
10 – Cristiano Ronaldo – La serata di Madrid è tutta sua. Non tanto per la tripletta che annienta per l’ennesima volta l’Atletico Madrid, quanto l’importanza di aver infranto il record di Alfredo Di Stefano, leggenda dei blancos. Quei 18 gol segnati in 26 presenze nei derby, uno in più della Saeta Rubia, e una strada spianata verso il pallone d’oro senza eguali. Che poi nei gol segnati ci sia tutto il suo repertorio (punizione, rigore e tap in vincente al momento giusto) è solo ulteriore conferma di chi possa essere il migliore del mondo, attualmente.
9 – La reazione del Siviglia – Il KO interno di due settimane fa non ha minato l’ambiente controllato da Sampaoli. Il Siviglia ha mostrato carattere e personalità a La Coruna, e sebbene la squadra affrontata non rappresentava il meglio che il calcio spagnolo aveva da offrire, i biancorossi hanno vinto, anche con un pò di fortuna, grazie ai suoi uomini chiave. La top 4 non è utopia
8 – La parata di Jan Oblak – Il portiere slovacco si è arreso tre volte all’infermabile Ronaldo, ma la prima sfida tra i due l’ha vinta l’estremo difensore dell’Atletico. Questo intervento, da vedere e rivedere, sul colpitore di testa più forte del mondo, è un gesto tecnico pazzesco, e fino ad un certo punto ha tenuto il risultato sullo 0-0.
7 – Il fortino del Malaga – Fino ad ora nessuna squadra era riuscita ad andarsene dal Camp Nou senza subire reti. L’eroico Malaga ha non solo stoppato i blaugrana nel proprio stadio, ma anche impedito la vittoria di questi ultimi, permettendo al Real di fuggire solitario. Ma la cosa che stupisce di più è che gli ospiti hanno giocato per venti minuti in dieci uomini (chiudendo poi in nove addirittura, con una seconda espulsione al 97′) contro avversari del calibro di Messi, Suarez e Neymar. Carlos Kameni ne avrà di cene da offrire ai compagni..
6 – La vittoria europea dell’Athletic – E’ passato in secondo piano il match tra Athletic e Villareal, valevole, a conti fatti, per un posto in Europa. I baschi sono riusciti a spuntarla grazie a Raul Garcia, e questa è una vittoria che potrebbe valere sei punti nel lungo termine, in quanto le due formazioni sono le principali candidate assieme alla Real Sociedad per qualificarsi nella prossima Europa League.
5 – La fame del Barcellona – Complimenti al Malaga certo, ma il Barcellona come ha fatto a non segnare? Sarà una questione di stimoli o di motivazioni? Sicuramente un pareggio in una partita dove la vittoria era l’unico risultato fa parecchio pensare, considerando che non è la prima volta che i catalani si lasciano andare a perdite di concentrazione così evidenti. E mentre i grandi rivali scappano, per il momento Messi & co. restano a guardare.
4 – Il tragicomico Valencia – Guardare una partita del Valencia è come giocare alla roulette. Non sai mai cosa aspettarti, neanche nei confronti più facili. E’ successo al Granada, ultimo in classifica, che è uscito dal Mestalla con un pareggio che profuma di vittoria; Prandelli al momento è bocciato a “pieni voti” e la situazione in classifica ristagna da settimane. Una nuova linfa potrebbe essere il mercato di gennaio, ma a calcio si deve pur sempre giocare…
3 – Deportivo senza batterie – Ma cosa è successo a La Coruna? Abbiamo detto che il Siviglia ha vinto sì, ma che regali del Deportivo. In vantaggio fino a un niente dal fischio finale dell’arbitro, ed ecco che la difesa regala i due gol che permettono al Siviglia di pareggiarla prima e di vincerla poi; sembra quasi di rivedere il derby tra Tottenham e West Ham. E pensare che l’inizio di gara era stato folgorante.
2 – L’arbitro Martinez Munuera – Nessuno saprà mai cosa ha pensato l’arbitro di Eibar – Celta Vigo quando ha espulso nel giro di qualche minuti due giocatori della squadra ospite. Hugo Mallo e Sergio Alvarez si sono visti sventolare due rossi diretti per delle semplici proteste in merito a una decisione del direttore di gara. In questo caso solitamente il cartellino giallo dovrebbe essere la giusta punizione, ma evidentemente Munuera ha ritenuto di essere stato troppo morbido. E adesso il Celta non potrà contare su due giocatori importanti nella prossima partita.
1 – I rigori concessi dall’Atletico Madrid – E siamo arrivati a tre penalty concessi in appena due partite. Insomma, di questo passo la squadra di Simeone (in già evidente difficoltà) si candida per la lotta a non retrocedere. Esageriamo ovviamente, ma la situazione al Calderon è più delicata che mai. La scellerata scivolata di Savic è stata un punto di svolta nel derby, in quanto avvenuta ancora sullo 0-1 e quindi a gara totalmente aperta. Il resto ormai è storia.
0 – La batosta nel derby perso – Se c’era una garanzia per i Colchoneros nel derby contro il Real, questa era rappresentata proprio dal fattore casa che invece è stato letteralmente annullato. Il netto 0-3 è una batosta psicologica per tutta la squadra, lasciando perdere per un istante il -9 che recita in classifica, alla pari di un sesto posto davvero clamoroso. In aggiunta, se ci mettiamo le voci che vorrebbero Simeone lontano da Madrid per la prossima stagione, dicembre potrebbe essere il mese più lungo che i tifosi dell’Atletico si apprestano a passare.







