Davis guida la reazione dei Pelicans, i Rockets travolgono i Jazz

Anthony Davis segna 33 punti e 18 rimbalzi e i Pelicans reagiscono dopo le prime due sconfitte battendo nettamente i Warriors, i Rockets si riprendono il fattore campo travolgendo i Jazz con un primo tempo inarrestabile offensivamente

I risultati della notte NBA.

New Orleans-Golden State 119-100 (1-2)

I Pelicans, dopo avere bussato alla serie in gara 2, ci entrano definitivamente nella prima partita allo Smoothie King Center e travolgono i Warriors in una serata a senso unico. Gran parte del lavoro i padroni di casa lo fanno nel primo periodo, chiuso 30-21, e nel terzo, finito 30-19. Sul 92-72 a dodici minuti dalla fine la partita è già chiusa e Golden State sembra senza energie e senza idee con l’eccezione di alcuni momenti del secondo periodo. E’ dentro l’area che New Orleans impone il proprio marchio, vincendo 54 a 44 a rimbalzo e segnando 54 punti contro i 36 dei Warriors. I padroni di casa sono più aggressivi anche in difesa e Davis è l’uomo attorno al quale ruota la partita (33 punti, 18 rimbalzi, 3 assist e 4 recuperi) approfittando anche della scelta di Kerr che modifica il quintetto dei primi due episodi riportando dentro Curry e scegliendo McGee al posto di Iguodala. Cinque uomini in doppia cifra per i Pelicans con Holday (21 punti, 7 rimbalzi e 5 assist) e Rondo (4 punti e 21 assist) che generano i 36 assist su 48 canestri di squadra, numeri che solitamente appartengono ai campioni. Anche Mirotic è incisivo (16 punti, 13 rimbalzi e 3 assist) e Clark dalla panchina (18 punti e 7/11 dal campo) è uno dei motivi per i quali New Orleans tira con il 50% dal campo e il 45.2% dall’arco. I Warrios sono traditi proprio dalla balistica, un insolito 9/31 da tre frena i loro tentativi di rimonta, fermandosi al 38% dal campo in una serata chiaramente nebbiosa sul piano offensivo. Curry (19 punti e 6/19 dal campo) è fisiologicamente meno spumeggiante rispetto a gara 2 e anche se Thompson ritrova il canestro (26 punti e 7 rimbalzi), gli Splash Brothers tirano 15/41 dal campo e Durant non aiuta fermandosi a 22 punti e 8/18 dal campo. La serie tornerà nella baia e gara 4 a questo punto assume un peso specifico superiore alle aspettative.

Utah-Houston 92-113 (1-2)

I Rockets si erano presi una vacanza in gara e i Jazz ne avevano approfittato. A chi pensava che questa serie potesse avere vita più lunga delle previsioni la squadra di D’Antoni risponde alla Vivint Smart Home Arena smantellando letteralmente i padroni di casa con un punteggio che solo nel finale assume dimensioni più contenute. Houston ha la fame negli occhi e nelle gambe e con un primo periodo chiuso 39-22 e tirando 16/26 dal campo mette il risultato in discesa, a fine primo tempo è 70-40 e il resto della notte sono titoli di coda che scorrono solo per le statistiche. La furia dei Rockets è tale che possono permettersi di rallentare a fine primo tempo chiudendo con un modesto 30.6% dall’arco, limitando a 8 le palle perse e trovando in Gordon (25 punti e 8/13 al tiro, migliore prestazione ai playoff) un perfetto secondo violino a Harden (25 punti, 12 assist e 1 stoppata) con Paul che gestisce i ritmi (15 punti e 6 assist). In una partita strana da raccontare i Jazz vengono aggrediti su due lati del campo e non hanno risposte dai loro uomini di riferimento, Mitchell (10 punti e 4/16 al tiro) per una volta si dimostra un rookie con qualche punto debole e Gobert (12 punti e 9 rimbalzi) è solo contro i predatori. Anche Ingles e Favors (8 punti e 3/14 in coppia) rimangono fuori dal contesto e Utah si trova realisticamente dove pensava di essere dopo tre partite, sotto di una gara con la possibilità di allungare la serie in gara 4. Ma quando i Rockets giocano a questi ritmi sono semplicemente imbattibili.