EuroBasket 2017, le pagelle dell’Italia dopo Tel Aviv. Il migliore? Filloy

Girone di Tel Aviv in archivio tra luci e ombre, da sabato gli Azzurri impegnati a Istanbul nella fase a eliminazione diretta.

EuroBasket 2017 pagelle Italia dopo la prima fase

Girone di Tel Aviv in archivio tra luci e ombre, da sabato gli Azzurri impegnati a Istanbul nella fase a eliminazione diretta.

Hackett: il fiore all’occhiello è il canestro della vittoria con la Georgia, l’occhio pesto la brutta partita con la Germania. E poi una regia intermittente ma una difesa sempre solida, peccato per il 20% da 3. Più perse che recuperi, pochi i cinque liberi tirati.

Belinelli: decisivo nelle prime due uscite, quelle che di fatto ci hanno spinto a Istanbul. Sta tirando divinamente da 3 (49%), maluccio da 2 (30%) e in maniera oscena dalla lunetta (65%). Qualche tiro fuori equilibrio ma gli si perdona, se l’Italia vuole puntare in alto non può prescindere dai suoi 20 punti. Per ora sono 17.0, miglior marcatore Azzurro.

Aradori: sta tirando poco ma bene, il valore aggiunto del nostro attacco per la straordinaria capacità di produrre punti dal nulla e in situazioni delicate. Litiga anche lui con i liberi (67%) ma nei suoi 21 minuti c’è qualità, oltre a una faccia tosta provvidenziale per una squadra che ogni tanto si smarrisce.

Filloy: il migliore, rispetto a quanto ci si attendeva da un esordiente come lui: 20 minuti di media, canestri inventati in momenti complicatissimi, il coraggio che si trasforma in sfrontatezza bella. Segna 11.6 punti, 48% dall’arco e 69% da due, il 4/4 ai liberi non è banale in questo EuroBasket. Splendido back-up di Hackett, con cui per qualche minuto ha anche diviso il campo.

Biligha: non sta tirando bene (36%) e prende solo 2.2 rimbalzi nei 14 minuti che gli sta concedendo coach Messina. Il suo contributo è però fondamentale, per la solidità dietro e la durezza nei contatti, nei blocchi, nelle situazioni nelle quali il fioretto va riposto. Margini di miglioramento infiniti ma già regge il campo che è una bellezza. Senza paura. Senza timori reverenziali. Senza angosce.

Melli: condizionato dalla tendinite che l’ha messo fuori causa nel secondo tempo della sfida alla Lituania, è l’unico lungo che può portare punti alla causa Azzurra con continuità. Non brillantissimo (23% da 3) ma sempre presente e sempre utile (4.8 rimbalzi), come nelle difese decisive su Pachulia quando la Georgia era tornata avanti. Il meglio lo darà a Istanbul.

Cusin: l’ultimo arrivato in Azzurro ma Cuso c’è sempre. Quando c’è da portare un blocco, da rischiare la vita per recuperare un pallone, da intimidire un tiratore. Sta prendendo meno di 2 tiri a partita in 20.1’ e sono troppo pochi, qualche volta condizionato dai falli. Il solito collante invisibile e utilissimo.

Cinciarini: pochi minuti, 7 in totale, francamente ingiudicabile. Nel finale della partita con la Germania entra e prova a scuotere gli Azzurri. Con esiti rivedibili.

Abass: l’ultimo delle rotazioni, tre minuti in sei partite.

Baldi Rossi: quasi 7 minuti di media, all’interno dei quali alterna qualche sciocchezza a cose molto preziose. Messina lo mette in campo anche in momenti delicati, soffre la fisicità dei lunghi avversari ma non per questo si tira indietro. Limiti palesi, atteggiamento perfetto.

Burns: il suo Europeo è finito, per ora, col sottomano sbagliato con la Lituania. Messina l’ha incenerito e tolto dal campo e mai più messo con Germania e Georgia. Non che prima avesse incantato, c’è da dire. Zero punti e 4 rimbalzi in 25′. Lo rivedremo a Istanbul?

Datome: negli occhi rimane la stoppata su Shermadini che ci ha concesso in dote la Finlandia e non la Slovenia, ma nell’Europeo del Capitano ovviamente c’è molto altro. Miglior rimbalzista Azzurro (5.0 di media), 47% dall’arco e +39 di Plus/Minus. Dopo una preparazione complicata ha ritrovato il tiro, la sua leadership è come sempre diffusa ma sottotraccia. Il finale di partita con la Georgia potrebbe averlo definitivamente sbloccato, anche in termini di linguaggio del corpo. A Istanbul giocherà in casa, Gigione può fare la differenza.