Gattuso: dal rifiuto dello Jagiellonia alla panchina del Milan

Non è da tutti sedersi sulla panchina di uno dei club più famosi del mondo dopo aver incassato il rifiuto di una squadra polacca che non ha mai vinto nemmeno il campionato locale

Cari cugini, non sono qui per rigirare il coltello nella ferita. A Milano, nel corso degli ultimi anni, abbiamo acquisito un concetto della rivalità più evoluto. I ruoli non sono cambiati, e tali devono restare: chi non salta …

Ma il contatto con la realtà non deve essere perduto, così come quello con la storia: non conviene a nessuno.

E’ di poche ore fa la notizia che Vincenzo Montella è stato esonerato e al suo posto è stato chiamato Rino Gattuso. Era nell’aria, dicono, ma non così tanto se Matchpoint, il bookmaker che ha seguito la vicenda più da vicino, ieri quotava il licenziamento dell’ex aeroplanino sopra la pari.

Montella ha pagato, e ci può anche stare. Ma Fassone e Mirabelli chi li giudica? Non sappiamo se Ringhio farà bene o male, e credo che non ci sia bisogno di dire quali siano le mie speranze. Ma su che basi è stato scelto? Da noi, Stramaccioni era stato promosso in prima squadra dopo ben altri risultati con le giovanili del club e si è visto che fine ha fatto. Certo, Gattuso è un vostra bandiera … ma di quale Milan? Non certo di questo. Avrei capito se una scelta del genere fosse stata fatta da Berlusconi o Galliani. Oggi suona male.

Poi, c’è un’altra cosa che voglio dirvi e che forse, come me fino a pochi minuti fa, molti di voi non sanno.

Sul nostro forum c’è un utente che segue da vicino il calcio polacco.

Pare che a maggio il nuovo allenatore rossonero si sia offerto allo Jagiellonia Bialystok, squadra che milita nel campionato polacco, e che la sua candidatura sia stata rifiutata nonostante l’impegno economico richiesto fosse molto basso.

Questi sono i link: Sport.plPrzegladsportowy.pl. Ovviamente mi sono arrangiato con un traduttore online.

Dopo i dubbi sulle vicende societarie emersi in particolar modo dopo l’inchiesta del New York Times, sembra che la navigazione sia, a dir tanto, a vista. Nel senso che viene davvero il dubbio che ci sia qualcuno sul ponte di comando a tenere la rotta.