
Tutto si può dire di Daniel Hackett meno che sia un personaggio banale della nostra pallacanestro. Verace, spontaneo, diretto, sorriso 24h, un’energia che in campo contagia e trascina. L’inflessione fortemente pesarese non racconta per intero una carriera da cittadino del mondo (College in California, poi anche Siena, Milano, Grecia, Germania e ora Russia), Daniel a Pesaro è legato a filo doppio.
Al punto che la scorsa estate nella sua città ha organizzato Elev8 Basket City Kings, il bellissimo torneo di 5vs5 giocato praticamente in riva al mare. Un evento certamente riuscito, che ha divertito giocatori, addetti ai lavori e spettatori.
L’anno prossimo Daniel ha intenzione di riproporlo, opportunamente riveduto e corretto. Lo abbiamo disturbato a Mosca, dove sta preparando la sua nuova stagione con la prestigiosissima maglia del CSKA (l’11 ottobre in Euroleague contro il Barcellona, qui le quote).
Grazie, Daniel!
Come va lì a Mosca, prime impressioni?
“Dicono sia una delle metropoli più belle del mondo. Non ho ancora avuto modo di esplorarla per bene, ma l’impatto è stato più che positivo. Qui non manca nulla, è un po’ come esser tornati in America anche se a breve arriverà il gelo. Vivo vicino al campo di allenamento, vicino alla mega sport arena e vicino ad un centro commerciale immenso. Ho la famiglia con me e sono felice”.
Come e quando è nata l’idea di ELEV8?
“Elev8 è nato dall’idea di riproporre un torneo nazionale 5vs5 di grande prestigio. A gennaio 2018 ho telefonato a Matteo Longoni (ideatore e mio braccio destro) dicendogli che avevo il desiderio di creare un evento unico in Italia per qualità e fantasia. Chiamai anche amici come Claudio Negri e Andrea Pecile. Con loro nacque l’idea di prendere spunto dal Quai54 (Francia) e fare qualcosa in Italia di quel tipo. Col passare dei mesi siamo andati a definire il brand ed il concetto delle Basket city oltre ai requisiti con i quali un giocatore potesse esser invitato ad Elev8. In meno di sette mesi è nata questa gemma”.
Un modo per tornare a rivivere i tornei tempo fa in estate si giocavano all’aperto?
“I tornei estivi non mancano, il dato di fatto è che si tende a giocare solo a metà campo, si è persa l’abitudine di andare “su e giù’”. Il punto di riferimento estivo per il 5vs5 è il Torneo dei Giardini Margherita a Bologna, sicuramente il migliore in Italia. Noi vogliamo proporre un contesto diverso, in una location unica, aggiungendo elementi che possono attirare sponsor e rendere il nostro Elev8 un evento a 360 gradi. C’è tanto oltre al basket, nel weekend pesarese di Elev8”.
Evento di alto livello, a detta di tutti. Dove intendi migliorarlo?
“Abbiamo fatto degli errori, per inesperienza, fretta e generosità. Ma credo sia una cosa normale. Vogliamo migliorare sotto tanti punti di vista. La qualità dei giocatori spero sia sempre più alta. Come va migliorata la qualità di ciò che noi offriamo loro, cioè un campo da gioco eccellente, una città estiva pronta ad accoglierli e farli divertire come lo è Pesaro. Vanno anche migliorati tutti gli aspetti extra basket dell’evento. Dal cibo e lo spettacolo che proponiamo a gli spettatori, alla visibilità che diamo e daremo agli sponsor”.
Una cosa che ti ha fatto particolare piacere nei tre giorni di Elev8?
“In 3 serate abbiamo portato un totale complessivo di quasi 3.000 persone che con entusiasmo hanno seguito tutte le partite. Ho avuto grande disponibilità dai giocatori che sono stati nostri ospiti, e da loro sono arrivati tanti complimenti. Se la gente ci ha seguiti, se gli sponsor sono arrivati, e se i giocatori sono stati bene, vuol dire che qualcosa ha funzionato. Di questo sono orgoglioso. Il lavoro fatto dal team di Elev8 e tutti quelli che hanno collaborato è stato determinante”.
Sei cresciuto a Pesaro, hai studiato in California, poi Italia, Grecia, Germania, ora Russia. Vero cittadino del mondo ma le radici sono fortissime a Pesaro.
“Molto forti. Famiglia e migliori amici sono lì. Sono cresciuto, non solo cestisticamente, a Pesaro. E a Pesaro mi sento a casa, posso essere me stesso, nel bene e nel male questa è una cosa molto importante per me”.
CSKA, altro club importantissimo. A che punto della tua carriera senti di essere arrivato?
“A 30 anni mi ritrovo in uno dei club più blasonati e vincenti della storia del basket. Qui si punta all’Eurolega e vincere in Russia è la normalità. E’ un grande passo nel mio percorso, sento di essere pronto facendo tesoro delle mie passate esperienze”.




