
Derby Ternana Perugia Pochesci se la prende con i tifosi biancorossi
Non ce l’ha fatta neanche questa volta, la Ternana, a fare suo il derby col Perugia, il 45o della storia. L’incantesimo, che dura dal 2006-2007 e dalla partita a porte chiuse decisa allo scadere da Zamperini, ha resistito grazie al rigore trasformato da Di Carmine al minuto 92.
Il Grifo l’ha rimessa in piedi anche in 10 (espulsione per doppia ammonizione di Volta), dopo essere stato in balìa delle Fere nel primo tempo anche prima del rigore di Montalto che aveva fatto esplodere il Liberati: 10.000 le presenze sulle tribune di uno stadio in corso di ristrutturazione ma nella curva San Martino non campeggiava alcuno striscione biancorosso.
I tifosi del Perugia, infatti, avevano annunciato da settembre la loro assenza, per un motivo singolare legato al nuovo corso del club rossoverde. “L’identità del movimento ultras sta scomparendo, cadendo sotto i colpi della repressione e delle nuove logiche del calcio moderno. Quello che però non è ancora andato perduto è il legame tra il tifoso e lo stretto vincolo di appartenenza; l’attaccamento ai simboli della propria città, ai colori della maglia e al nome della squadra che sostiene e rappresenta. Ciò che è successo a Terni all’inizio dell’estate è una pratica già adottata da alcune società delle categorie minori ma mai aveva trovato terreno fertile in una piazza del ‘calcio che conta’. Accostare il nome della squadra a uno sponsor, barattando la storia con interessi economici e pubblicità, è la massima espressione di un calcio moderno a cui niente importa della passione ma che guarda soltanto al business, quello stesso calcio al quale il movimento ultras ha da sempre dichiarato guerra. Molte piazze, anche storiche, hanno attraversato e stanno ancora attraversando momenti bui, legati alla gestione indegna di presidenti-imprenditori che hanno lucrato sulla passione dei tifosi, ma che proprio grazie agli stessi tifosi si sono rialzate. Abbiamo noi stessi vissuto sulla pelle 2 fallimenti che ci hanno riportato in pochi anni dalla serie A al dilettantismo, ma mai avremmo potuto immaginare di svendere il nostro nome per salvare una categoria. Per tutto quello che questa partita ha sempre rappresentato sul campo e fuori e che oggi non sentiamo più come il nostro derby, unita alla già ridicola atmosfera maturata negli ultimi per volontà delle forze dell’ordine e della stessa pochezza dimostrata dai nostri avversari, abbiamo deciso che non prenderemo parte all’ennesima pagliacciata. Comunichiamo, con ampio preavviso, che questa stagione non saremo presenti al Liberati, diserteremo la trasferta contro l’Unicusano perché non abbiamo nulla a che fare con questa rivalità. La storia, il blasone, la dignità di una tifoseria, o quello che ne resta, non si vendono al miglior offerente, neanche se arriva in elicottero e promette anni di gloria. Questo derby ha definitivamente perso il suo fascino, quel poco che era rimasto se l’è comprato l’Unicusano”.
“Una presa di posizione farneticante: sono stati loro i primi ad accettare le regole del calcio moderno”, era stata l’immediata replica dei tifosi della Ternana ma tant’è al Liberati si è giocato un derby anomalo, con una sola tifoseria sugli spalti. Ternana padrona del campo nel primo tempo e poi col braccino nel secondo, quando in vantaggio e in superiorità numerica si è ritratta eccessivamente nella propria metà campo regalando campo e fiducia al Perugia. Poi il rigore al 92’, contestato dalla Ternana anche attraverso il suo presidente Ranucci.
Pochesci, invece, ha proclamato un provvidenziale silenzio stampa dopo le dichiarazioni sulla Nazionale, ma domenica ha comunque fatto capolino in sala stampa per togliersi un macigno dalle scarpe. “Questo pareggio per me è come una vittoria, lo dedico a Marcello (tifoso gravemente malato della Ternana, ndr): è stato bersagliato in questi giorni, l’ho conosciuto a una cena, la sua storia rappresenta tanto per me. Prendersela con una persona che sta lottando tra la vita e la morte mi rende triste. Dedicargli la prestazione di oggi è il minimo che io possa fare. Si può dire tutto ma quando una persona sta per morire non si possono fare certe esternazioni. Gli ultras hanno un’altra identità, hanno un loro credo, non si può prendersela con una persona che lotta per sopravvivere. Oltre a non essere venuti a vedere la partita, si sono fatti un grande autogol. Spero che gli esponenti più importanti della tifoseria del Perugia chiedano scusa, è il minimo che possono fare”.
Tornando alle cose di campo Breda, ex di giornata insieme a Damiano Zanon, è tornato a casa con un punto prezioso. Mentre Pochesci continua a raccogliere tanti complimenti ma pochi punti. E la classifica rossoverde langue in modo preoccupante…




