
I Cavs si riprendono lo scettro a Est – Era la sfida tra le due potenze della Eastern Conference e si giocava sul parquet di Boston. Chi doveva rispondere erano i Cavs, raggiunti dai Celtics in cima alla classifica sull’Atlantico, e i campioni hanno risposto. Vittoria 114-91 e mai in discussione con un secondo periodo da 38-22 e un vantaggio che nel secondo tempo ha toccato anche i 29 punti. Serata a senso unico indirizzata da un LeBron James incandescente, 36 punti con 10 rimbalzi e 6 assist, seguito dai 15 e 16 rimbalzi di Love e dai 19 e 5 assist di Irving.
Intero quintetto in doppia cifra per Cleveland e i Celtics sono travolti a rimbalzo e in area, dove Horford ha pochi palloni da giocare e chiude a 12 punti e 7 rimbalzi. Thomas ci prova a trascinare i suoi con 26 punti e 6 assist ma tira 1/8 dall’arco e Boston finisce a 7/33 da tre, tirando il 40% dal campo e senza contributo dalla panchina se non da Olynyk. I Cavs, 51-27, si riprendono la testa con la quarta vittoria consecutiva.
Rockets più forti dei Nuggets – Partita nevralgica al Toyota Center per i Nuggets, che perdono 110-104 contro i Rockets e continuano a inseguire a una partita di distanza i Blazers per l’ultimo posto playoff. Houston sigilla definitivamente il terzo posto nella Western Conference scappando a più 17 nel secondo periodo e gestendo il ritorno di Denver nel secondo tempo con due triple di Harden nel finale. Il barba segna 31 punti con 7 rimbalzi e 10 assist, produce quattro triple e 11/16 ai liberi, ma ha bisogno anche dei 15 e 11 rimbalzi di Capela e dei 15 e10 di Ariza.
Williams ha una notte infelice da 1/9 dal campo e Houston perde 16 palloni ma i Nuggets tirano anche peggio. Il 7/38 dall’arco e il 39% complessivo è una condanna contro la squadra di D’Antoni, Gallinari è di nuovo il più prolifico con 23 punti, 5 rimbalzi e 3 assist, Jokic sfiora la tripla doppia con 12 punti, 19 rimbalzi, 9 assist e 5 recuperi ma Denver come al solito nei finali tirati non ha un punto di riferimento assoluto, il che li separa da Warriors, Spurs, Rockets ma anche Blazers.
Gli Heat chiudono la porta agli Hornets – Una sorta di spareggio per l’ottavo posto nella Eastern Conference e Charlotte perde in casa 112-99 con Miami. Gli Heat stanno avanti per tutta la partita, ad eccezione del finale di primo tempo, e scappano con un parziale di 34-22 nel terzo periodo che è di nuovo fatale agli Hornets. La reazione non arriva e gli ospiti si prendono momentaneamente l’ottavo posto nella corsa ai playoff con cinque uomini in doppia cifra, un Whiteside da 13 punti e 20 rimbalzi e un James Johnson che promosso in quintetto risponde con 26 punti, 10/12 dal campo e 6/7 dall’arco. Dragic ne segna 33 con cinque triple.
E’ lui l’uomo chiave insieme al 52% degli Heat dall’arco, gli Hornets non difendono nei momenti decisivi della partita. Batum segna 24 punti con 7 assist e Walker ne scrive 18, ma la panchina non aiuta con Belinelli fermo a 8 minuti giocati senza segnare e sbagliando due tiri prima di lasciare il campo per un infortunio alla mano. Charlotte dice praticamente addio ai playoff.
Le altre partite – Anche i Pistons salutano la post season perdendo 105-102 in casa contro i Raptors. E’ la seconda sconfitta consecutiva, l’ottava nelle ultime dieci giocate e Toronto rimane aggrappata al terzo posto, 48-31, con una partita di vantaggio sui Wizards. Ma è un suicidio di Detroit che parte 33-15, va avanti di 20 nel secondo periodo e crolla nell’ultimo quarto, concedendo 37 punti ai canadesi che quasi senza accorgersene si ritrovano a più quattro con 24 secondi da giocare grazie a un jumper di DeRozan. La stella dei Raptors segna appena 12 punti ma li condisce con 10 assist, gli stessi di Lowry che è il migliore marcatore con 27 punti e ci sono altri tre giocatori in doppia cifra compreso un Joseph da 15 e 5 rimbalzi dalla panchina. I Pistons tirano con il 52% dal campo e hanno Drummond da 11 punti e 14 rimbalzi, manca anche a loro un terminale offensivo affidabile e i 16 punti e 6 assist di Smith non aiutano nel finale quando le partite sono risolte dalle superstar, quelle che mancano a Detroit per andare ai playoff.
I Thunder vincono lo scontro diretto contro i Grizzlies per il sesto posto nella Western Conference. La vittoria arriva in trasferta 103-100 e la firma di nuovo un Westbrook maestoso, autore di 45 punti, 10 assist e 5 recuperi. I rimbalzi sono 9 e gliene manca uno per superare il record di Oscar Robertson ma è lui con una tripla (ne segna otto, record in carriera eguagliato) a dare il più quattro a OKC con 14 secondi sul cronometro e a sigillare la vittoria con due liberi.
Prestazione da Mvp, che meriterebbe senza dubbio, i Grizzlies hanno 23 punti e 4 stoppate da Gasol e 20 con 9 rimbalzi di Randolph, ma pagano l’assenza di Conley e il 34% dall’arco rimanendo a tre partite di distanza dai Thunder.
Sconfitta a sorpresa per gli Spurs che in casa cedono 102-95 ai Lakers e, a 60-18, non possono più raggiungere i Warriors in vetta alla Western Conference. Serata nebbiosa per gli uomini di Popovich che iniziano andando sotto 31-14 nel primo periodo, reagiscono all’inizio dell’ultimo quarto ma finiscono di nuovo sotto di 13 in una serata di esperimenti e minutaggi curiosi. Leonard gioca 14 minuti segnando 11 punti, in quintetto come centro c’è Dedmon che chiude senza segnare in 24 minuti, l’unico prolifico è Parker con 14 punti e 4 assist. I Lakers portano cinque uomini in doppia cifra, tirano il 48% dal campo e il 50% dall’arco e hanno 19 punti e 6 assist da Ennis e 17 e 6 rimbalzi di Clarkson. Seconda vittoria consecutiva e ultimo posto sul Pacifico che passa ai Suns.
I Warriors si prendono matematicamente la Western Conference vincendo 120-111 a Phoenix in un monologo che inizia con 41 punti segnati nel primo periodo e finisce con la tredicesima vittoria consecutiva. Curry esplode segnando 42 punti con 11 assist e 8/13 dall’arco, 22 e 7 rimbalzi per Thompson e i Warriors sembrano quelli di due anni fa tirando il 50% dal campo. Per i Suns 21 punti e 5 assist di Booker, 16 palle perse e ultimo posto solitario ereditato dai Lakers.
I Clippers vincono la quarta partita consecutiva battendo 112-101 i Mavs in casa. La squadra di Rivers sta avanti dall’inizio, tocca il più venti a inizio quarto periodo e trova in Griffin e Paul i due diamanti più splendenti. Il lungo segna 32 punti con 6 assist, il play 22 con 11, Jordan sale a 11 punti e 20 rimbalzi e i padroni di casa tirano con il 50.7% dal campo. I Mavs hanno 15 punti e 2 assist da Barnes e i Clippers tengono al sicuro il quinto posto dall’assalto dei Thunder, distanti tre partite.







