
I risultati della notte NBA.
Cleveland-Portland 127-110
Lampi di Cavs al completo alla Quicken Loans Arena che spaventano la Nba. E’ la notte dell’esordio di Isaiah Thomas, l’uomo coinvolto con Kyrie Irving nello scambio principe dell’estate, e Cleveland dopo tre periodi equilibrati travolge i Blazers con un parziale di 36-23. Il nuovo arrivato esordisce a 4:33 dalla fine del primo quarto e contribuisce alla tredicesima vittoria casalinga consecutiva dei Cavs con 17 punti, 3 assist e 6/12 dal campo in 19 minuti di impiego. I padroni di casa tirano con il 51.8%, vanno in doppia cifra per triple segnate per la 26° partita consecutiva e il resto del lavoro lo fanno i soliti noti. Ovvero LBJ (24 punti, 8 assist, 4 recuperi), Love (19 punti e 4/5 dall’arco) e Wade (15 punti, 8 rimbalzi, 3 assist). I Blazers nel back-to-back finiscono la benzina nel finale e anche con il ritorno di Lillard (25 punti e 6 assist) non bastano quattro uomini del quintetto in doppia cifra.
New York-San Antonio 91-100
Intensità e difesa, terzo periodo da 29 a 18, Knicks tenuti a 42 punti segnati nel secondo tempo e Popovich diventa il quinto coach più vincente della storia della Nba con 1176 vittorie in carriera. Il traguardo giunge al Garden e gli Spurs lo festeggiano anche in una serata da 37.8% al tiro grazie a Aldridge (29 punti e 6 rimbalzi) e Leonard (25 punti, 4 assist e 4 recuperi) inizialmente freddo dall’arco e poi decisivo nel secondo tempo. I Knicks mandano l’intero quintetto in doppia cifra (Porzingis 13 punti e 9 rimbalzi), ma dalla panchina il solo Beasley è prolifico (18 punti e 9 rimbalzi) e il 7/22 dall’arco è una statistica che non ti puoi permettere contro San Antonio, alla settima vittoria nelle ultime dieci partite giocate.
LA Clippers-Memphis 113-105
I Clippers sono alla quarta vittoria consecutiva ed è Blake Griffin a segnare dentro l’area i quattro punti decisivi nell’ultimo minuto per piegare Memphis, capace di stare a contatto per tutta la partita ma non di dare la spallata decisiva. La parte rossa di Los Angeles è senza Rivers figlio ma tira con il 54.9% dal campo e la maggiore parte del lavoro la fa Williams (33 punti, 6 assist, 15/15 ai liberi) che è una furia dalla panchina. Anche Griffin (21 punti e 8 rimbalzi) e C.J. Williams (promosso titolare in regia e autore di 18 punti e 2 recuperi) incidono. I Grizzlies tirano con il 30.8% dal campo, portano sei uomini in doppia cifra (15 e 3 rimbalzi per Chalmers e 13 e 4 per Selden dalla panchina) ma Evans e Gasol tirano in coppia 8/23 dal campo.
Sacramento-Charlotte 111-131
Al Golden 1 Center c’è storia solo nel primo periodo, poi gli Hornets segnano 40 punti nel secondo e rimangono comodamente davanti con un divario quasi sempre intorno ai 20 punti. I Kings perdono la terza partita consecutiva senza difendere sistematicamente sul pick’n’roll di Charlotte e tirando con il 51.7% dal campo, solo Randolph (24 punti e 10 rimbalzi) e Labissiere (17 punti e 15 rimbalzi) sono prolifici. Gli ospiti insolitamente sono precisi dall’arco, 15/32 con il 46.9%, e portano sette uomini in doppia cifra tra cui l’intero quintetto (Howard 20 punti e 8 rimbalzi, Walker 12 e 10 assist). Gli Hornets tirano con il 57.3% dal campo e vincono la quarta partita della loro stagione in trasferta.
Phoenix-Atlanta 104-103
A cinque minuti dalla fine i Suns sono sotto di dieci contro gli Hawks e Booker decide di andare al lavoro. E’ lui che guida la rimonta dei padroni di casa, segna i tre tiri liberi che a 12.3 secondi dalla fine mandano avanti Phoenix e l’opera la completa Chriss stoppando il tiro di Prince a sette secondi dalla sirena. La squadra di Triano si porta 6-4 nelle ultime dieci partite giocate e tira con il 50.6% dal campo. Booker (34 punti e 14/15 ai liberi ma anche 8 palle perse) fa e disfa a piacimento, Warren (31 punti e 5 rimbalzi) è il suo perfetto complemento in una serata in cui la panchina è ridotta all’osso. Atlanta è 3-16 in trasferta, fatica enormemente dall’arco e nonostante i 20 punti di Schroder e Bazemore, oltre a un Belinelli chirurgico dalla panchina (16 punti con 7/11 dal campo) fatica a rimbalzo nel secondo tempo e si ferma nella fase decisiva della partita.









