
I risultati della notte NBA.
Washington-San Antonio 116-106
I Wizards mettono al sicuro la qualificazione ai playoff, non ancora matematica, battendo gli Spurs e mantenendo una e due partite di vantaggio su Heat e Bucks per il sesto posto nella Eastern Conference, che al momento varrebbe in regalo la sfida a LeBron James e ai Cavs al primo turno. La capitale allunga nel secondo periodo con un parziale di 38-21 e San Antonio interrompe la propria striscia vincente senza energie su due lati del campo per limitare Morris (15 punti con 7/7 dal campo) e sette uomini in doppia cifra, con una panchina da 61 punti complessivi. La stanchezza dei texani è anche nel 54.1% che concedono dal campo e Aldridge stavolta è opaco (13 punti e 4 rimbalzi) e poco coinvolto in attacco, Popovich vedendo il senso unico della serata ne approfitta per dare minuti alla rotazione e adesso è sesto nella Western Conference, rischiando di trovare al primo turno i caldissimi Blazers con il fattore campo sfavorevole.
Miami-Cleveland 98-79
Wade e LeBron James avevano iniziato la stagione da compagni di squadra, nella notte si ritrovano da avversari ed è la stella di Miami a sorridere in una partita a senso unico nella quale Cleveland mostra il proprio lato peggiore in attacco. I Cavs segnano 34 punti nel primo tempo e giocano la più sterile partita offensiva stagionale, non cambiano mai l’inerzia e anche il re sembra spento (18 punti, 7/18 dal campo, 0/4 dall’arco e 6 palle perse). Perdono inoltre di nuovo Love, colpito da una gomitata nel primo tempo che inizialmente sembra solo un dente saltato ma che potrebbe trasformarsi in un trauma cranico i cui effetti andranno valutati nei prossimi giorni. Gli ospiti tirano con il 36.5% dal campo e gli Heat senza magie in attacco la vincono con l’intensità e la difesa, spinti da un Wade spettacolare nella propria metà campo (12 punti, 4 assist e 4 stoppate di cui due a LBJ) e da un Olynyk che aggiunge spessore dalla panchina (19 punti, 5 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi). Gli Heat con questa vittoria sorpassano i Bucks al settimo posto della Eastern Conference.
New Orleans-Portland 103-107
Il quarto periodo è il regno di Damian Lillard, artefice della vittoria in volata dei Blazers a New Orleans che era un vero scontro diretto per il terzo posto nella Western Conference. La stella di Portland è spettacolare per tutta la serata (41 punti, 9 rimbalzi, 6 assist e 4 recuperi) e addirittura devastante nell’ultimo quarto quando segna 20 punti ed eclissa anche Anthony Davis (36 punti, 14 rimbalzi e 6 stoppate), che la sfida la raccoglie ma non ha lo spunto per vincerla. I Blazers hanno un Nurkic corposo (21 punti e 10 rimbalzi) e dall’altra parte Holiday è ispirato in regia (21 punti e 11 assist) ma le 16 palle perse condannano i Pelicans alla seconda sconfitta consecutiva e con sette partite da giocare possono ancora ambire al quarto posto dei Thunder ma anche scivolare all’ottavo, attualmente di Minnesota che ha solo una vittoria in meno.
Golden State-Indiana 81-92
Kevin Durant dichiara che tornerà in campo nel fine settimana, anche Green dovrebbe farlo a breve, ma intanto fa impressione vedere Golden State che continua a segnare meno di novanta punti e che perde sul proprio campo contro Indiana dopo essere stata in controllo nel primo tempo. L’assenza degli All-Star genera un crollo fragoroso nel quarto periodo, del quale i Pacers approfittano per chiudere un parziale di 24-11 e prendersi una partita niente affatto spettacolare con Oladipo (24 punti e 6 rimbalzi) e Young (17 punti e 10 rimbalzi). I Warriors tirano con il 40.7% dal campo e l’altro Young, quello di casa, è il più prolifico (12 punti e 3 rimbalzi) con Cook che si intestardisce al tiro (11 punti e 5/17 dal campo) e Kerr che ne approfitta per dare responsabilità alla rotazione. Un lavoro che potrebbe tornare utile ai playoff quando le stelle dovrebbero essere tutte in campo nella speranza che anche Curry possa essere disponibile.
I Raptors battono 114-110 i Nuggets e mettono al sicuro il primo posto nella Eastern Conference con quattro partite di vantaggio sui Celtics. La seconda sconfitta consecutiva potrebbe costare i playoff a Denver, che trova una serata prolifica da Millsap (20 punti e 9/12 dal campo) e Jokic (29 punti, 16 rimbalzi e 8 assist) ma troppa intermittenza dagli esterni con Murray e Barton che tirano 10/33 dal campo. I canadesi portano sette uomini in doppia cifra con DeRozan e Lowry che lavorano in regia (26 punti e 16 assist in coppia) e il lavoro completato nel finale dagli uomini della panchina, con Siakam, VanVleet e Wright che insieme combinano per 39 punti e 16/25 dal campo.
I Clippers rimontano nel secondo tempo e battono 105-98 i Bucks dopo essere andati sotto di sedici punti. Milwaukee come spesso succede si blocca offensivamente nel quarto periodo e sono Harris (19 punti e 5 assist) e DeAndre Jordan (12 punti e 16 rimbalzi) a costruire la vittorie che tiene ancora aperte le speranze playoff. I Bucks hanno il solito avvolgente Antetokounmpo (26 punti, 9 rimbalzi e 7 assist) ma non trovano risorse dalla panchina e pagano il 26.1% dall’arco.
Facile la vittoria per Houston, la decima consecutiva, 118-86 sui Bulls, al Toyota Center la festa inizia nel primo periodo e continua con un parziale di 29-16 nel secondo periodo che fa scorrere i titoli di coda. D’Antoni può permettersi di dare una serata di riposo a Harden e il suo lavoro lo fa in maniera eccellente Gordon (31 punti, 11/17 dal campo e 8/13 dall’arco) con i Rockets che sono sempre più estremi nell’uso delle triple e finiscono con 18/57 da tre. Chicago è in vacanza, ha solo Markkanen (22 punti e 4 rimbalzi) in serata agonistica in quintetto e perde la sesta partita consecutiva.
Dallas vince 103-97 sul campo dei Kings rimanendo al comando dall’inizio alla fine in una serata di nuovo condizionata dalle proteste contro l’uccisione di Stephon Clark fuori dal Golden 1 Center che impediscono inizialmente l’accesso al palazzo. E’ Barnes il protagonista della serata per i Mavs (20 punti, 5 rimbalzi e 6 assist), per i Kings positivo Labissiere (19 punti e 8 rimbalzi) ma il 26.1% dall’arco che impedisce ai padroni di casa di cambiare il senso di marcia della partita.







