Da zero a dieci, il derby senza senso e la corsa salvezza falsata

La nostra rubrica sul meglio e peggio del campionato italiano: il derby cinese senza senso, la Roma che regala lo scudetto alla Juve, la corsa salvezza falsata

10 – Il derby cinese senza senso – Il primo derby completamente cinese finisce come l’ultimo completamente italiano. Ovvero 2-2 con un gol all’ultimo secondo. Ed è un secondo destinato a cambiare la storia immediata e futura delle milanesi. All’andata fu Perisic, al ritorno è Zapata a completare l’incredibile rimonta a tempo di recupero scaduto ma legittimo. Le castagne dal fuoco a Pioli le stavano togliendo Candreva e Icardi che il primo pallone lo tocca dopo 44 minuti di asciutto totale ma vale il raddoppio che sigilla la vittoria. Ma non sarebbe l’Inter se non si complicasse la Pasqua che sembrava in discesa, con il colpo di suola di Romagnoli che la riapre e la spaccata colombiana che lascia tutto uguale in classifica. Ovvero Milan a più due e Inter forse senza Europa. Ma emozioni indicibili nel primo mezzogiorno di derby milanese della storia.

9 – Higuain 201 – Pescara era una formalità tra le parole Juventus Stadium e Camp Nou e per liberarsene Allegri trova la doppia firma dell’uomo da novanta milioni. Doveva segnare un gol per toccare quota 200 reti segnate in tutti i campionati in cui ha giocato, già che c’è inventa la doppietta che abbatte Zeman e permette ai bianconeri di inserire nuova distanza tra sé e la Roma. La pedata sulla caviglia di Dybala toglie il sorriso al tecnico toscano, ma la terza vittoria consecutiva senza incassare reti tra Chievo, Barcellona e Pescara, glielo restituisce. Mercoledì servirà non prenderle più che darle.

8 – Il Napoli accorcia – Anche senza brillare e senza incantare con le geometrie sarriane, il Napoli approfitta di una giornata che doveva essere neutra per recuperare due punti alla Roma e rimettersi in corsa per il secondo posto. Vero che l’Udinese al San Paolo sembra il Pescara, e non solo per la maglia, ma gli azzurri dopo il Real Madrid hanno vinto cinque delle ultime sette partite, tra le quali le sfide all’Olimpico con le romane, e pareggiato soltanto con la Juve. La sfida contro Spalletti durerà fino alla fine della stagione.

7La sfida tra i bomber – Il duello a distanza tra Belotti e Dzeko continua. L’azzurro segna su rigore, il primo della stagione, il gol del vantaggio sul Crotone. Il bosniaco appoggia in rete una ribattuta su Salah e permette alla Roma di non affondare contro l’Atalanta. Per entrambi 25 gol in campionato e per entrambi un rigore realizzato. Solo quattro giocatori negli ultimi 25 anni avevano raggiunto questo traguardo. E la sfida continuerà fino al termine del campionato.

6 – L’Atalanta irriducibile – Gasperini all’Olimpico aveva contro una squadra in missione scudetto, era privo di un uomo chiave come Papu Gomez in attacco e anche di Berisha in porta. ‘Non firmo per il sesto posto’ aveva detto. Infatti ne esce con un pareggio prezioso e grazie al pareggio della Lazio con il Genoa tiene a un possesso di distanza, 61 contro 60, anche il quarto posto. Il pareggio nel derby tiene l’Inter a meno quattro ed è un tesoro inestimabile nella corsa all’Europa League.

5 – La Roma incompiuta – I giallorossi contro squadre di rango nel girone di ritorno non ce la fanno. Ormai è statistica. Hanno perso in casa con il Napoli, hanno perso il doppio derby in Coppa Italia contro la Lazio. Pareggiano in casa con l’Atalanta, con la quale hanno fatto un punto in due scontri diretti, e andando a meno otto dalla Juve dicono anche addio allo scudetto e incidentalmente anche alle possibilità di permanenza di Spalletti. Che però il cambio di mentalità nelle partite decisive non l’ha portata. La Roma ha fallito tutte le partite decisive da agosto in avanti.

4 – Lazio sgonfia (ma in corsa) – La squadra di Inzaghi dopo avere eliminato la Roma dalla Coppa Italia si è sgonfiata emotivamente come un pneumaticone e fa ploff come quando per scherzare sulla spiaggia ti tirano una medusa sulla schiena (cit.). Dopo avere incassato tre gol dal Napoli permette al Genoa del ritrovato Juric di ritrovare un pareggio dopo quattro sconfitte consecutive e di tornare a segnare dopo un digiuno che durava dal 5 marzo. Due volte la Lazio la rimette in piedi e torna a segnare sul campo del grifone dopo quattro anni, ma il digiuno di vittorie a Marassi continua dal 2010. E nonostante tutto è ancora quarta in classifica dopo una partita folle con i due allenatori espulsi e l’ex Pandev che sul 2-1 esulta come se avesse segnato nella finale del mondiale.

3 – Inter senza derby e (forse) Europa – Pioli non vince più. Due pareggi 2-2, due sconfitte 2-1, nelle ultime quattro partite. L’Inter continua a partire forte, a giocare primi tempi confortanti e a crollare nella ripresa. Quello con il Milan è un blackout che sarà ricordato a lungo, per mesi, forse per l’intera prossima stagione se in mezzo alla settimana starà a guardare i cugini guardare l’Europa League. Da 2-0 a 2-2 all’ultimo secondo, con quella posta in palio, è imperdonabile. E la difesa subisce gol da sette partite consecutive, ultima notte inviolata il 19 febbraio a Bologna. Rivoluzione in vista.

2 – Il Chievo disperso – A Cagliari segnano tutti, grandi e piccini, ed è la quarta sconfitta consecutiva dei veronesi. Che nell’ultimo mese hanno fatto sorridere il Bologna, restituito smalto salvezza al Crotone, perso in casa della Juve nell’unica partita dignitosa e sbracato apertamente sull’isola. Fa 12 gol subiti e 2 segnati. E nonostante questo il tredicesimo posto è in cassaforte dall’inverno.

1 – Corsa salvezza falsata a Firenze  Regole elementari del gioco stravolte nella partita del Franchi che forse decide la salvezza. I primi due gol sono viziati da evidente fuorigioco, il rigore a tempo scaduto che regala la vittoria all’Empoli e il più cinque sul Crotone è ancora più che inesistente. Sarebbe giallo per simulazione e invece si trasforma nel penalty trasformato dall’ex Pasqual. Campionato modesto, classe arbitrale modesta.

0 – Palermo e il fattore D – In settimana ennesimo cambio in panchina, terzo allenatore stagionale il cui nome inizia con la D (si era iniziato con Ballardini, Davide), secondo consecutivo che si chiama Diego. Dopo Lopez, Bortolazzi. Ma il risultato non cambia e il Palermo va in serie B senza passare dal via e senza nemmeno riuscire a passare una volta contro il Bologna che rimane in dieci quasi subito e con quelle maglie giallo fosforescente è un bersaglio facilmente visibile. I rosanero insieme al Pescara sono le uniche squadre che davanti ai propri tifosi hanno vinto una sola volta.