
I risultati della notte NBA.
OKC-Philadelphia 122-112
Nella Western Conference salgono le quotazioni dei Thunder che vincono l’ottava gara consecutiva e sono vicini ai Wolves al quarto posto con 30-20. A 6 minuti dalla fine sul 101-101 Adams segna sei punti in area nel parziale decisivo e il resto del lavoro lo fa Russell Westbrook nella solita notte da tripla doppia sfiorata (37 punti, 9 rimbalzi e 14 assist). OKC tira male dall’arco ma ha contributo abbondante da George (31 punti e 4 recuperi) e Adams (20 punti e 13 rimbalzi con 10/11 dal campo) che vince la battaglia contro Embiid (27 punti e 10 rimbalzi). I padroni di casa hanno più fame nel finale e ai Sixers non basta Simmons (22 punti e 7 assist) per compensare la poca produzione della panchina. I Thunder stanno trovando la propria dimensione nonostante abbiano perso Andre Roberson fino alla fine della stagione, uomo chiave della difesa di coach Donovan.
Houston-Phoenix 113-102
I Rockets passano una domenica tranquilla e senza bisogno di affaticarsi troppo accelerano nel secondo tempo quando la sua batteria di esterni genera un parziale di 19-8 che decide la partita. Harden (27 punti, 10 rimbalzi e 8 assist) è la dinamo di Houston e al Toyota Center nel finale si suda freddo per un problema alla gamba del barba che però non ha conseguenze. La panchina di casa produce 44 punti con Gordon che senza mira sopraffina produce canestri importanti nel secondo tempo e i Suns sparano 8/33 dall’arco. Booker è ispirato (31 punti e 10 assist) ma Phoenix dal quintetto ha solo Warren e Chandler incisivi e va incontro alla quarta sconfitta consecutiva.
Cleveland-Detroit 121-104
I Cavs hanno bisogno di un parziale di 13-4 negli ultimi quattro minuti di partita, chiuso da una tripla di JR Smith, per risolvere la pratica Pistons e prendersi la seconda vittoria consecutiva. Alla Quicken Loans Arena c’è equilibrio e Cleveland si scopre efficace nel finale grazie al solito LeBron James (25 punti, 8 rimbalzi e 14 assist) e un Love incisivo su due lati del campo (20 punti e 11 rimbalzi). Il re a fine partita si dirà soddisfatto dell’atteggiamento della squadra e Thomas (14 punti e 7 assist) continua il proprio rodaggio in vista dei playoff. I Pistons concedono il 50.6% dal campo e perdono in volata l’ottava gara consecutiva. Quattro uomini del quintetto in doppia cifra, con Drummond (17 punti e 11 rimbalzi) e Harris (20 punti e 2 assist) prolifici, ma per la squadra di Van Gundy i playoff sono sempre più lontano.
Toronto-LA Lakers 123-111
All’Air Canade Centre serata a senso unico con i Raptors sempre avanti e i Lakers che inseguono quasi sempre in doppia cifra senza riuscire a cambiare l’inerzia della partita. Toronto tira con il 50% dal campo e è sospinta dai suoi esterni. Non solo DeRozan (19 punti e 7 assist) e Lowry (14 punti e 11 rimbalzi) ma anche VanVleet che dalla panchina produce la migliore prestazione offensiva della carriera (25 punti e 3/4 dall’arco) e la cui crescita in questa stagione è esponenziale. I Lakers cercano di capire se Ball possa tornare in settimana per il problema al ginocchio sinistro che gli ha fatto saltare sedici partite, non hanno mira dall’arco tirando con il 30.8%, hanno poco in area e nonostante i sei uomini in doppia cifra (Randle 17 punti, 10 rimbalzi e 5 assist) perdono ancora in trasferta, record ora di 7-19.
New Orleans-LA Clippers 103-112
A New Orleans l’assenza di Cousins è un pensiero che appesantisce l’area e i Pelicans non riescono a gestirlo. Prima scappano andando avanti di 14 a fine primo tempo, poi si bloccano improvvisamente subendo un parziale di 29-15 nel terzo periodo che riapre la partita e infine si fanno sorpassare. E’ Blake Griffin (27 punti e 12 rimbalzi) l’uomo che sigilla la notte con una tripla nevralgica a 43 secondi dalla fine, Lou Williams (22 punti e 6 assist) è il solito archietto dalla panchina. I Clippers hanno cinque uomini in doppia cifra, New Orleans abbassa il quintetto dando più palloni a Moore (18 punti e 7/11 dal campo) e Holiday (20 punti, 9 rimbalzi e 7 assist). Davis è come al solito strepitoso (25 punti, 17 rimbalzi, 6 assist e 2 recuperi) ma nel finale perde una palla nevralgica e si accascia al suolo facendo temere un altro infortunio. Niente di grave ma la seconda parte di stagione sarà una grande incognita.
San Antonio-Sacramento 113-98
Se volete alto punteggio e divertimento in questa fase della stagione non è in casa Spurs che dovete guardare. La vittoria contro i Kings arriva nel secondo tempo con un parziale di 30-19 ma la squadra di Popovich, che festeggia con una vittoria il suo sessantanovesimo compleanno, è intermittente in attacco e il coach fa tremare le mura degli spogliatoi durante l’intervallo. I suoi esperimenti portano Forbes (23 punti e 3 rimbalzi) a essere il più prolifico in 28 minuti dalla panchina, con Aldridge (15 punti, 7 rimbalzi, 4 assist) e Gasol (14 punti e 11 rimbalzi) che fanno la differenza in area. Sacramento si regge sulla balistica, 18/34 dall’arco con il 52.9%, ha un Fox perfetto dall’arco (26 punti e 6/6 da tre) e Vince Carter è commovente (21 punti e 6 rimbalzi) dalla panchina. Ma Randolph e Koufos sono trasparenti vicino al canestro e per i Kings è l’ottava sconfitta nelle ultime dieci partite giocate.
Chicago-Milwaukee 96-110
I Bucks del dopo Kidd sono perfetti e vincono la terza partita consecutiva rimanendo avanti dall’inizio alla fine allo United Center. Classico pomeriggio domenicale nella Nba in cui gli ospiti prendono l’inerzia e i padroni di casa rimangono a contatto ma senza mai davvero entrare in partita. Milwaukee tira con il 53.2% dal campo, va da Antetokounmpo (27 punti, 9 rimbalzi e 8 assist) se ha bisogno di sostanza in area e Middleton lo aiuta (20 punti e 5 assist) insieme a Jason Terry che dalla panchina (12 punti e 4/6 dall’arco) punge sul perimetro. I Bulls perdono la quarta gara consecutiva gestendo il pallone in maniera approssimativa, 16 palle perse, senza trovare contributo da LaVine (6 punti e 2/11 dal campo). Markkanen produce 17 punti e 10 rimbalzi ma Chicago tira con il 41.4% dal campo e sembra implicitamente avere deciso che la seconda parte di stagione sarà dedicata a perdere più partite possibili per cercare di ottenere una scelta più alta al draft.









