bisogno di tempo per essere chiarite.

Jazz-Nuggets 106-96

Di Rudy Gobert si sapeva molto, di Alec Burks meno, soltanto che fosse un ottimo saltatore reduce da un lungo infortunio. Sono loro i protagonisti della prima vittoria stagionale sui Nuggets. Burks segna 12 punti dentro un parziale di 25-4 a cavallo tra terzo e quarto periodo che decide la partita, i Jazz chiudono il quarto periodo travolgendo Denver 28-13 e portano sei uomini in doppia cifra. Detto di Gobert, 18 e 10 rimbalzi, e Burks, 16 con 7/10 dal campo in 15 minuti, ce ne sono anche 14 con 4 assist di Favors. I padroni di casa tirano con il 50.6% dal campo e i Nuggets sono traditi da Chandler e Jokic che insieme tirano 7/21. Solo Millsap, 19 punti e 6 rimbalzi, e Harris sono produttivi. La panchina produce solo 16 punti, Denver perde 21 palloni ed è la vittoria di un sistema di gioco collaudato e resistente anche alla partenza di Hayward contro una squadra che perso Gallinari deve ancora metabolizzare i meccanismi su due lati del campo.

Wizards-76ers 120-115

Nella capitale si ricomincia sempre da Wall e Beal. Sono loro che piegano i nuovi Sixers, dal potenziale intrigante ma che giocano a intermittenza. Wall segna 28 punti anche se tirando 10/28 dal campo, Beal si scrolla di dosso una partenza pigra aggiungendone 25 e dentro l’area Gortat vince la battaglia sotto i vetri con 16 punti e 17 rimbalzi. Meeks e Oubre segnano 28 punti in coppia dalla panchina e i Wizards si prendono la vittoria anche tirando appena il 27.3% dall’arco. Embiid parte in quintetto e la prima scelta del 2016 chiude a 18 punti e 13 rimbalzi. Fultz nella sua prima gara Nba parte dalla panchina e chiude con 10 punti e 3 rimbalzi. In mezzo c’è l’intero quintetto dei Sixers che va in doppia cifra con un Covington da 29 punti e 7/11 dall’arco, ma c’è poco dalla panchina e gli ospiti pagano le 17 palle perse. Bagliori positivi nonostante la sconfitta in una Eastern Conference che quest’anno potrebbe regalare anche a loro un’opportunità di playoff.

Pacers-Nets 140-131

Si segna in abbondanza a Indianapolis ed è una novità piacevole per una squadra che lo scorso anno non era particolarmente prolifica. George e Teague se ne sono andati ma in compenso ci sono otto uomini in doppia cifra e tre oltre i venti punti in quintetto. Oladipo ne segna 22 con 4 assist e 4 recuperi, Collison 21 con 9/12 dal campo, Turner altrettanti con 8/13. Stupisce Sabonis, 16 punti e 7 rimbalzi dalla panchina con 7/7 dal campo, i Pacers tirano con il 26% dall’arco ma hanno troppe armi per i Nets che perdono il sesto opener consecutivo da quando si sono spostati a Brooklyn. Ma sembra ci siano gli ingredienti per evitare una stagione disastrosa come quella passata, con Russell che esplode in attacco con la nuova maglia segnando 30 punti e 5 assist, Lin che ne produce 18 (infortunio al ginocchio nel finale che potrebbe tenerlo fuori a lungo) e una panchina guidata dai 20 di Booker che ne segna 55. La difesa è un optional su entrambi i lati del campo, alla finei Nets pagano le 20 palle perse.

Pistons-Hornets 102-90

Sono 17 punti nel primo periodo di Harris, dentro una serata da 27 totali, a dare la prima vittoria stagionale ai Pistons. La difesa di Van Gundy tiene gli Hornets al 39% dal campo e al 30% dall’arco e l’ala oltre a essere il migliore marcatore condisce l’esordio con 10 rimbalzi e 3 assist. Drummond sembra ancora quello spaesato in attacco della scorsa stagione, 8 punti in 22 minuti, ma aggiunge 13 rimbalzi e Bradley e Jackson in quintetto ne segnano 28 insieme aggiunti a 8 assist. Charlotte si affida a Walker, 24 punti con 11/13 ai liberi, Howard chiude con 10 punti e 15 rimbalzi in 31 minuti senza avere impatto in attacco e Clifford ruota cinque uomini dalla panchina ricavandone 26 punti senza trovare un vero protagonista alternativo.

Magic-Heat 116-109

Il derby della Florida se lo prendono i Magic che scappano nel terzo periodo e contengono il ritorno degli Heat nell’ultimo periodo. Non basta a Miami un parziale di 11-0 che li riporta a meno due con tre minuti da giocare, è Fournier a segnare la tripla che indirizza la partita. Con 23 punti e 3 assist è lui il grande protagonista della serata insieme a un Vucevic da 19 punti, 13 rimbalzi e 2 stoppate. L’intero quintetto di Orlando va in doppia cifra con Payton che produce 13 punti e 9 assist. Per gli Heat idee a lungo confuse in attacco, il 26.7% dall’arco e non bastano Whiteside da 26 punti e 22 rimbalzi e un Dragic che dopo l’Europeo vinto segna 17 punti con 6 assist ma tirando 6/19 dal campo.

Grizzlies-Pelicans 103-91

La certezza di Memphis, dimezzata del nucleo storico in estate, è Mike Conley che segna 27 punti e fa da chiocchia al rookie Brooks, altro protagonista della vittoria su New Orleans. Il play segna anche 4 triple ma la sorpresa è appunto Brooks che dalla panchina dipinge 19 punti, 5 rimbalzi, 2 assist e 4 recuperi con 7/13 dal campo in 29 minuti. I Pelicans iniziano forte ma si addormentano a cavallo tra secondo e terzo periodo, segnando 36 punti e concedendone 52, senza riuscire a tornare nel secondo tempo. Davis e Cousins prendono in mano l’attacco, 33 punti e 18 rimbalzi il primo, 28 e 10 il secondo, ma si prendono anche 44 tiri su 79 della squadra e impediscono ai compagni di entrare in ritmo. Solo Moore in doppia cifra, panchina da 8 punti complessivi, la sensazione che giocare con due torri vecchio stampo nella Western Conference di oggi potrebbe essere un’idea vintage ma poco produttiva.

Mavs-Hawks 111-117

Esordio vincente in trasferta per i nuovi Hawks che scappano nel secondo periodo e mantengono a distanza i Mavs con 28 punti di Schroder che segna 28 punti con 7 assist. Per Atlanta è l’ottava vittoria consecutiva contro Dallas e l’esordio di Belinelli è esplosivo. Per l’azzurro 20 punti con 7/14 dal campo, 4/6 dall’arco, 3 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi in 26 minuti. Gli Hawks potrebbero avere trovato il nuovo Korver e anche Collins è positivo in una serata nella quale gli ospiti tirano con il 50% da tre e prendono 50 rimbalzi. I Mavs pagano l’assenza di fratello Curry, fuori a tempo indefinito per un problema alla gamba sinistra, portano sette uomini in doppia cifra senza mai riuscire a portare il ritmo della partita dalla loro parte e tirano con il 44% dal campo. Soltanto Noel ha mira dalla panchina, 16 punti con 6/6 dal campo, Nowitzki si ferma a 10 punti con 2/7 dall’arco, per coach Carlisle sarà un’altra lunga stagione di transizione.

Suns-Blazers 76-124

La candidata a peggiore squadra della stagione mette subito in chiaro il proprio potenziale e si fa travolgere in casa dai Blazers incassando un parziale di 31-14 nel quarto periodo e un enorme 69-34 a cavallo tra primo e secondo tempo. Tutto facile per Portland che ha 27 punti da Lillard, 24 da Connaughton dalla panchina e tira il 58.3% dall’arco senza trovare opposizione. I Suns hanno un Booker da 12 punti e 6/17 al tiro e naufragano tirando un terrificante 28/89 dal campo e il 26% dall’arco, venendo travolti 57 a 33 a rimbalzo e offrendo una delle peggiori prestazioni casalinghe della loro storia. Nel deserto anche quest’anno farà molto freddo.