
10 – Drew Brees & Brandin Cooks – Eccolo l’attacco dei Saints che conosciamo. Seppur con le speranze ridotte ai minimi per i playoffs, New Orleans spazza via Arizona dopo il “massacro” di Los Angeles. Sono 4 i touchdowns lanciati per 389 yards da parte di Brees, 186 delle quali destinate a Brandin Cooks, che chiuderà la prestazione con due mete segnate. Una sfida divertente e molto combattuta (punteggio finale 48-41) che di fatto sancisce l’aritmetica esclusione di Arizona da una probabile partecipazione alla post season.
9 – Il lancio di Rodgers – 60 yards e un field goal per la vittoria. La stagione di Green Bay è stata salvata dal suo All-Star quarterback. Un lancio perfetto per Jordy Nelson, e a tempo scaduto il kicker Mason Crosby verrà messo in posizione per segnare tre punti pesantissimi che sanciranno la vittoria dei Packers sui rivali dei Bears, che sono stati ad un passo da rovinare i piani di McCarthy & compagnia.
8 – Matt Moore – Niente Ryan Tannehill? Nessun problema per i Dolphins, che si affidano al veterano Matt Moore per vincere contro i New York Jets, e continuare a sperare in un posto ai playoffs. La riserva di Miami ha giocato come se fosse tranquillamente lui il titolare, lanciando ben 4 touchdowns a fronte di un solo intercetto. Adesso i Dolphins dovranno vincere le prossime e sperare in un passo falso delle concorrenti (Pittsburgh, Baltimore e Kansas City)
7 – La decisione (tardiva) dei Jaguars – Finalmente Gus Bradley è stato sollevato dagli incarichi di head coach. Tre anni dove a Jacksonville hanno visto solo 14 vittorie a fronte di 48 sconfitte, un record davvero poco invidiabile. E alla fine la pazienza del proprietario Shahid Khan è arrivata a un limite. Adesso per i Jaguars si prospettano le ultime partite della stagione dove poter mettere in atto qualcosa, in vista del 2017.
6 – Cinque di fila per Pittsburgh – Qualche brivido di troppo per gli Steelers nella vittoria sui rivali dei Bengals. Alla fine però, è arrivata la vittoria che doveva arrivare, in vista della settimana prossima, quando ci sarà la sfida playoffs contro Baltimore; Pittsburgh ha un record migliore, ma che può essere pareggiato dai Ravens in caso di sconfitta. E da lì in poi è un “must win” per tutte e due le franchigie.
5 – Il livello della NFC West – Solo in una division come questa sono necessarie nove vittorie per qualificarsi ai playoffs. E’ successo a Seattle, che si può accomodare tranquilla al primo posto in graduatoria. E pensare che da altre parti con nove/dieci vittorie rischi di non qualificarti nemmeno. E’ ironico che ci siano division di assoluto livello e altre dove basta il minimo sforzo per giocare i playoffs, e quest’anno il poco rispettabili titolo spetta alla NFC West.
4 – Le sconfitte di KC e Denver – Chiefs e Broncos si sono messi nei guai a vicenda in questa settimana. I Chiefs hanno perso abbastanza clamorosamente contro Tennessee, ma sono stati seguiti poco dopo dai Broncos, che non hanno scalfito minimamente New England, come invece successo l’anno scorso. Settimana prossima c’è lo scontro diretto, e chi sbaglia è condannato a rimandare all’anno prossimo le sue speranze di vittoria finale.
3 – La bizzarra decisione degli Eagles – Segni il touchdown del pareggio e cosa fai? Calci il normale extra point per prolungare la partita ai supplementari? Ovviamente no, tenti la trasformazione da due punti, la sbagli, e perdi. E’ successo agli Eagles contro i Ravens, che a maggior ragione ringraziano e prendono la vittoria. La decisione di Pederson è per lo più dettata dal fatto che ormai la stagione è compromessa (quinta sconfitta di fila per Philadelphia) e una vittoria in più non avrebbe fatto molta differenza.
2 – Il loop dei Vikings – Da primi della classe a probabili ultimi (se non contiamo i Bears). Minnesota viene schiantata da Indianapolis, e con il settimo KO stagionale si allontanano quasi definitivamente le chances di post season per i viola. Ma fin qui è stato notevole il cammino di Minnesota, che ricordiamo, è da inizio stagione che è priva dei suoi due migliori giocatori offensivi (Peterson e Bridgewater) e che stava compiendo un vero e proprio miracolo.
1 – 0-14 and counting….. – Mancano due partite alla fine, e i Cleveland Browns possono davvero perderle tutte. Chargers e Steelers i prossimi avversari, e la sensazione è positiva. Non accadeva dal 2008, quando furono i Lions a finire 0-16, salvo poi diventare una franchigia rispettabile nei successivi otto anni. I Browns si “augurano” di fare lo stesso, anche perchè peggio davvero non può esistere.
0 – Il fallimento di Osweiler – A tutti gli effetti il flop del 2016. Ricoperto d’oro ma anche di insulti, Brock Osweiler. Il QB nativo dell’Idaho è stato panchinato da Bill O’Brien dopo due intercetti e 48 yards lanciati in mezzora di football. Fortuna che Houston sia riuscita a vincere, ma la cosa grave è che dall’anno della loro fondazione (2002) non siano riusciti a trovare un quarterback di livello che possa guidare la squadra alla consacrazione definitiva.





