
I risultati della notte NBA.
Boston-Philadelphia 114-112 (4-1)
Quadro delle finali di Conference completato con Warriors e Rockets da una parte e Celtics e Cavs dall’altra. Ma al TD Garden per timbrare il biglietto verso la sfida con LBJ si suda freddo e serve il solito ultimo minuto ricco di orgoglio verde. Che a spuntarla siano ancora gli uomini di Stevens non stupisce. Boston al momento è la squadra con più carattere e capacità di uscire dalle situazioni complicate della Nba, qualità fortificata da una stagione nella quale gli infortuni non hanno limitato la corsa di vertice in regular season prima e ai playoff poi. Ne viene fuori una notte equilibrata nella quale i Sixers dopo essere rimasti a contatto sono capaci di mettersi davanti con Saric a 1:37 dalla fine sul 109-105. Horford e Smart pareggiano il punteggio mentre Redick sbaglia una tripla nevralgica ed è emblematico che il canestro del definitivo sorpasso, quello del 111-109, lo firmi Jayson Tatum che non è rookie dell’anno solo perché tecnicamente gioca come un veterano. Embiid a 11 secondi dalla sirena sbaglia due tiri da vicino che di solito appartengono al suo repertorio e a quel punto sembra finita con i due liberi di Rozier. Ma Redick a 4.7 secondi dalla fine la tripla la inventa e sul 113-112 il protagonista è Marcus Smart che prima segna solo uno dei suoi due liberi e sull’ultimo possesso della stagione dei Sixers coglie l’errore di Simmons rubando il pallone che chiude partita e serie. In una serata nella quale le squadre si alternano nel punteggio 21 volte, record in questi playoff, Philadelphia dimostra di avere il futuro in mano ma è ancora acerba nei minuti decisivi della stagione, ben sintetizzati dalle 8 palle perse in coppia da Embiid (27 punti, 12 rimbalzi e 4 stoppate) e Simmons (18 punti e 6 assist), metà del totale. Con Saric cresciuto nel corso della serie (27 punti, 10 rimbalzi e 4 assist) e Belinelli calato (3 punti in appena 11 minuti), i Sixers pagano anche il 5/13 dal campo di Redick e l’incapacità di sfruttare le occasioni contro una squadra che non si arrende mai. In gara 5 coach Stevens decide di limitare la rotazione a sette giocatori e vanno in doppia cifra in sei, l’intero quintetto più Smart (14 punti, 6 rimbalzi, 6 assist e 3 recuperi) che è l’uomo decisivo dalla panchina. Tatum (25 punti e 4 assist) è di nuovo il migliore marcatore, Brown (24 punti e 10/13 al tiro) lo segue e Horford (15 punti, 8 rimbalzi e 5 recuperi) è perfetto nell’inserirsi nelle pieghe di una partita scivolosa. Per i Celtics due viaggi consecutivi alla finale della Eastern Conference mancavano dagli anni Ottanta, quando furono cinque dal 1984 al 1988. Da domenica sapremo se il loro orgoglio basterà a superare LeBron James, per il quale non sono ancora stati avvistati antidoti in questa primavera.







