LBJ respinge i Raptors, Durant piega i Thunder, Sixers senza limiti

I Cavs battono i canadesi e lanciano un segnale alla Eastern Conference, i Warriors trascinati da Kevin Durant vincono sul parquet dei Thunder, i Sixers non si fermano più e vincono l'undicesima partita consecutiva

I risultati della notte NBA.

Cleveland-Toronto 112-106

I Cavs scaldano i motori in vista dei playoff e ricordano a tutti che nonostante la travagliata regular season bisogna fare i conti con loro se si vuole gloria in primavera. Se ne accorgono i Raptors alla seconda sconfitta consecutiva, sempre indietro nel punteggio e respinti dal solito gigantesco LeBron James (27 punti, 10 rimbalzi e  6 assist) che firma l’ultima giocata della partita con un layup spettacolare e guida l’intero quintetto di casa che va in doppia cifra. Ai Raptors non basta il solito buon impatto dalla panchina e un DeRozan preciso (19 punti e 7 assist) ma poco appariscente in una serata in cui sparisce completamente Lowry (5 punti, 2/11 dal campo e 1/7 dall’arco con 3 palle perse). Con cinque partite da giocare i canadesi sono 55-22, due gare davanti ai Celtics. Per il primo posto nella Eastern Conference non è ancora finita.

Houston-Washington 120-104

La vittoria serviva ai Wizards, ma i Rockets di questa stagione non lasciano per strada due partite di seguito. Dopo essersi presi una vacanza a San Antonio ricominciano da dove avevano lasciato, ovvero da un Harden stellare (38 punti, 10 rimbalzi e 9 assist), dai 71 punti segnati nel primo tempo e da 16 triple a bersaglio. Troppo per Washington che continua a non difendere e che festeggia con una sconfitta l’accesso matematico ai playoff con Wall (9 punti e 10 assist ma 3/10 dal campo) che ha bisogno di rodaggio prima di tornare a fare la differenza.

Milwaukee-Boston 106-102

I Bucks si prendono la vittoria sui Celtics, si portano 42-36, non hanno ancora la matematica certezza dei playoff ma con quattro gare da giocare dovrebbero perderle tutte e sperare che i Pistons vincano le ultime cinque per rimanere fuori. Nel finale emerge Antetokounmpo che con una stoppata a 53 secondi dalla fine sigilla il risultato, Milwaukee sempre avanti nel secondo tempo e Boston sempre a contatto senza riuscire a cambiare l’inerzia. Il greco (29 punti, 11 rimbalzi e 6 assist) è decisivo, i padroni di casa tirano con il 54% dal campo e i Celtics hanno meno del solito da Horford e non basta un Tatum sempre più a suo agio (20 punti e 3 recuperi) per compensare l’assenza di Irving.

OKC-Golden State 107-111

I Warriors che regalavano partite e infortuni alle squadre avversarie sembrano svaniti improvvisamente e alla Cheesapeake Arena strappano ai Thunder una vittoria di cui avevano bisogno per lanciare un messaggio alla Western Conference. Kevin Durant torna per la seconda volta in stagione sul parquet che era stato casa sua ed è il protagonista supremo (34 punti, 10 rimbalzi e 14/14 ai liberi) mentre i suoi ex tifosi continuano a fischiarlo. Lui e Thompson (20 punti e 3 recuperi) tengono davanti Golden State per tutto il secondo tempo e tengono distante anche un Westbrook spettacolare (44 punti, 16 rimbalzi e 6 assist) che ha supporto da Paul Goerge (20 punti e 8 rimbalzi) ma non da Anthony (12 punti ma 4/16 dal campo e un disastroso 0/9 dall’arco). Nell’attesa di Curry i segnali sono confortanti, per i Thunder una sconfitta che complica l’avvicinamento alla migliore posizione playoff.

I Nuggets non potevano sbagliare e anche soffrendo e rischiando di farsi superare nel finale superano 107-104 i Pacers. E’ Jokic a guidare la notte del Pepsi Center (30 punti, 7 assist e 4 recuperi) con Barton che offre contributo adeguato (26 punti e 10 rimbalzi) e i Pacers che si affidano a Oladipo (25 punti e 4 recuperi) ma non riescono a girare l’inerzia nell’ultimo quarto. Denver è alla terza vittoria consecutiva e 43-35, una partita in più dei Pelicans al momento ottavi con 43-34.

Anche ai Clippers serviva una vittoria che arriva in maniera rocambolesca 113-110 allo Staples Center. I padroni di casa sono sotto di sette a tre minuti dalla fine ma Tobias Harris (31 punti e 11/19 dal campo) e Lou Williams (22 punti e 3 assist) sono indiavolati e la vincono in volata in una serata in cui Gallinari è di nuovo fermo per un problema alla mano. Agli Spurs non bastano i 35 punti di Aldridge e vengono momentaneamente superati dai Jazz al quinto posto nella Western Conference.

Jazz che vincono 117-110 sui Lakers rimanendo avanti comodamente nel secondo tempo e cavalcando ancora la vena di Rubio, letteralmente esploso in primavera (31 punti, 6 rimbalzi e 8 assist con 4/7 dall’arco) che ha supporto da Gobert (12 punti e 16 rimbalzi) e dall’intero quintetto in doppia cifra. I Lakers si arrendono alle 16 palle perse nonostante un Kuzma (26 punti e 6 rimbalzi) sempre più prolifico giocando in quintetto.

Non si fermano più i Sixers, squadra più calda della Nba, che travolgono 121-95 i Nets e trovano l’undicesima vittoria consecutiva. L’assenza di Embiid non ha modificato gli equilibri di Philadelphia che ha un Simmons sempre più armonioso (15 punti, 12 rimbalzi e 6 assist) e il solito Belinelli chirurgico (17 punti e 7/11 dal campo) dentro una panchina che porta quattro uomini in doppia cifra. I Sixers adesso sono 47-30 e insidiano addirittura i Cavs, distanti una sola partita al terzo posto della Eastern Conference.

Gli Heat battono 101-98 gli Hawks e salgono al sesto posto, andando matematicamente ai playoff e ringraziando una giocata di Whiteside (18 punti e 12 rimbalzi) che nel finale decide la partita. Prima ci aveva pensato Dragic (22 punti e 10 rimbalzi) in una notte di scarso spettacolo.

Si fermano i Blazers, sconfitti 115-109 sul parquet dei Mavs e respinti dall’intero quintetto di casa in doppia cifra, con Smith Jr (18 punti, 8 rimbalzi e 8 assist) in evidenza. Lillard non basta (29 punti e 8 assist) perché la coppia di esterni con McCollum si limita a 13/38 dal campo e 2/15 dall’arco.

I Suns battono nel finale 97-94 i Kings e i 28 punti di Josh Jackson interrompono la striscia di quindici sconfitte consecutive. Successi anche per i Magic, 97-73 al Garden contro i peggiori Knicks della stagione e trascinati dai 19 punti di Hezonja, e per i Bulls che battono 120-114 gli Hornets con Markkanen e Kilpatrick che segnano rispettivamente 24 e 21 punti.

 

 

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