
I risultati della notte NBA.
Toronto-Boston 96-78
La vittoria che potrebbe essere decisiva per il fattore campo nei playoff della Eastern Conference, e tecnicamente lo è visto che con 56-22 e quattro partite da giocare i Raptors dovrebbero perderle tutte per perdere il primato, arriva all’Air Canada Centre in una serata a basso punteggio nella quale i canadesi piegano i Celtics con un secondo periodo da 29-13. Toronto la vince con l’intensità difensiva, che solitamente è specialità di Boston, alla quale concede solo il 33.3% dal campo e i Celtics non si aiutano fermandosi a 3/22 dall’arco. L’assenza di Irving prosciuga di talento il reparto degli esterni con il solo Horford che in quintetto offre sostanza (16 punti e 4 rimbalzi) mentre Tatum per una volta sembra meno maturo del solito. Per i Raptors, che forzano 16 palle perse agli avversari, funzionano DeRozan (16 punti e 3 rimbalzi), Lowry (13 punti e 5 assist) affiancati da Ibaka e VanVleet che entrambi segnano 15 punti e aggiungno in coppia 9 rimbalzi e 6 assist. Record di vittorie stagionali eguagliato come nel 2015-16.
LA Lakers-San Antonio 122-112 OT
Gli Spurs complicano i loro piani di giocare almeno il primo turno playoff con il fattore campo e perdono la seconda partita consecutiva confermando di essere allergici ai Lakers con i quali hanno perso le tre partite giocate in regular season. L’equilibrio è assoluto, Ennis e Murray segnano i canestri che valgono la continuazione e Hart sbaglia l’entrata che varrebbe la vittoria sulla sirena. Nel supplementare sale in cattedra Kuzma (30 punti e 4 rimbalzi) che segna sei punti nevralgici e San Antonio non ha più energie segnando appena 4 punti negli ultimi cinque minuti. Anche Caldwell-Pope è ispirato (21 punti, 6 rimbalzi e 7/9 dal campo) e la panchina di casa è prolifica con Frye e Ennis in una serata in cui Los Angeles tira con il 54.7% dal campo e 13/24 dall’arco. La squadra di Popovich paga la scarsa vena della panchina con il solo Gay positivo, non bastano i quattro uomini del quintetto in doppia cifra con Aldridge (28 punti, 9 rimbalzi e 4 assist) e Murray (23 punti e 10 rimbalzi) in evidenza. Gli Spurs sono 45-34 e i Jazz li precedono di una partita al quarto posto nella Western Conference.
Detroit-Philadelphia 108-115
La marcia dei Sixers non si interrompe e gli uomini di coach Brown si prendono la dodicesima vittoria consecutiva, regalando al tempo stesso l’ultimo posto playoff ai Bucks ed eliminandone definitivamente i Pistons. Il quadro delle partecipanti ai playoff della Eastern Conference è completo dopo una notte nella quale Philadelphia è sempre avanti con un primo periodo da 36 punti segnati e non si accorgono dell’assenza di Embiid, quarta vittoria consecutiva dopo il suo infortunio, e di Saric. Sei uomini in doppia cifra e se Simmons è ormai la stella polare (16 punti, 6 rimbalzi e 7 assist) attorno a lui gravitano perfettamente gli esterni. Redick ne approfitta dal quintetto (25 punti, 10/13 dal campo e 5/7 dall’arco) e Belinelli (19 punti, 3 recuperi, 4/7 dall’arco) se avesse iniziato la stagione ai Sixers adesso sarebbe un candidato credibile a migliore sesto uomo dell’anno. I Pistons senza Griffin si affidano a Tolliver (25 punti con un impensabile 7/8 dall’arco) e Drummond (13 punti e 15 rimbalzi) ma gli esterni non difendono e Jackson è disastroso (8 punti e 1/11 al tiro) confezionando la delusione di Van Gundy e della società che aveva come obiettivo stagionale l’acceso ai playoff.
New Orleans-Memphis 125-93
Chi i playoff rischiava di non farli erano i Pelicans dopo l’infortunio di DeMarcus Cousins, invece con la facile vittoria sui Grizzlies si avvicinano al traguardo mantenendo una partita di vantaggio sui Nuggets e a 44-34 hanno lo stesso record dei Wolves e una vittoria in meno di Thunder e Spurs. Serata di totale dominio con le ali che prendono possesso della partita guidate da Moore (30 punti con 7/10 dal campo), Mirotic che esplode in quintetto (25 punti e 10/12 dal campo) e Davis (28 punti, 12 rimbalzi e 3 stoppate). New Orleans tira con il 52.3% dal campo e domina a rimbalzo, Memphis non ha risorse vicino al canestro con Gasol che si ferma all’uovo deposto in 20 minuti di utilizzo e i 25 punti di Brooks dalla panchina servono solo per le statistiche.
I Magic battono 105-100 i Mavs in una gara senza significato nella quale stanno avanti dalla palla a due alla sirena e trovano la migliore prestazione in carriera di Jamel Artis (18 punti e 8/13 dal campo) che è prolifico dentro una panchina da 48 punti. Dallas rimane a contatto con Finney-Smith (14 punti e 6 rimbalzi) ma perde l’ottava partita nelle ultime dieci giocate.







