Da zero a dieci 13 giornata, il derby del Ninja e la Juve da psicanalisi

La nostra rubrica sul meglio e peggio del campionato italiano

10 – Il derby del Ninja – La Roma gioca una partita di grande maturità contro la Lazio, evita gli errori della scorsa stagione e sfonda nel secondo tempo con il rigore dell’implacabile Perotti. Il sigillo è la staffilata di Nainggolan, l’uomo che non doveva nemmeno giocare, emblema della superiorità giallorossa a centrocampo dopo una partita di dominio assoluto sul piano tecnico e agonistico. La squadra di Di Francesco sorpassa i cugini in classifica nonostante Manolas tenti di cambiare la trama provocando un rigore demenziale, vince la sesta partita consecutiva e conferma che per lo scudetto bisogna fare i conti anche con lei. In questo momento la squadra più efficace del campionato.

9 – La rivincita di Insigne – Ritenuto superfluo contro la Svezia, incolpevole nella mancata partecipazione dell’Italia ai mondiali, l’uomo che secondo Tavecchio doveva aggirare i vichingi sblocca la notte del San Paolo. In una partita insidiosa contro il Milan sono lui e Zielinski a consentire alla fuga del Napoli di mantenere forza propulsiva. Il Napoli davanti ai propri tifosi è ancora imbattuto e ha la migliore difesa casalinga del campionato. La capolista aggiunge un altro tassello verso il sogno e guadagna tre punti sulla Juve.

8 – Le certezze della Sampdoria – Stai a vedere che l’affare lo ha fatto la Roma, che ha avuto in dote dal maltempo il rinvio della partita a Marassi. Perché tutte le altre che vanno sul campo della Sampdoria da inizio stagione perdono. Giampaolo castiga anche la Juve calando il tris nella ripresa, sudando freddo nel recupero ma trovando la terza vittoria consecutiva, la quinta nelle ultime sei giornate. In casa la Sampdoria ha sei vittorie e 19 gol segnati, nessuno ha fatto meglio, nemmeno le big. Forse la Champions League è un sogno troppo ardito, ma con una partita da recuperare al momento i blucerchiati sono legittimamente in corsa per il quarto posto. Nel frattempo è già iniziato il Giampaolismo.

7 – La firma di Icardi – La giornata è insolitamente priva del graffio dei grandi attaccanti del campionato, a secco Dzeko e Belotti, ininfluenti i gol di Higuain, Immobile e Dybala. Solo uno è decisivo nella notte di San Siro, Icardi che con una doppietta di testa piega l’Atalanta e spedisce l’Inter a caccia del Napoli dopo il pareggio interno con il Torino. L’uomo d’area più feroce del campionato regala l’ennesimo dispiacere a Gasperini che proprio non digerisce l’altro nerazzurro della serie A, quello con il quale non ha mai trovato confidenza. Sedendo sulla sua panchina o su quella avversaria.

6 – La zampata di Rigoni – Dopo tre sconfitte consecutive il Genoa ritrova la vittoria e Rigoni espugna Crotone per tre punti pesantissimi e che regalano ossigeno alla squadra di Ballardini. Che al di là del risultato domina per sessanta minuti nello scontro diretto e mostra passi avanti sul piano della personalità e del gioco, carenti per tutto l’autunno. Il nuovo tecnico si regala un esordio indimenticabile e raddrizza leggermente la classifica nel giorno in cui Spal e Sassuolo fanno punti.

5 – La mano alzata di Bonucci – E’ una richiesta vana di fuorigioco sul raddoppio di Zielinski in un gesto reso leggendario da Baresi, ma somiglia tanto a un gesto di resa totale del Milan di Montella. Che contro gli azzurri non sfigura, ma continua a costruire poco, a segnare meno e a perdere contro le potenze del campionato. Il conto aggiornato fa cinque sconfitte contro Lazio, Roma, Inter, Juve e Napoli con 13 gol subiti e 4 segnati. La Champions League è già sfumata e ancora non siamo nemmeno vicini al panettone.

4 – Il controderby di Bastos – Il difensore della Lazio rischia di diventare il nuovo Paolo Negro, ovvero simbolo degli sberleffi dei tifosi romanisti nel derby. La disfatta nel secondo tempo è tutta sua, prima provocando un rigore senza motivo su Kolarov e poi regalando il pallone che genera il raddoppio di Nainggolan. Per una volta è la squadra di Inzaghi a subire il gioco avversario, la reazione è emotiva ma tardiva ed è la prima vera stecca biancoceleste dopo nove vittorie consecutive. La Lazio si conferma squadra che non pareggia, solo uno dall’inizio della stagione. Sarebbe servito per rimanere davanti alla Roma in classifica.

3 – Poco Crotone allo Scida – Non tanto sul piano dei risultati, ma dal punto di vista della prolificità. Davanti ai propri tifosi il Crotone ha segnato 6 gol in sette partite, solo Sassuolo, Verona e Benevento hanno fatto peggio. Quarta partita stagionale allo Scida senza segnare almeno un gol. Ogni tanto la squadra di Nicola deraglia.

2 – La Juve da psicanalisi – Allegri dovrà travestirsi da strizzacervelli per capire come mai i bianconeri in trasferta improvvisamente trasformino una domenica pomeriggio promettente in una disfatta incassando tre gol nel secondo tempo e crollando appena incassato l’1-0 invece di reagire. Marassi è territorio di sbandate difensive, 7 gol incassati nelle due trasferte e se con il Genoa ci aveva pensato Dybala a ripristinare il binario della vittoria, per la prima volta in stagione la Juve manda in gol i due argentini contemporaneamente ma perde lo stesso. Prima sconfitta esterna e 14 gol subiti, peggiore difesa tra le prime quattro della classifica. E il tecnico deve fare in fretta a capire perché mercoledì arriva il Barcellona inarrestabile di questi tempi. Di sicuro i campioni faticano a ritrovarsi dopo la sosta per le nazionali.

1 – La veloce di Costa, la traversa di Berardi, la testa di Peluso – Il Benevento ha una fantasia insuperabile per trovare sempre un modo diverso di rimandare l’appuntamento con il primo punto in classifica. Il pomeriggio con il Sassuolo sembra un placido abbrivio verso il pareggio e poi, come a Cagliari, succede di tutto nel recupero. Prima Costa si trasforma in martello e schiaccia una veloce nella propria area regalando un rigore agli emiliani che Berardi, ex uomo goloso del mercato e ormai oggetto misterioso, stampa sulla traversa. Poi Peluso da calcio d’angolo inventa il colpo di testa della vittoria come fece Pavoletti. Poi ci sarebbe una postilla sul modo in cui Brignoli regala il vantaggio alla squadra di Bucchi, peggiore giocata difensiva della giornata alla pari del gol regalato a Joao Pedro dalla difesa dell’Udinese.

0 – L’Italia, Ventura, Tavecchio – E’ la settimana in cui riparte il campionato, ma ripartire sapendo che a giugno vedremo gli altri giocare il mondiale senza esserci non è facile. Come non lo è vedere Insigne che trascina il Napoli ma ritenuto inadeguato ad aiutare l’Italia contro la Svezia. Come non è stato accettabile vedere Tavecchio e Ventura fare a gara a chi ritardava di più nel prendersi la responsabilità del disastro. Non tutto è da buttare come è stato detto spesso negli ultimi giorni, ma quasi tutto è da riformare. Il calcio prova a ripartire da sé stesso ma niente sarà uguale a prima. Se non nella gestione, almeno nella percezione. Ed è il primo passo per provare a cambiare veramente qualcosa. Se, come pare, arriveranno le dimissioni di Tavecchio forse il sacrificio del mondiale non sarà stato vano.