La spenta Roma dai mille equivoci, da Karsdorp a Schick…

Giallorossi deludenti nelle prime uscite di campionato, che però ora riserva tre turni abbordabili. Non mancano però i punti interrogativi.

Probabile che la stagione della Roma si rimetta in sesto velocemente e in questo senso il calendario sorride alla squadra di Di Francesco (Chievo e Frosinone all’Olimpico, Bologna al Dall’Ara). D’altra parte anche lo scorso anno i giallorossi passarono a Bergamo con un tiro in porta (su punizione di Kolarov), furono battuti da una milanese (1-3 con l’Inter) e poi cominciarono la propria rincorsa monetizzando una serie di giornate abbordabili.

In mezzo l’All Star Game di Alisson con l’Atletico Madrid, un campionario incredibile di parate che avrebbero dovuto farci capire che quella Champions per la Roma non sarebbe stata banale.

Con 9 punti in tre partite e una figura decorosa al Santiago Bernabeu, probabile che molte delle polemiche di questi giorni si plachino. Questo è l’auspicio, oltre che uno scenario più che praticabile. Detto questo, alcuni equivoci tattici mi torturano, enigmi di non facile soluzione e che rischiano, oggi come in passato, di incartare la stagione già a settembre. Ve li butto lì, con la speranza di essere smentito a breve.

1. Olsen per Alisson. Moltiplicazione che piace a pochi. Lo svedese non è un bluff ma al di là del suo valore si è già capito che esce dai pali solo se minacciato con un’arma da fuoco. Basta guardare il gol annullato a Higuain a San Siro. L’inquadratura continuava ad allargarsi ma nessun portiere, né svedese e né brasiliano, arrivava a spazzare.

2. Karsdorp pare stia bene, colpo col Benevento a parte. Voglio sperare che il titolare sulla fascia destra sia lui, visto che parliamo di un colpo da 19 milioni di euro. L’impiego largo a destra nei 4 di centrocampo a Milano mi fa pensare che Di Fra non lo veda nella difesa a 4. Vedremo. Tra tutti questo è l’equivoco meno preoccupante perché manca ancora la conferma del campo.

3. Via Strootman quando si è iniziato a pensare che il 4-2-3-1 possa essere il modulo più redditizio. Se Cristante e Pellegrini, che ora hanno a disposizione minuti e responsabilità se dimostreranno di meritarli, sono quelli di queste settimane stiamo parlando di nulla. Ma non sono quelli, ovviamente. Come questo non può essere Pastore, altrimenti il mercato della Roma andrà completamente riconsiderato. A oggi mezzala non può giocare, in futuro vedremo. Da trequartista obbliga Di Francesco a cambiare modulo rispetto all’adorato 4-3-3.

4. Mesi a parlare di modulo spregiudicato e di manovra avvolgente che sfrutta le fasce e a San Siro ci presentiamo con 0 esterni (Kluivert, El Sha e Under in panchina, Perotti out) e cinque difensori più due mediani incontristi.

5. Capitolo Schick. Impensabile tenere l’acquisto più oneroso nella storia del club un altro anno in panchina. D’altra parte, come esterno di destra fatica da morire e se gioca da seconda punta accanto a Dzeko, il bosniaco sbuffa già durante il riscaldamento. Per non parlare del fatto che per giocare con i 2 davanti, ammesso e non concesso che si trovino, Di Francesco dovrebbe praticamente ripartire da capo abortendo due (o 14) mesi di lavoro.

La Roma rimane una squadra forte. Non mancano talento, energia ed esperienza anche a livello internazionale. La mia paura è che manchi però il giusto assortimento e che invece non manchino i doppioni che possano mettere in difficoltà l’allenatore.

Come se, ipotizzando, sul mercato inseguissi Mahrez e poi prendessi Schick. Come se, per dire, perso Malcom decidessi di firmare Nzonzi. Mi manca qualche pezzo, oltre che qualche punto. Ma confido che sia la Roma nelle prossime settimane a ridarmelo…

Ufficio Stampa AS Roma