
Sebastian Vettel nel 2021 non sarà più un pilota Ferrari, uno scenario che nei mesi scorsi avevamo ipotizzato come ideale per Maranello in prospettiva. Che senso aveva continuare ad alimentare una rivalità interna se si è puntato con convinzione, e lo si è fatto, su Charles Leclerc? Il 2019 ha raccontato che la convivenza al netto della diplomazia era difficile, a tratti impossibile, perché non puoi mettere un giovane rampante sulla stessa macchina di un quattro volte campione del mondo e sperare che uno dei due alzi il piede in nome del bene supremo, pure se è dipinto di rosso. In questa storia il grande sconfitto è Vettel, che nella sua esperienza Ferrari non è riuscito a riportare il titolo che manca dal 2007, e il grande vincitore è Leclerc. Vediamo perché e quali sono le prospettive per il secondo pilota del 2021.
Vettel
Del tedesco, ancora prima della stagione 2019, ci eravamo domandati se fosse l’uomo giusto per la Ferrari. Obiettivamente, la carriera di Vettel a Maranello ha un prima e un dopo, una fase ascendente e una discendente. Fino a Baku 2017, nella celebre e gratuita ruotata a Hamilton in regime di safety car, era ancora l’uomo del destino, il teutonico che sul solco di Schumacher arriva a riportare la Ferrari al vertice. Al contrario di Schumacher non c’è riuscito. Come Schumacher tra il 1996 e il 1999, ha dovuto lottare contro una scuderia più forte. Al contrario di Schumacher, non è riuscito a portare la Ferrari oltre i propri limiti e nel 2018, nell’unico periodo in cui la rossa era almeno pari se non superiore alla Mercedes, i suoi tanti errori hanno contribuito a dissolvere la corsa al mondiale. Nel testa a testa con Hamilton il tedesco si è rivelato inferiore, è un dato di fatto e non un’accusa nei confronti di un pilota veloce ma mai impeccabile, nemmeno nei suoi anni alla Red Bull, che ha sempre faticato nella mischia, nel gruppo, nel ritrovarsi in condizioni di guerriglia invece che nella gestione della gara in cui è sempre stato eccellente nel momento in cui si trovava in prima posizione. Nel duello tra quattro volte campioni del mondo, Hamilton è stato più forte di lui così come la Mercedes è stata più forte della Ferrari. Forse sarebbe andata diversamente senza la drammatica scomparsa di Marchionne nel 2018, ma anche il presidente Ferrari nella sua ultima decisione aveva stabilito di puntare su Leclerc, un implicito avvertimento che la fiducia incondizionata nei confronti di Vettel che durava dal 2015 era finita. Con questo epilogo, rimarrà sempre il dubbio che i suoi quattro titoli siano stati merito più della Red Bull 2010-2013 che suo, anche se il giovane Vettel non aveva quelle lacune mostrate dal Vettel maturo. Per lui al momento ci sono tre opzioni: McLaren, Renault o ritiro. Toto Wolff ha smosso le acque dichiarando che un nome del genere sul mercato va sempre tenuto in considerazione ma è difficile credere che sia disposto a smantellare il team dominatore dal 2014 solo per provare a mettere lui e Hamilton sulla stessa macchina per fargliela giocare alla pari. Sarebbe anche una grande suggestione, ma al momento non è credibile. Al momento, l’era di Vettel in F1 è conclusa.
Leclerc
E’ il vincitore del braccio di ferro. La Ferrari ha puntato tutte le carte su di lui e lo ha fatto con determinazione, una qualità che a Maranello raramente si è vista negli ultimi anni. La tempistica con cui fu scelto, a Monza 2018 con Vettel ancora in corsa per il titolo, ricorda quella che coinvolse Prost e Senna nel 1990 con il cavallino che aveva il francese in lizza per il mondiale ma con Cesare Fiorio coltivò la speranza di arrivare al brasiliano per la stagione successiva. Risultato, due stagioni promettenti buttate nel cestino. Leclerc ha dimostrato di essere veloce, duro, determinato, impermeabile agli errori, caratteristiche adatte per contendere a Hamilton il presente e a Verstappen il futuro. Di sicuro è meno malleabile di quanto sembri fuori pista, di certo l’influenza del suo manager Nicholas Todt in Ferrari è più grande di quanto la stessa Ferrari non sia disposta ad ammettere, ma il punto di partenza resta e potrebbe fare la differenza. Leclerc è un pilota su cui scommettere a occhi chiusi ed è il motivo per cui Binotto non si è sforzato più di tanto per provare a generare un futuro con Vettel. Il tedesco voleva un contratto di almeno due anni ma soprattutto la possibilità di essere sullo stesso piano del francese, ovvero di non trasformarsi in un gregario di lusso. Non puoi chiedere un sacrificio del genere a un quattro volte campione del mondo e se la Ferrari ha deciso per l’assetto a una punta, l’addio a Vettel è solo il primo passo. Il secondo è trovare a Leclerc un compagno di squadra veloce ma non ingombrante.
Quote pilota Ferrari 2021
L’incognita del 2020 non è solo legata a quando e se la stagione partirà, ma come sarà la convivenza in Ferrari tra il pilota del futuro e quello che è all’ultima stagione in rosso. Dopo i test di Barcellona è probabile che a Maranello si siano fatti due conti e abbiano deciso di sacrificare il 2020, partito in salita, e probabilmente anche il 2021 con il regolamento congelato per arrivare al 2022 nelle condizioni ideali per puntare al titolo. Nuovo regolamento, nuove vetture, un primo pilota con tre anni di esperienza in Ferrari e un secondo che ha già avuto un anno per ambientarsi nella nuova dimensione. Incastrando questi elementi, la lista dei nomi su cui è possibile scommettere ha già un chiaro favorito e non potrebbe essere altrimenti.
- Carlos Sainz, quotato a 1.15, è il grande favorito per il ruolo di secondo pilota in Ferrari nel 2021. E’ giovane, veloce, affidabile, ha fatto esperienza alla McLaren, costa poco, può essere una spalla che genera punti ma non ha ambizioni iridate ingombranti.
- Daniel Ricciardo, quotato a 10.00, sarebbe una scelta più intrigante ma anche rischiosa. L’australiano se ne andò dalla Red Bull perché gli austriaci puntavano spudoratamente su Verstappen, davvero qualcuno crede che verrebbe alla Ferrari per rivivere la stessa situazione? O che la Ferrari, rinunciando a Vettel, darebbe il volante a un pilota in grado di mettere in difficoltà Leclerc?
- Antonio Giovinazzi, quotato a 10.00, è la suggestione italiana che a bordo della Ferrari manca da Ivan Capelli nel 1992 se non contiamo la parentesi di Giancarlo Fisichella nel 2009 per sostituire l’infortunato Felipe Massa. Ma la scarsa esperienza in F1, i quasi due anni di pausa e un 2020 che sarà compresso rischiano di fare ricadere la scelta su un pilota più pronto di lui.
- Mick Schumacher, quotato a 10.00, altra suggestione tedesca che viene dal passato. La Ferrari andrebbe su due giovanissimi ma a quel punto la pressione e l’attenzione mediatica di vedere il figlio di Michael a bordo della rossa potrebbe bruciare in un senso o nell’altro. Troppo successo nuocerebbe a Leclerc, risultati di basso livello alla credibilità della scuderia.
- A 25.00 si trovano attualmente quattro nomi, Hulkenberg, Russell, Perez e Hamilton, tutti poco credibili anche se lo scenario del campione del mondo che arriva alla Ferrari per vincere l’ottavo titolo mondiale è una golosità di cui abbiamo parlato in passato. Ma non succederà.
- A 50.00 Valtteri Bottas che secondo alcuni addetti ai lavori, tra cui Leo Turrini di Sky, potrebbe essere la sorpresa del lotto. Ha già dimostrato di essere uno scudiero affidabile e leale per Hamilton alla Mercedes, non ha ambizioni mondiali e se i tedeschi decidessero di ringiovanire la squadra con Ocon nel 2021 avrebbe le caratteristiche giuste per arrivare in Ferrari. Alla stessa quota si trova anche Alonso, che come sempre in primavera si è offerto a Maranello per un ritorno che sarebbe più turbolento che dolce. E da Binotto in giù, nessuno tra i dirigenti Ferrari sceglierebbe di avere in squadra un pilota che le squadre le spacca. Lo spagnolo giusto è soltanto Sainz.







