
I risultati della notte NBA.
Boston-Toronto 110-99
Se doveva essere la risposta al quesito su chi è la prima forza nella Eastern Conference, i Raptors non ne escono ridimensionati ma i Celtics ne vengono fuori rafforzati. Boston è alla sesta vittoria consecutiva e anche se con sei gare da giocare è difficile credere che possa recuperare le tre partite che la separano dai canadesi, la dimostrazione di forza emotiva degli ultimi cinque minuti alimenta la fiducia degli uomini di Stevens. Sono Horford (14 punti e 5 rimbalzi), Morris (25 punti, 9 rimbalzi e 3 assist dalla panchina) e Tatum (24 punti, 6 rimbalzi e 4 assist) a spezzare l’equilibrio e spingere i Celtics alla vittoria, in un finale surriscaldato nel quale volano quattro tecnici e lo stesso Morris viene mandato sotto la doccia in anticipo. Scaramucce di una battaglia che potrebbe valere le Finals. I Raptors hanno un DeRozan in grande spolvero (32 punti, 7 assist e 12/19 dal campo) ma tirano con il 22.9% dall’arco e nel finale si dimostrano meno lucidi. Rivalità destinata a crescere in primavera.
Washington-Charlotte 107-93
I Wizards trovano le risorse per produrre un terzo periodo da 37 punti e scappano nel secondo tempo nella serata in cui la notizia più bella non è la vittoria, che vale al momento il sesto posto nella Eastern Conference davanti a Bucks e Heat, ma il ritorno di John Wall. La stella della capitale non si vedeva da due mesi e il suo rientro è positivo (15 punti e 14 assist) e il suo coach lo paragona a una Ferrari. Ci sono anche Beal (22 punti e 6/8 dall’arco) e Otto Porter Jr (26 punti e 6/10 da tre) ad alimentare la balistica con Washington che chiude 18/39 da tre. Walker si prende una serata di vacanza e Howard (22 punti e 13 rimbalzi) non basta a reggere la forza d’urto degli esterni dei Wizards nel secondo tempo.
Sacramento-Golden State 96-112
I Warriors ritrovano la vittoria ma non la buona sorte. Nel derby californiano, vinto agevolmente con un terzo periodo da 36-20, perdono un altro pezzo della loro rotazione. E’ Patrick McCaw a lasciare il parquet dopo un duro impatto al suolo con la schiena generato da una sorta di ponte di Vince Carter apparso involontario mentre andava a schiacciare. La reazione del giocatore è talmente scomposta che l’intero palazzo rimane in silenzio mentre l’esterno torna negli spogliatoi in barella con il collo stabilizzato. Trasportato in ospedale, le sue condizioni non sono state rese note ma da Curry e Kerr è arrivato l’invito a pregare per lui, segnale della preoccupazione che al momento regna tra i Warriors. Al momento dell’impatto Golden State era avanti 88-69 con il contributo di Durant (27 punti e 10 rimbalzi) e Thompson (25 punti e 10/19 al tiro) che rientra dopo l’infortunio e restituisce competitività ai campioni. I Kings perdono la quarta partita consecutiva.
Miami-Brooklyn 109-110 OT
Gli Heat rischiano di rovinare la loro rincorsa al sesto posto perdendo al supplementare contro i Nets. Gli ospiti se la giocano e Miami deve faticare per trovare la continuazione, l’equilibrio continua nell’overtime e LeVert a 34 secondi dalla sirena segna il jumper decisivo, prima che Wade sbagli l’ultimo possesso in un’azione nel quale pensava di avere subito un fallo non ravvisato dagli arbitri. La stella di Miami si lamenterà del contatto davanti ai microfoni, mentre Whiteside si lamenta pubblicamente dello scarso minutaggio. Il centro segna 14 punti e 6 rimbalzi ma gioca solo 20 minuti, gli Heat portano sette uomini in doppia cifra ma perdono 18 palloni e non trovano mai il ritmo della partita, con Hollis-Jefferson che ha impatto in area (20 punti e 14 rimbalzi) e la panchina dei Nets che segna 66 punti portando quattro uomini in doppia cifra.
Quarta vittoria consecutiva per i Pistons che battono 115-109 i Knicks al Garden con una nuova prestazione gigantesca di Drummond (22 punti, 17 rimbalzi e 3 stoppate) e l’intero quintetto in doppia cifra. La gara rimane in equilibrio fino alla fine e Beasley (32 punti e 4 rimbalzi) continua la sua primavera illuminata, ma New York perde la terza partita consecutiva e Detroit può rimpiangere l’eclissi di marzo che ne ha quasi azzerato le speranze playoff.







