NFL, Bell fa quasi 300, maledizione a New York per Dallas

La seconda sconfitta di Dallas e la supremazia di Le'Veon Bell; ma anche la confusione dei Bills e la pessima giornata di Russell Wilson. A una manciata di partita dalla fine della stagione, il meglio e il peggio dell'NFL.

10 – Le’Veon Bell – Nella tormenta di Orchard Park, la salvezza degli Steelers passa per le mani (e per le corse) di Le’Veon Bell. Il prodotto di Michigan State è l’artefice di tutti i touchdowns degli Steelers, chiudendo la giornata con quasi trecento yards combinate tra corse e ricezioni, con annessi i 21 punti segnati dal running back. Nella domenica in cui i quarterbacks non brillano, è lui a prendersi il trono.

9 – Maledizione nella grande mela – Solo due volte i Dallas Cowboys sono usciti sconfitti da un campo da football durante questa stagione. In entrambi i casi, la colpa è stata dei New York Giants. I rivali della division sono fin qui l’unica compagine in grado di vincere contro gli inarrestabili Cowboys, e anche nel secondo confronto stagionale (il primo avvenuto alla week 1) i newyorchesi hanno vinto. 10-7, partita poco spettacolare e dominata dalle difese, ma il segnale è stato lanciato.

8 – La luce di Bilal Powell – La disastrosa stagione dei New York Jets non lascia scampo a nessuno, anzi, forse solo a Bilal Powell. Sostituto di Matt Forte, infortunatosi contro San Francisco, il running back ha piazzato due touchdowns e quasi 150 yards da quando è entrato in campo, permettendo ai Jets di rimontare e vincere contro la banda 49ers, increduli loro stessi di trovarsi in vantaggio. La stagione è stata un fallimento su tutti i fronti, ma Powell è forse uno dei pochi punti positivi per l’altra squadra di NY.

7 – Una sorpresa chiamata Tennessee – Di sicuro la sorpresa in positivo del 2016, i Titans non solo battono Denver, ma continuano ad insidiare Houston per una posizione in cima alla loro division. Nonostante una giornata magra per Marcus Mariota, la difesa gioca degli eccellenti possessi, e soprattutto concede poco e niente alla squadra campione del mondo, che ora rischia seriamente di non fare i playoffs.

6 – La tragicomica Miami – Arizona – Divertente, imprevedibile e sotto la pioggia. Le tre parole che servono per descrivere la vittoria dei Dolphins ai tempi supplementari contro i Cardinals. Cambi di possesso, intercetti e terreni scivolosi hanno reso per gli appassionati (per i tifosi di ambo le squadre, decisamente meno) questa partita tutto sommato godibile. Peccato per Miami, che dovrà fare a meno di Ryan Tannehill, uscito per infortunio al ginocchio.

5 – Broncos a rischio – Dopo la clamorosa esclusione di Carolina dalla post season, anche Denver rischia grosso. La classifica recita: Oakland e Kansas City 10-3 e Denver 8-5. Ma attenzione anche alle altre con lo stesso record, come Baltimore e Miami, e quindi, per evitare brutte sorprese, gli arancioni non solo devono vincerle tutte da qui fino alla fine dell’anno, ma devono sperare in qualche passo falso da parte della altre.

4 – La protezione di Eli – L’attacco dei Giants non ha certo brillato per continuità nel Sunday Night Football vinto contro Dallas, e l’offensive line newyorchese è la prima indiziata a prendersi le colpe. Due fumbles, entrambi persi da Manning potevano costare molto di più che un semplice turnover, ma per fortuna loro o per sfortuna di Dallas, anche la difesa di NY ha fermato con altrettanto successo l’attacco guidato da Dak Prescott. Occhio alle partite future, però…..

3 – La difesa dei Bills – Due facce della stessa medaglia. Una, in grado di tenere il braccio di Roethlisberger sotto le 200 yards lanciate, forzandolo addirittura a tre intercetti. L’altra invece, che concede più di trecento yards corse e autentiche praterie a Le’Veon Bell, che ovviamente ringrazia, segna e festeggia. Cari Bills, i playoffs non sono ancora cosa vostra. Il prossimo.

2 – Lo sfogo di Gurley – Il momento di difficoltà dei Rams viene sintetizzato non solo dalla batosta subita dai Falcons, ma anche dalle parole post partita della star Todd Gurley, che si sfoga ai microfoni affermando di giocare in una “middle school offense”. Un attacco di scuola elementare, media tuttalpiù. Beh, considerando i recenti rinnovi in casa Rams, se i milioni investiti sono per questo tipo di attacco, in California hanno fiutato l’affare. E intanto i tifosi abbandonano lo stadio…

1 – Le mani di Dez Bryant – Un fumble. Un drop. Le due giocate migliori dell’uomo che poteva, assieme a Elliott, dare una chance in più ai Cowboys. Avvenute in sequenza, le due pessime giocate di Dez Bryant hanno messo la parola fine alla partita del Metlife Stadium. E per alcuni, le ombre del famoso drop contro Green Bay sono ricomparse; per fortuna di Bryant e di Dallas, siamo ancora nella regular season.

0 – Gli intercetti di Wilson – Altra serata da dimenticare per Russell Wilson. Batosta in Wisconsin, terra che lo ha visto crescere con la maglia dei Badgers, e un KO per Seattle che non lascia repliche. Le statistiche recitano quattro intercetti e un touchdown lanciato, ma il numero 3 è sembrato la copia sbiadita di uno dei migliori QB della lega. Attenzione però; Wilson è circondato da onesti mestieranti e qualche giovane, in parte lo si può giustificare. Ma da uno che ha giocato due Super Bowl, vincendone uno, ci si aspetta di più.