
L’esonero di Vincenzo Montella, pronosticato da tempo ma non certo atteso dopo lo 0-0 con il Torino di domenica, ufficializza l’ennesima crisi del Milan. Il tecnico non è riuscito a dare gioco e identità a una squadra che doveva uscire rafforzata dal mercato estivo, costato circa 250 milioni di euro, e invece conti alla mano in classifica ha un bilancio peggiore rispetto alla scorsa stagione.
Ma il problema della competitività del diavolo contro le potenze del campionato italiano risale a ben prima dell’arrivo di Montella in panchina ed è un trend che va avanti da almeno cinque stagioni, dopo l’ultimo scudetto vinto nel 2011 con Allegri. Dal 2012 in avanti si sono alternati in panchina Seedorf, Mihajlovic, Inzaghi, Montella, Brocchi, ma il Milan ha sempre faticato enormemente a imporsi negli scontri diretti contro le big del campionato italiano.
Abbiamo isolato le nove gare giocate in questo arco di tempo contro Inter, Juve, Lazio, Roma e Napoli.
| Squadra | Vittorie | Pareggi | Sconfitte |
| Juve | 1 | 0 | 8 |
| Napoli | 1 | 1 | 7 |
| Roma | 1 | 3 | 5 |
| Inter | 2 | 4 | 3 |
| Lazio | 3 | 4 | 2 |
| Totale | 8 | 12 | 25 |
E’ una statistica lampante che dice come non soltanto siano arrivate 25 sconfitte negli ultimi cinque anni, ma che contro Juve, Napoli e Roma, le squadre che in questo arco di tempo hanno sempre occupato i primi tre punti in classifica, sono arrivate soltanto 3 vittorie. Il numero di successi maggiore è arrivato contro la Lazio e contro l’Inter, squadre che non hanno occupato il podio della serie A nelle ultime cinque stagioni se non una volta (la Lazio nel 2014-15).
In questo arco di partite il Milan ha segnato 47 gol e ne ha incassati 76, di cui 21 subiti contro il Napoli che è la squadra che ha segnato più reti contro i rossoneri. Problema di competitività assoluta quando si alza il livello che tanti allenatori diversi, nessuno dei quali però blasonato, non hanno saputo risolvere. In mezzo anche il passaggio di proprietà che ha complicato la gestione dello spogliatoio e della società.
Non casualmente la squadra affidata a Gattuso, altro allenatore che come Inzaghi arriva dalla Primavera rossonera, è un chiaro segnale di come questa stagione venga considerata ormai compromessa e si cerchi di non zavorrarla ulteriormente in attesa di portare un grande nome sulla panchina del Milan. Il primo della lista è Antonio Conte, desideroso di tornare in Italia e che approdando sulla panchina del diavolo si troverebbe a ricostruire da zero come avvenne nel 2011 quando arrivò alla Juventus.









