
10 – Xavier Rhodes e le 100 yards – La prestazione della settimana spetta per merito a Xavier Rhodes, cornerback dei Vikings. Due intercetti, il primo dei quali ritornato in meta per tutto il campo; 100 yards, da endzone a endzone. E pensare che non doveva nemmeno giocare per precauzione, dopo una presunta commozione cerebrale rimediata settimana scorsa. Eppure è lui che ha permesso a Minnesota di vincere finalmente, dopo che le ultime uscite si erano rivelate a dir poco pessime.
9 – Steve Smith Sr – Posizione occupata dal ricevitore dei Ravens, che oltre alla solita prestazione di qualità che ha da offrire, nella partita persa da Baltimore contro Dallas, ha però afferrato la sua millesima palla da giocatore professionista; prima di lui solo altri 14 giocatori nella storia della NFL. Un ricevitore atipico per molti motivi, che scompaiono tutti quando si tratta di giocare a football. Una sentenza.
8 – Casa dolce casa – Per motivi di calendario, Tom Brady e i Patriots non giocano molto spesso dalle parti di San Francisco. Ma quando succede, per Brady è come tornare a casa, dato che San Mateo, sua città natale, dista pochi chilometri dalla città dei 49ers. Ebbene, anche se la squadra californiana è tra le peggiori della lega, Brady ha dominato la difesa come pochi in questa stagione. 4 touchdowns lanciati a 4 diversi giocatori, quasi 300 yards passate e l’ottava vittoria per New England.
7 – Le’Veon Bell – E’ vero, Pittsburgh giocava contro Cleveland, che ovviamente ha perso ancora. Ma “Juice” come viene soprannominato Bell, ha fatto intravedere quello che di solito dovremmo aspettarci da lui. 201 yards complessive e 1 touchdown segnato, il vero trascinatore giallonero nel match di ieri è stato sicuramente lui. In una giornata dove Big Ben non ha particolarmente brillato (solo 167 yards e nessun touchdown lanciato) è stato il running back a stroncare la difesa dei Browns. Bentornato.
6 – Le vittorie dei Dolphins – Sono sei, proprio come la posizione che occupa Miami. Cinque delle quali consecutive. Probabilmente stanno stupendo anche se stessi, dato che dopo le prima partite sembravano già alla deriva. La division è chiaramente irraggiungibile, New England è davvero troppo forte, ma forse qualche speranza di Wild Card per i playoffs ha motivo di esistere ancora, specie dopo lo scivolone dei Chiefs.
5 – Lo scivolone dei Kansas City Chiefs – Ed eccola la partita più strana della undicesima settimana. Ma quando mai questi Chiefs perdono contro questi Buccaneers? e in casa, per di più. E invece è esattamente quel che è successo. Di due soli punti, la band di Winston ha vinto. Ma qui probabilmente è più da incolpare Kansas City, che butta via quella che doveva essere una vittoria automatica, visto le recenti performance (molto buone tra l’altro). Queste partite capitano, ma vista come si è messa la division, potrebbero costare caro.
4 – Jared Goff – Il popolo ha voluto Goff, e Goff fu. Il problema è che a Los Angeles non è cambiato nulla. Non me ne voglia Jared, ma se sei in competizione con “quello preso dopo di te” Carson Wents, che tutto sommato non sta sfigurando a Philadelphia, qualcosa da te ci aspettiamo. E invece i Rams sbattono sul muro di Miami, mettendo a referto solo un touchdown (di Todd Gurley) e incassando l’ennesima sconfitta. La prestazione incolore del rookie è anche accettabile, forse lo è meno la scelta di Jeff Fisher di lanciarlo solo adesso.
3 – Cincinnati Bengals – Avevamo dato come potenziale candidata al Super Bowl Cincinnati, circa tre mesi fa, tenendo presente però un paio di cose. Innanzitutto lo stato di Andy Dalton e AJ Green, e poi la solidità mentale del resto della squadra. Quando queste due vengono meno, i Bengals crollano. Ed infatti, Dalton gioca maluccio, Green si infortuna, e Buffalo espugna l’Ohio. Se il problema di Cinci era vincere le partite dei playoffs, il tutto è risolto; già perchè ai playoffs non ci andranno nemmeno.
2 – L’infortunio di Kuechly – Purtroppo gli infortuni nel football capitano, e capitano anche spesso. Ma quando di mezzo c’è il miglior linebacker della lega, tutti si fermano. A Charlotte non volava una mosca quando i medici si sono avvicinati al 59, e le immagini, assieme alla reazione dei cronisti, parlano da sole. Il quasi pianto di Kuechly ha fatto tremare molti, ma fortunatamente i Panthers hanno fatto sapere che ora il giocatore sta meglio. Ma che paura.
1 – Gli special teams di New Orleans – Settimana scorsa i Saints persero per un extra point bloccato e riportato in meta dalla difesa di Denver, per la realizzazione di due punti. Incredibile dirlo, ma è successo di nuovo, questa volta con un field goal e un touchdown ritornato da Carolina. Fortunatamente per loro, un fallo ha annullato la meta, ma questi errori da dilettanti stanno logorando una squadra già difensivamente debole come i Saints, e il solo Brees non può davvero predicare nel deserto da solo.
0 – I 12 PAT sbagliati – Il 20 novembre 2016 è una data storica per la NFL; infatti, nella domenica di football, sono stati ben 12 gli extra point (il calcio tentato dal kicker per aggiungere un punto in più dopo il touchdown) sbagliati, da 10 kickers (Nugent e Gould x2, Myers, Prater, Barth, Parkey, Forbath, Hauschka, Gostkowski e Hopkins). E’ un record, non era mai successo un tale disastro. Ma la risposta è molto semplice; da quando la lega ha aumentato la distanza del PAT o extra point che dir si voglia, gli errori sono conseguentemente aumentati. Forse fin troppo.





