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Stelle e dintorni

E’ quindi quasi giunta l’ora di varcare i cancelli di San Siro avendo nuovamente acquisto, trentotto anni dopo, lo status di abbonato. Non mi pento della scelta, nonostante sia consapevole che spesso non potrò esserci. Speravo però di arrivarci meglio.

La batosta di Reggio Emilia potrebbe essere un semplice incidente di percorso o anche un campanello d’allarme. Inter-Torino sarà una prima verifica.

Mi sono attirato le antipatie di qualche tifoso per la posizione che ho preso in merito agli episodi di Inter-Sassuolo. Non ho cambiato idea, nemmeno dopo mille moviole. Che gli errori arbitrarli sussistano o meno resta un fatto del tutto irrilevante di fronte ai dubbi e alle incertezze che una prestazione del genere finisce inevitabilmente per alimentare.

Delle polemiche seguite alla notte brava del Ninja invece non mi tange. Sappiamo che tipo è, non c’è da stupirsi troppo. I conti con lui si dovranno fare tra qualche mese. Piuttosto, spero che si sia almeno divertito e che questa Casa Loca all’interno sia più accogliente di quanto sembra a guardarla da fuori. Si trova su uno stradone adiacente all’autostrada, tra stazioni di servizio, erbacce e capannoni vari.

La stampa ci racconta che Spalletti starebbe preparando una piccola rivoluzione. Asamoah riportato sulla linea della difesa, forse il debutto di Vrsaljko, con Skriniar di nuovo al centro e probabilmente De Vrij e non Miranda come compagno. Tutto quello che ho letto mi pare sensato, per quel nulla che vale, o quantomeno comprensibile anche a noi umani.

Per il debutto a San Siro sono attesi almeno 60.000 spettatori, meno degli oltre 70.000 presenti all’ultima sfida casalinga col Toro, ma sempre tanti.

In questa stagione il cielo può rabbuiarsi all’improvviso e ribollire di quel rombo sordo che sembra preannunciare un’apocalisse. Talvolta la furia degli elementi si palesa in tutta la sua forza dirompente, scoperchiando, sradicando, percuotendo. Altre volte il rombo lentamente si trasforma in una scoreggina lontana, senza putridi olezzi a turbar la quiete dell’aria. E allora si che si torna a veder le stelle.

Amala.

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