I Warriors travolgono i Pelicans, anche i Rockets sul 3-1

Durant segna 38 punti e i Warriors travolgono i Pelicans in gara 4, anche i Rockets vincono ancora in trasferta e trascinati da Chris Paul si portano sul 3-1 contro i Jazz

I risultati della notte NBA.

New Orleans-Golden State 92-118 (1-3)

I campioni, stuzzicati nell’orgoglio dopo una gara 3 deludente, reagiscono allo Smoothie King Center dimostrando che questa serie è chiusa se giocano con l’intensità e la voglia di muoversi su due lati del campo viste nel primo e nel terzo periodo del quarto episodio. I Warriors hanno le idee chiare, aggredire difensivamente i Pelicans e togliere punti di riferimento in attacco costringendo gli avversarsi ad accettare i cambi, con il risultato che il mismatch generato su Durant è una dolorosa tassa da pagare per l’intera partita. Golden State va davanti 37-22 nel primo periodo e mette la serata in discesa, New Orleans ha una reazione di orgoglio nel secondo quarto cavalcando Davis e sembra riaprirla, ma il terzo periodo da 33-19 degli ospiti fa scorrere i titoli di coda. E’ una serie nella quale i centri non hanno diritto di cittadinanza e Kerr cambia quintetto per la terza gara consecutiva, scegliendo la death lineup con Iguodala, Durant e Green e avendone in cambio un impatto difensivo che costringe i Pelicans a 19 palle perse e a 4/26 dall’arco. Senza perimetro, con Rondo (6 punti e 6 assist con 2/10 dal campo) sfidato al tiro e con Holiday (19 punti e 3 assist) intermittente, i padroni di casa non hanno regia e lo stesso Davis (26 punti, 12 rimbalzi ma 8/22 al tiro) trova il proprio fatturato solo grazie al 10/10 ai liberi e perde 6 pallini. La panchina produce appena 13 punti di cui 11 di Clark che però tira 0/7 dall’arco e i Warriors tirano con il 48.4% e la vincono con argomenti inattaccabili. Durant (38 punti e 15/27 dal campo, 9 rimbalzi, 5 assist) propone un clinic di tiro dalla media a cui Moore non può opporsi, Curry (23 punti e 4/9 dall’arco) si preoccupa di consentire al compagno di segnare moltissimo e Thompson (13 punti e 7 rimbalzi) fa cose pregiate difensivamente che non finiscono sul tabellino. Il resto del lavoro oscuro è svolto da Green e Iguodala, che insieme costruiscono 14 punti, 16 rimbalzi, 15 assist e 7 recuperi e la squadra di Kerr è anche più concreta del solito nella gestione del pallone nei momenti di massimo vantaggio. Si torna alla Oracle Arena per scrivere l’epilogo sulla serie.

Utah-Houston 87-100 (1-3)

Anche i Rockets contribuiscono ad accelerare il compimento dello scenario ipotizzato come più probabile da inizio stagione, una finale di Conference contro i Warriors. La squadra di D’Antoni si prende gara 4 in trasferta con una curiosa serata nella quale, a basso ritmo e basso punteggio, piega i Jazz con le loro stesse armi, difesa e intensità, dopo avere vinto il precedente episodio travolgendoli offensivamente. Houston domina scappando nel secondo periodo e il vantaggio lievita a più diciannove nel terzo, con gli ospiti in totale controllo anche segnando appena 42 punti nel secondo tempo. I padroni di casa hanno una reazione con Mitchell che li riporta sull’85-80 a sei minuti dalla fine ma Ariza e Chris Paul costruiscono i canestri del definitivo allungo. L’arma dei Rockets è il midrange game, praticamente inutilizzato per tutta la stagione, con Paul che punisce le scelte difensive di Gobert prendendosi il centro della scena (27 punti, 12 rimbalzi, 6 assist e 12/23 dal campo) offensivamente e segnando sempre dalla media. Accanto a lui un Harden meno preciso del solito (24 punti e 4 recuperi con 8/22 al tiro e 1/7 dall’arco) e il resto del lavoro lo fanno Capela (12 punti e 15 rimbalzi) e Tucker (11 punti e 7 rimbalzi) in area. I Rockets tirano con il 26.3% dall’arco ma i Jazz non approfittano del dato fermandosi al 38.6% dal campo sbagliando una quantità enorme di tiri vicino al canestro. Con 7/29 da tre i padroni di casa non hanno praticamente opzioni tra i tre e i sei metri dal canestro e pagano le scarse percentuali di Mitchell (25 punti e 4 recuperi ma 8/24 dal campo) e Crwoder (5 punti e 1/11 al tiro). Gobert cerca di ricavare succo da una partita avara di soddisfazioni (11 punti, 10 rimbalzi e 3 stoppate) e Ingles è generoso (15 punti, 8 rimbalzi e 4 assist) ma i Jazz pagano l’assenza di fantasia e i cambi di ritmo di Rubio e non riescono a cambiare la direzione della partita. Al Toyota Center i Rockets possono chiudere la serie e aprire la caccia ai campioni.