Roma, infortuni e pali a raffica. Ma il Napoli oggi è a un altro livello…

I giallorossi perdono anche Manolas, undicesimo stop dall'inizio della stagione. Ma all'Olimpico i partenopei sono stati superiori nei 90'

Roma infortuni muscolari, siamo a 11. E il Napoli è sempre più distante

Alisson, Karsdorp, Manolas, Juan Jesus, Kolarov, Nainggolan, De Rossi, Strootman, Schick, Dzeko e Perotti. Era questa nell’immaginario collettivo e forse anche nella testa di Eusebio Di Francesco la formazione titolare della Roma, che però a schierare questi undici non c’è neanche andata vicino in queste prime settimane.

Colpa di legamenti crociati rotti nei mesi scorsi e di aritmie cardiache ma soprattutto degli 11 guai muscolari che hanno afflitto i giallorossi dall’inizio della stagione. Il primo è stato Bruno Peres che con l’Atalanta ha riportato una lesione al pettineo sinistro. Poi è stata la volta di Nura (lesione muscolo/tendinea del bicipite femorale) e di Karsdorp, che il 18 settembre ha accusato un affaticamento muscolare.

Il 25 settembre Moreno ha avuto una ricaduta al flessore della coscia sinistra, Schick pochi giorni prima si è fermato per un’edema muscolare nel retto femorale sinistro e poi ha accusato una ricaduta contro il Verona.

Infine, si è bloccato Nainggolan per un problema tendineo e prima di Baku anche Perotti. Siamo ai giorni nostri. Defrel si è fermato col Milano per un dolore al flessore sinistro, El Sharaawy in Nazionale per un’edema muscolare e col Napoli è stata la volta di Manolas.

Ma i fastidi della Roma in queste ore non sono solo muscolari. Tutt’altro. Seconda sconfitta interna in campionato, la conferma piuttosto evidente che il Napoli sia squadra fatta e finita e che invece i giallorossi al di là delle assenze siano un’entità in movimento.

Il pareggio di Under a tempo scaduto avrebbe cambiato molti dei giudizi odierni, certo. Si sarebbe criticato un Napoli incapace di cogliere l’occasione e poco cinico, si sarebbe esaltato il cuore testaccino della Roma, mai doma nonostante le difficoltà.

Così come a San Siro i giallorossi sono stati esaltati ben al di là dei propri meriti: a metà secondo tempo il Milan aveva sfiorato il vantaggio in un paio di occasioni e Di Francesco era una furia in panchina. Poi il gol di Dzeko con due deviazioni e Roma corsara e celebrata.

Episodi a parte, il Napoli ha dato l’impressione di essere più forte. Più solida. Più squadra. Ha corso di più e meglio dei giallorossi, padrona del campo col palleggio infinito che prima ha colpito e poi ha gestito, rischiando poco e semmai stavolta offendendo non abbastanza. Qualità e corsa in un sistema portato a memoria.

Tre componenti che mancano alla Roma di queste settimane. La qualità arriverà con il ritorno in campo di 4-5 titolari, l’aggressività tornerà con una condizione fisica migliore, l’adozione del sistema Di Francesco necessita di qualche mese ancora. Detto questo, un paio di pali neanche stavolta la Roma se li è negati. Ma 20 minuti di furore non bastano, al livello più alto.

E la strada per lo scudetto sembra interrotta, al momento.