LBJ scatenato ferma anche Toronto, quinta vittoria consecutiva per gli Spurs

LeBron James manda un segnale alla Eastern Conference fermando i Raptors in una partita ad altissimo punteggio, gli Spurs vincono la quinta gara consecutiva, successi per Pelicans, Sixers e Clippers

I risultati della notte NBA.

Cleveland-Toronto 132-129

I Cavs dovevano mandare un segnale ai Raptors, padroni della Eastern Conference, alla vigilia dei playoff. E in una partita ad alto punteggio l’ambasciatore è ovviamente LeBron James, che in un finale in volata si mette in proprio e serve l’assist per la tripla di Kevin Love che a 27 secondi dalla sirena vale il 128-124 e la vittoria. Il re è abbondante e generoso (35 punti, 7 rimbalzi e 17 assist) e passa tutto dalle sue mani, compreso un quintetto che va interamente in doppia cifra con Love (23 punti e 12 rimbalzi) che sembra rigenerato dopo l’infortunio. I Raptors rimangono a contatto ma non riescono a spezzare il ritmo di Cleveland, alto, né a limitare il loro 60.3% dal campo e il 62.5% dall’arco. I Cavs la vincono in attacco e a Toronto non bastano sei uomini in doppia cifra, con Lowry (24 punti e 7 assist) e DeRozan (21 punti e 9/10 ai liberi) che provano a tenere la scia ma non hanno supporto da Ibaka. La striscia vincente dei canadesi in trasferta si interrompe a nove partite.

New Orleans-Indiana 96-92

I Pelicans vincono la terza partita consecutiva e la sudata affermazione sui Pacers li porta al quinto posto nella Westen Conference con dieci partite da giocare. In una partita equilibrata e contratta la firma la appone il solito gigantesco Anthony Davis, che nell’ultimo minuto segna quattro punti consecutivi per il 93-87 e poi dalla lunetta sigilla la vittoria a 7 secondi dalla fine. Il totale (28 punti, 13 rimbalzi e 5 stoppate) permette a New Orleans di vincere la prima partita segnando meno di 100 punti dal 4 novembre, supportato da un Moore ispirato (23 punti e 10/15 dal campo) e da un Diallo inaspettato dalla panchina (9 punti e 10 rimbalzi). I Pacers faticano quando si gioca a basso punteggio, Oladipo li tiene a contatto (21 punti e 8 rimbalzi) e anche Turner è consistente (13 punti e 10 rimbalzi) ma in una lega fatta da superstar che risolvono la partita nei possessi decisivi un uomo del genere è il vero punto debole della squadra di McMillan.

San Antonio-Washington 98-90

Gli Spurs entrano nell’atmosfera della March Madness, intensità assoluta da college basket, basso punteggio e quinta vittoria consecutiva. Anche i Wizards finiscono nella loro morsa difensiva, segnano appena 16 punti nel terzo periodo e perdono contatto nel secondo tempo, smantellati da un Aldridge (27 punti, 9 rimbalzi e 4 assist) che in questa striscia di vittorie sta viaggiando a 29.6 punti e 9.2 rimbalzi di media. Al suo fianco un ottimo Anderson (16 punti e 4 assist) ma è nella propria metà campo che la rotazione di Popovich fa la differenza, tenendo Washington al 42.2% dal campo e trovando equilibrio nella prospettiva di non avere Leonard per i playoff, il cui rientro potrebbe slittare alla prossima stagione. Anche la capitale è piena di infortunati e Beal (21 punti e 9/13 dal campo) prova a trascinare senza trovare ritmo in regia, Oubre Jr e Mahinmi sono gli unici della panchina a dare consistenza ma l’assenza di Wall continua a zavorrare una squadra che nell’intera regular season non ha mai trovato continuità.

Milwaukee-LA Clippers 120-127

Notte indigesta per i Bucks, che vanno sotto 38-24 a fine primo periodo, la serata è subito a senso unico e perdono Antetokounmpo nel primo tempo per una distorsione alla caviglia che andrà valutata nei prossimi giorni. I Clippers avevano bisogno di una vittoria per alimentare il sogno playoff e l’obiettivo è centrato con sei uomini in doppia cifra e tirando con il 52.3% dal campo e il 50% dall’arco. Jordan (25 punti e 22 rimbalzi) ha via libera in area, Rivers aggiunge il resto del pepe in quintetto e a questi ritmi Los Angeles può anche permettersi di perdere 19 palloni. Milwaukee senza la sua stella fatica soprattutto in difesa, non basta un ottimo Middleton (23 punti e 4 recuperi) per compensare il 30.8% dall’arco, seconda sconfitta consecutiva ma ottavo posto playoff che rimane saldo con cinque partite di vantaggio sui Pistons.

Quarta vittoria consecutiva per i Sixers che senza problemi travolgono 119-105 i Grizzlies sul proprio parquet e fanno riposare i titolari nell’utlimo periodo con i titoli di coda comparsi dopo un terzo periodo da 41-25. L’intero quintetto in doppia cifra con Simmons (13 punti e 9 rimbalzi) e Embiid (14 punti e 7 rimbalzi) splendenti protagonisti.

Terza vittoria consecutiva per gli Heat che battono 119-98 i Knicks e scappano con un secondo periodo da 37-21. Olynyk (22 punti e 10 assist, massimo in carriera) si improvvisa regista, New York concede il 55.6% dal campo e perde l’ottava nelle ultime dieci partite giocate.

Anche i Nuggets passeggiano e a Chicago vincono 135-102 regalando la peggiore sconfitta interna della stagione ai Bulls. Gli ospiti segnano 39 punti nel primo periodo, 77 nel primo tempo e hanno sette uomini in doppia cifra, con Millsap (22 punti e 5 recuperi) e Jokic (21 punti e 7 rimbalzi) inarrestabili in area. Denver segna 20 triple e Chicago perde la terza partita consecutiva senza opporre resistenza.

Gli Hornets battono 111-105 i Nets rimontando 23 punti di svantaggio accumulati nel terzo periodo. Il parziale dell’ultimo quarto dice 36-18 per Charlotte che con Howard (32 punti e 30 rimbalzi, massimo stagionale per un giocatore Nba e ottavo nella storia a realizzare una prestazione da 30 punti e 30 rimbalzi, l’ultimo era stato Kevin Love nel novembre 2010) e Walker (24 punti e 6 assist) sorpassa e aumenta i rimpianti per avere lasciato per strada durante la regular season le partite che adesso potevano portarla nella scia dei playoff.