
Banega e Perisic trascinano l’Inter alla vittoria: i nerazzurri passano a Cagliari 5-1 e ritrovano certezze un vista del finale di stagione.
Oltre alle belle prestazioni dei due citati sono però tante le note positive che Pioli può annotare sul suo taccuino.
La prima la dedicherà a se stesso, con i miei complimenti, per quel poco che valgono: si torna alla classica difesa a quattro, abbandonando lo schieramento utilizzato in emergenza contro la Roma e dato per probabile anche oggi.
Chi è capace di tornare sui propri passi, evitando di scontrarsi con il resto del mondo per orgoglio, dimostra intelligenza. La difesa a tre è una manovra di emergenza. Punto.
Perisic è il primo ad aver approfittato del ritorno al modulo più adatto a questa squadra. Meno metri da percorrere all’indietro e più efficacia in attacco con una doppietta perfettamente inserita nel gioco di squadra interista. Banega gli serve una gran palla ma lui ci mette del suo. Lo stesso centrocampista argentino si prende poi il centro della scena calciando magistralmente una punizione che finisce in porta anche grazie al goffo intervento del portiere cagliaritano.
Ma non finisce qui: Icardi ritrova il gol in trasferta dopo mesi e Gagliardini mette a segno la sua prima rete in Serie A.
Domenica prossima la squadra affronterà l’Atalanta a San Siro col morale giusto. Le prime quote vedono la beneamata favorita, ma a quota 2.00 (Bet365), e questo dimostra la difficoltà dell’impegno.
Tutto bene dunque? Siamo interisti, che domande!
E allora diciamo che il Cagliari è apparso troppo morbido in difesa per opporsi al nostro attacco in giornata di buona vena. Non capiterà spesso di imbattersi in tali mollezze.
Poi ci sono da segnalare la dormita di D’Ambrosio sul gol di Borriello e quel pallonetto di Joao Pedro, salvato dal solito mitico Medel sulla linea di porta, che avrebbe mandato i sardi in vantaggio.
Tutto sommato si è visto qualcosa che già sapevamo: a quattro dietro la squadra gioca meglio, crea di più, e con le piccole è da mesi che le vinciamo tutte. Il ritorno in auge de ‘El Tanguito’, piedi vellutati ma poco dinamico, andrà verificato contro difese meno sbrodolanti.
Mancano undici giornate alla fine, nulla è conquistato e nulla è perduto. Sono come undici finali, per dirla con una delle frasi più abusate e brutte, possiamo ancora sperare.







