
E’ stata una notte amara quella di Golden State, che nella notte NBA ha superato Atlanta ma ha rischiato di perdere Steph Curry per il resto della stagione. Il numero 30 dei Warriors, che si è procurato una distorsione al collaterale mediale del ginocchio sinistro, si è sottoposto a una risonanza magnetica, che ha confermato la prima diagnosi e rimandata a un’ulteriore valutazione intorno al 15 aprile. Se tutto dovesse andare per il verso giusto, Curry potrebbe tornare per l’avvio dei playoff.
L’infortunio
Curry si è procurato l’infortunio quando JaVale McGee gli è caduto addosso colpendo il ginocchio sinistro sotto canestro. Steph ha immediatamente iniziato a zoppicare, poi è andato a sedersi sconsolato in panchina prima di rientrare negli spogliatoi visibilmente contrariato.
Pochi minuti più tardi è arrivata la diagnosi ufficiale, ovvero la probabile distorsione al collaterale mediale del ginocchio. “Vedremo cosa dirà la risonanza, possiamo solo aspettare – ha aggiunto Kerr – All’inizio ho pensato si fosse di nuovo fatto male alla caviglia, ma il destino è strano: ha lavorato così tanto per rientrare, per essere in forma e ora si fa male al ginocchio”.
La maledizione dei Warriors
Non è una stagione semplice per i campioni in carica di Golden State: Curry si è già dovuto fermare tre volte per problemi alla caviglia, Klay Thompson è out per altri dieci giorni per una microfrattura al pollice destro, Kevin Durant sta guarendo da una frattura alla cartilagine costale, Draymond Green non è disponibile per una contusione pelvica riportata lunedì scorso a San Antonio. Ma ora chi preoccupa davvero è il ginocchio del numero 30, il vero ago della bilancia della squadra di Kerr.
E’ ancora e sempre lui a decidere il destino di Golden State…







