Curry segna 44 punti e i Warriors superano i Clippers, prima sconfitta per i nuovi Cavs

Steph Curry trascina i Warriors segnando 44 punti in una notte ad alto punteggio con i Clippers, è Washington a interrompere la striscia vincente di Cleveland, una tripla sulla sirena di Westbrook regala ai Thunder la vittoria sul parquet dei Kings

I risultati della notte NBA.

Cleveland-Washington 103-110

I Wizards sono una delle squadre più calde della Nba, 8-2 nelle ultime dieci giocate, e nemmeno la sosta li ha raffreddati. Anzi alla Quicken Loans Arena interrompono la striscia vincente dei nuovi Cavs e la vittoria nello scontro diretto per il terzo posto li porta a mezza partita di distanza da Cleveland. La capitale scappa nel finale con un parziale di 11-2 firmato dalle seconde linee e gestisce la furiosa rimonta di LBJ (32 punti, 9 rimbalzi e 8 assist) confermando che la qualità è assoluto anche giocando senza John Wall. E’ Porter Jr (15 punti e 8 rimbalzi) a sostituirlo in quintetto con Beal (18 punti e 9 assist) e Satoransky (17 punti e 8 assist) a gestire i tempi dell’attacco. La prestazione degli ospiti è solida e anche la gestione del finale è matura, cosa insolita per Washington che perde appena 10 palloni. I Cavs stavolta nonostante il 50% dal campo non hanno contributo dai nuovi arrivati e devono affidarsi a chi già c’era, Thompson in area (12 punti e 9 rimbalzi) e JR Smith in quintetto (15 punti e 3/8 dall’arco). Non basta per evitare l’ottava sconfitta casalinga della stagione.

Golden State-LA Clippers 134-127

La pausa ha fatto bene anche ai Warriors che alla Oracle Arena ritrovano tutto il proprio potenziale offensivo e piegano i Clippers in una partita mai dominata ma sempre condotta nel punteggio dopo un primo tempo da 70 punti segnati. Le intenzioni di Curry sono bellicose e la stagione entra definitivamente nel vivo con la sua prestazione travolgente (44 punti, 10 assist, 14/19 dal campo e 8/11 dall’arco), con gli altri tre All Star del quintetto a supporto. Durant, Green e Thompson insieme combinano per 67 punti e 15 assist e quando Golden State tira con il 62.7% dal campo e 14/25 dall’arco non ci sono squadre in grado di tenere lo stesso ritmo sul loro parquet. I Clippers ci provano portando sei uomini in doppia cifra, l’intero quintetto guidato da Jordan (16 punti e 14 rimbalzi) e da un Gallinari poco preciso al tiro (15 punti ma 5/15 dal campo e 1/4 da tre) e costretto a uscire all’inizio del quarto periodo per un problema alla mano destra, il solito Williams (21 punti e 12 assist) è spettacolare dalla panchina ma il resto della rotazione produce poco per mettere in difficoltà i campioni.

Sacramento-OKC 107-110

Regular season che ricomincia con gli ingredienti giusti e poteva mancare la firma di Russell Westbrook? E’ sua la tripla sulla sirena che regala la vittoria ai Thunder dopo l’ennesima serata che stavano provando a complicarsi da soli, dilapidando una partenza da 44-21 nel primo periodo e un vantaggio di 23 punti. OKC ha anche un insolitamente prolifico Carmelo Anthony (23 punti e 7 triple) e il supporto di George che segna 26 punti. In una serata convulsa va anche in tilt il sistema di rilevamento delle statistiche nel terzo periodo e a fine gara vengono distribuiti fogli scritti a mano con le cifre delle due squadre, chicca che sarà apprezzata da tutti i giocatori delle minors e che fa sorridere se associata alla Nba. Anche Westbrook appare confuso dichiarando ‘Sono anni che non vedo un foglio delle statistiche scritto a mano, non so nemmeno da che parte si legga’ ma è sicuro che abbia firmato la diciottesima tripla doppia della stagione.

Chicago-Philadelphia 115-116

A due minuti dalla sirena i Bulls sono sotto 112-107 e hanno bisogno di una scossa per prendersi una vittoria che potrebbe essere fondamentale in chiave playoff. La produce Ben Simmons che a 34 secondi dalla fine trova una deviazione vincente in area per il meno tre e a 5.6 secondi dalla conclusione firma i due liberi del sorpasso prima che Portis sbagli la tripla della vittoria. Si segna con abbondanza nel primo tempo e le percentuali si abbassano nel secondo, i Sixers tirano con il 51.2% dal campo ma appena con il 60% in lunetta e quando Simmons va sulla linea per i liberi decisivi stava tirando 4/9. La sua prestazione è granitica (32 punti, 7 rimbalzi, 11 assist) e si affianca a quella di Embiid (30 punti, 13 rimbalzi, 5 assist e 4 stoppate) che domina in area. Gli ospiti hanno poco dalla panchina ma Chicago a parte LaVine e Nwaba (44 punti in coppia con 8/10 dall’arco) non hanno niente dal quintetto. Serve un Portis straripante dalla panchina (38 punti, 8 rimbalzi e 15/26 dal campo) per giocarsela ma nel finale prevale il talento di Philadelphia che vanifica una serata da 18/34 dall’arco per i padroni di casa.

Orlando-New York 113-120

I Knicks spezzano la striscia di otto sconfitte consecutive vincendo a Orlando, con i padroni di casa che segnano 69 punti nel primo tempo ma si raffreddano improvvisamente nel secondo. New York ringrazia e scappa nel quarto periodo cavalcando la vena di Trey Burke (26 punti e 6 assist) che dalla panchina offre la migliore prestazione stagionale e trascina i compagni di squadra anche nella metà campo difensiva, tanto che a fine partita coach Hornacek dirà ‘finalmente abbiamo difeso su qualcuno’. In una serata povera di mira la mela ha un sostanzioso Hardaway Jr (23 punti e 6 assist) e un Kanter solido in area, i Magic sono alla quarta sconfitta consecutiva nonostante quattro uomini del quintetto in doppia cifra e un Fournier (25 punti e 9/14 dal campo) ispirato insieme a Vucevic (19 punti e 6 rimbalzi). I Magic sono la peggiore squadra della Eastern Conference insieme agli Hawks.

Charlotte-Brooklyn 111-96

La stagione dei Nets è virata a sud dall’inizio del nuovo anno e l’ottava sconfitta consecutiva serve a Charlotte che prova a rilanciare le sue piccole speranze playoff, al momento distante cinque partite dall’ottavo posto degli Heat. Poco ritmo nella notte dello Spectrum Center e gli ingredienti in casa Hornets sono i soliti, Walker in serata illuminata sul perimetro (31 punti e 7 assist) e Howard a spazzare l’area (15 punti e 24 rimbalzi) nonostante a fine gara dichiari di essere stanco anche dopo una settimana di sosta. L’intero quintetto di casa va in doppia cifra e i Nets tirano con il 38.7% dal campo trovando sostanza dal solo Russell (19 punti e 4 rimbalzi) e da Cunningham in panchina (22 punti e 4 assist). Gli Hornets scappano nel secondo tempo tirando con il 52.4% dall’arco e dominando a rimbalzo senza che gli ospiti oppongano resistenza, seconda vittoria consecutiva.