Da zero a dieci, il Mertens canino e la Roma dispersa

La nostra rubrica sul meglio e peggio del campionato italiano: il Napoli batte la Roma nello scontro diretto ma la Juve fallisce il match point, la manita dell'Inter

10 – La reazione del Napoli – Le sconfitte con Real Madrid, Atalanta e Juve? Cancellate da una prestazione globale e avvolgente all’Olimpico. Sarri travolge Spalletti tatticamente e il Napoli risponde ai dubbi sulla sua consistenza contro le squadre più forti del campionato, così come Albiol e Koulibaly rispondono alle critiche con una prestazione di assoluto spessore. Gli azzurri vincono come avevano perso all’andata, pressing del tridente e ripartenze verticali, Mertens è finalizzatore che o sta muto o segna almeno due gol, undici in trasferta sui 18 totali, l’esultanza a mo’ di cane farà discutere ancora molto. La parata di Reina che salva la vittoria al 48′ del secondo tempo è probabilmente la più bella del campionato. Secondo posto riaperto e morale a mille in vista del ritorno coi blancos.

9 – La manita dell’Inter – A Cagliari la squadra di Pioli fa tutto ciò che una squadra deve fare per rendere felici i tifosi dopo una sconfitta dolorosa. Ne segna cinque (non succedeva dal 2009) approfittando della difesa più tenera del campionato, doppietta di Perisic, ritrova il gol di Icardi che in trasferta latitava da mesi, manda a referto anche la prima rete in serie A, e con la nuova maglia, del prospetto più interessante. Il destro di Gagliardini rende completo un pomeriggio nel quale i nerazzurri si scoprono a uno scontro diretto dal quarto posto, sfida diretta con l’Atalanta la settimana prossima, e a sei punti dalla Champions League.

8 – Le punte del Milan – Quarta vittoria nelle ultime cinque giocate per Montella, che in una notte di difficile risoluzione contro l’ostico Chievo di Maran, che andava per la terza vittoria consecutiva in trasferta, ritrova in un colpo solo i suoi attaccanti oltre alla dodicesima vittoria casalinga consecutiva contro i veneti. Bacca apre le danze in maniera insolita, prendendo palla e concludendo da lontano, e segna il 2-1 di rapina come è suo costume. Potrebbe fare tripletta, ma spedisce in Svizzera il rigore che invece Lapadula trasforma, si prende comunque gli applausi di San Siro. Il Milan, cinese o forse no, per il finale di stagione e la caccia all’Europa forse ha ritrovato un nome su cui puntare.

7 – La quadratura di Giampaolo – Sesto risultato utile consecutivo per i blucerchiati, che non perdono dal 22 gennaio e che confezionano il secondo 3-1 casalingo sulle ultime tre partite giocate a Marassi. Non che battere il Pescara di questi tempi sia un’impresa, ma l’attacco è da acquolina in bocca. Quagliarella, risolti i problemi di stalking, è al terzo gol consecutivo. Muriel deve solo decidere di essere uno che sposta gli equilibri ogni domenica. E Schick entra e la butta dentro, sembra un sesto uomo del basket più che un ventenne che scala le gerarchie. L’anno prossimo su palcoscenici più prestigiosi.

6 – Il primo sorriso di Mandorlini – Genova sorride per intero e arriva al derby di venerdì con entrambe le squadre che intascano i tre punti. Quelli di Mandorlini sono i primi sulla nuova panchina e anche i primi del grifone nel nuovo anno, vittoria che mancava dal 15 dicembre. A Empoli il primo tempo è di bruttezza rara, poi Ntcham e Hiljemark mettono il Castellani nello scenario di Diretta Gol, fino a quel momento mai preso in considerazione. Poco, ma meglio dell’inutile 0-0 mandato in onda da Crotone e Sassuolo in una fase finale di campionato che su certi campi andrebbe proibita ai minori.

5 – La Dea soporifera – Dal 21 settembre, giorno della sconfitta interna col Palermo, l’Atalanta aveva sempre segnato almeno un gol davanti ai propri tifosi. Il pareggio 0-0 con la Fiorentina rallenta la corsa verso il quarto posto ed è anche la terza partita consecutiva nella quale la difesa di Gasperini mantiene la porta di Berisha inviolata. Però il mezzogiorno trascorre tra gli sbadigli e la Dea aveva abituato a ben altre emozioni nell’ultimo mese.

4 – La Fiorentina spuntata – Quattro come le partite consecutive senza vittoria per la Fiorentina, che dalla punizione di Bernardeschi a Monchengladbach era andata incontro alla sconfitta con il Milan e alle rimonte subite con i tedeschi e con il Torino. La prima partita normale da un mese a questa parte non consola Sousa, ormai separato in casa con Della Valle, perché questa squadra un posto in Europa League in condizioni normali lo varrebbe. Ma passare dalle valanghe di gol delle ultime due partite alle reti bianche contro l’Atalanta non è fisiologico.

3 – Le farfalle di Posavec – A un certo punto il Palermo è in vantaggio a Torino e a meno quattro dall’Empoli che nel frattempo sale a quattro sconfitte consecutive. Poi Posavec in sette minuti fa la sintesi del campionato rosanero: due uscite grottesche, per tempismo e reattività, tripletta di Belotti che vola in testa alla classifica marcatori a quota 22 e retrocessione ormai certa. Simbologia di una società che ha sbagliato ogni scelta in questa stagione, con Zamparini che ha cacciato talmente tanti allenatori che alla fine si è esonerato anche lui. Quando risultati e modi di raggiungerli sono brutti allo stesso modo.

2 – Lo Zeman che fu – Dice, non è che c’era bisogno di prendere il boemo per perdere 3-1 in trasferta, ci riusciva benissimo anche Oddo. L’effetto Zeman pare già finito, ma l’immagine più emblematica del fine settimana è quella dell’uomo con la sigaretta che a fine primo tempo si ferma a firmare autografi ai tifosi della Sampdoria. Segno che il pubblico ormai più che come allenatore lo celebra come personaggio di un tempo passato. Difficile stabilire se sia per stima o perché non ti considerano più un avversario pericoloso. Un salto indietro di vent’anni dalla farmacia alla calligrafia.

1 – Juve pareggio, set ma non match  Arriva il primo pareggio stagionale per Allegri in campionato ma arriva nel giorno peggiore, quando una vittoria a Udine darebbe la spallata definitiva al campionato e invece uno spiraglio per la Roma, sottile, rimane aperto. La Juve vestita di blu pare l’Empoli, per atteggiamento e precisione, Bonucci perde il duello con Zapata ma ci mette una pezza per il pareggio che comunque fa lievitare a 8 punti il vantaggio sui giallorossi. Ma da chi ha cannibalizzato il campionato ci si aspettava che non lasciasse sul tavolo neanche le briciole, invece i campioni per una volta sono sazi ancora prima di arrivare al dolce.

0 – La Roma e l’Olimpico smarrito – Spalletti aveva detto: ‘Senza mercato rischiamo di arrivare a marzo cotti’. Profezia avverata. Terza sconfitta consecutiva all’Olimpico dopo Villareal e Lazio, con cinque gol subiti e uno solo segnato. Prima in campionato e proprio la più importante, quella che poteva dare il secondo posto e adesso lo riapre. Con il tecnico toscano ancora sul banco degli imputati. Ennesimo scontro diretto sbagliato in questa stagione, ennesima formazione iniziale dubbia con la rinuncia a Salah. Quando corregge, nel secondo tempo, è già sotto di due gol, la reazione è commovente e sfortunata, due legni, ma tardiva. E il centrocampo, vero segreto finora, è con la lingua di fuori mettendo in imbarazzo la linea difensiva. Questi una settimana fa dominavano in lungo e in largo l’Inter. Limiti di un allenatore e di una squadra che senza vivere sulle montagne russe non ci sanno stare.