Harden oscura Westbrook, i Bulls vincono a Boston, Warriors più forti di Lillard e McCollum

Basket Nba risultati della notte, Chicago sbanca Boston, Wall trascina i Wizards contro gli Hawks, Harden batte Westbrook e i Warriors sono più forti di Lillard e McCollum

EASTERN CONFERENCE

Butler spinge i Bulls, i Celtics sorpresi in casa – Il fattore campo salta anche a Boston e i Bulls vincono 106-102 al Garden in una serie che sarà più equilibrata di quanto sembrasse nelle previsioni. Ma è una notte strana per i Celtics, con Thomas in campo appena un giorno dopo avere perso la sorella in un incidente stradale e visibilmente scosso a inizio partita. Ed è una gara che non prende una direzione precisa perché i Bulls sono più aggressivi a rimbalzo, hanno una produzione inaspettata della panchina e inventano un parziale di 14-4 a meno di sei minuti dalla fine, quando Boston è avanti 88-87, per prendersi la partita con Butler che sale in cattedra. La stella dei Bulls segna 30 punti con 9 rimbalzi e 3 assist e mette le mani nei possessi decisivi dell’ultimo quarto.

Mirotic è l’unico del quintetto non in doppia cifra, con Wade a tutto campo da 11 punti, 5 rimbalzi e 6 assist e Lopez da 14 e 11 rimbalzi. E c’è anche il ritorno di Rondo dove vinse il titolo, 12 punti, 7 rimbalzi, 6 assist e 2 recuperi in una prestazione di grande lucidità. I Bulls tirano con il 43% dal campo e il 32% dall’arco, ovvero niente di diverso da quanto hanno fatto per l’intera regular season, ma si prendono gara uno travolgendo 53-36 i Celtics a rimbalzo e una panchina da 35 punti guidata da un Portis travolgente da 19 punti, 9 rimbalzi, 3 assist e 8/10 dal campo. I Celtics hanno 33 punti, 5  rimbalzi e 6 assist dalla loro stella, 19, 7 rimbalzi e 8 assist da Horford e 14 e 3 recuperi di Bradley. Ma Smart e Olynyk combinano per 6/17 dalla panchina e le 6 palle perse di Thomas sono indicative del suo momento delicato. Serie che si allunga.

Wall trascina i Wizards – Esordio ai playoff per la capitale e l’uomo più atteso risponde presente. E’ John Wall l’uomo copertina di gara 1 nel 114-107 che manda i Wizards avanti nella serie su Atlanta. Il play di Washington setta il proprio massimo in carriera nei playoff, 32 punti, aggiunge 14 assist e tirando 12/24 dal campo spezza la difesa degli Hawks nel terzo periodo. I Wizards vanno avanti a inizio partita ma Atlanta risponde colpo su colpo. Fino al terzo periodo, quando Wall ispira il parziale di 38-28 segnando 15 punti e aggredendo l’area riporta avanti i padroni di casa. Nel finale Prince trova la tripla del meno cinque ma è ancora un contropiede di Wall a mandare i titoli di coda. Tutto il quintetto della capitale va in doppia cifra con Beal da 22 punti, 3 assist e 3 recuperi anche se tirando male dall’arco, 2/11, e un Gortat da 14 e 10 rimbalzi. Morris ne aggiunge 21 con 7 rimbalzi e 4 stoppate, i Wizards tirano il 28% dall’arco ma Atlanta non fa meglio. E al contrario di Washington ha poco dal quintetto, solo Schroder e Millsap sono positivi. Il play segna 25 punti con 9 assist, l’ala 19 punti ma solo 2 rimbalzi. C’è poco Howard e ci sono 19 palle perse degli Hawks, che hanno peso in area e finiscono a 32/39 ai liberi. Washington vince tirandone meno della metà e ha ancora Porter Jr e Bogdanovic da mettere in ritmo nella serie.

WESTERN CONFERENCE

I Warriors piegano i Blazers – Lo avevamo detto nella presentazione della serie. Da una parte un collettivo meraviglioso pieno di talenti strepitosi, dall’altra due talenti strepitosi che giocano quasi da soli. Alla Oracle Arena i Warriors si impongono 121-109, anche se le luci sono a lungo puntate su un McCollum che sceglie l’esordio nella serie per mettere in scena uno show personale di dimensioni epiche nel primo tempo. Lillard pure va oltre i venti nella prima parte di gara, ma alla lunga giocare due contro tutti nella baia non funziona e Golden State nel secondo tempo esce e con i suoi ritmi si prende gara 1. I Blazers resistono a lungo, ma nel finale subiscono un parziale di 33-21 che manda i titoli di coda e probabilmente descrive le pieghe di questa serie. Lillard segna 41 punti, record in carriera ai playoff con 11/15 nel primo tempo, McCollum ne aggiunge 34, il primo con 8 rimbalzi e 4/6 dall’arco, il secondo con 3 assist e 2 recuperi.

Ma entrambi come è fisiologico si freddano nel secondo tempo quando la difesa dei Warriors si stringe e il Green da playoff sale in cattedra. Numeri che nemmeno spiegano l’impatto, 19 punti, 12 rimbalzi, 9 assist, 3 recuperi, 5 stoppate, 3/4 dall’arco. Una specie di divinità cestistica che si unisce a Durant, 32 punti con 10 rimbalzi, 12/20 dal campo per dimostrare che l’infortunio è superato. I Warriors tirano il 53.1% dal campo con 26 assist in una serata in cui Curry litiga presto con i falli ed esce dal primo tempo, per poi tornare con 29 punti e 4 assist.

E Kerr non ha nemmeno il migliore Thompson, 15 punti con 6/16 al tiro. Le due stelle dei Blazers segnano insieme 75 punti su 109, Turner e Harkless contribuiscono ma la panchina è invisibile. Sarà il tema di gara 2, quando dovrebbe tornare Nurkic. Ma Portland può ambire realisticamente a una vittoria in casa.

Harden propellente dei Rockets – La prima sfida tra Harden e Westbrook finisce con la vittoria dei Rockets 118-87 e la manifesta inferiorità dei Thunder nel prologo al Toyota Center. Il più 31 matura nel terzo periodo dopo un primo tempo chiuso 59-54 dai padroni di casa. Ma quando Harden va al lavoro le luci si spengono per OKC, che segna appena 33 punti nel secondo tempo e ne concede 59. La sfida tra i due probabili Mvp la vince il barba che ricama 37 punti con 7 rimbalzi, 9 assist e 3 recuperi. D’Antoni insieme alla sua stella ha un Beverley perfetto da 21 punti, 10 rimbalzi e 8/13 dal campo e un Capela da 14 e 7 rimbalzi. Curiosamente Anderson è più laborioso a rimbalzo, 12 nel dominio Rockets 56-41, e anche Gordon è poco appariscente in attacco. Non è Williams, 11 punti con 3/11 dal campo, la chiave della panchina ma Nene con 15 punti e 7/8 al tiro. La verità è che i Rockets travolgono i Thunder dentro l’area prima ancora che nella sfida tra le due stelle. Sigillando ogni linea di penetrazione costringono Westbrook a segnare 22 punti con un pessimo 6/23 al tiro e 3/11 dall’arco e costringendo Adams e Kanter alla scena muta, 14 punti e 8 rimbalzi in coppia. Houston decide di lasciare spazio all’uomo che ritengono meno pericoloso, Roberson segna 18 punti con 7 rimbalzi, per fare in modo che anche Gibson rimanga fuori dalla partita. I Thunder tirano con il 37% dal campo, perdono 15 palloni e le panchine si svuotano nell’ultimo periodo. La reazione di Westbrook in gara 2 è sicura come il sole che sorge, ma i Rockets hanno troppo potenziale offensivo per pensare che possa essere una serie equilibrata.