NFL, JPP annienta Cleveland, Osweiler condanna Houston

Il meglio e il peggio della week 12 della National Football League. Cinque partite ai playoffs, e i posti si riducono sempre di più, nel tentativo di vincere il Super Bowl.

10 – Jason Pierre-Paul – Una volta perso l’indice della mano destra per un incidente con dei fuochi d’artificio, in molti sono stati scettici sull’efficienza in campo di JPP, e di come quella mano menomata poteva rivelarsi più dannosa del previsto. Ebbene, nella partita contro i Browns, Pierre-Paul non solo ha ottenuto tre sacks su McCown, ma ha anche forzato una palla persa e segnato un touchdown difensivo. Prestazione da 10 e lode, e i Giants continuano a vincere e convincere.

9 – Le imprese dei Buccaneers – Si doveva trattare di un exploit, la vittoria dei Bucs a Kansas City. E invece per una seconda settimana, Tampa Bay si toglie lo sfizio di battere anche i favoritissimi Seahawks. Partita decisa quasi subito da due touchdowns di Mike Evans, e poi una sontuosa difesa che ha impedito a Wilson e al reparto offensivo di Seattle di segnare qualsiasi meta, relegandoli a cinque punti. E la cosa migliore è che adesso Tampa è in piena corsa playoffs, dietro solo ad Atlanta nella propria division.

8 – L’infallibile Tucker – La vittoria dei Ravens passa anche dalle mani (piedi) di Justin Tucker. Il kicker di Baltimore fino ad ora non ha sbagliato praticamente niente, quando si è trattato di segnare punti preziosi. 100% di realizzazione su 27 calci, e anche domenica a segno quattro volte, due della quali da più di 50 yards. Quando si dice che i kickers non sono importanti…

7 – La maturità di Cousins – I Redskins avranno anche perso, ma la partita di Kirk Cousins è stata ai limiti della perfezione. Tutto quel che un QB dovrebbe fare è stato fatto. Niente intercetti, tre touchdowns per quasi 450 yards (449) e davvero pochissime sbavature; unico neo la sconfitta contro i rivali di Dallas, che però stanno viaggiando ad un ritmo elevatissimo, ma Washington rimane comunque in corsa per un posto ai playoffs.

6 – New Orleans e Mark Ingram – Da anni uno dei migliori attacchi della lega, quello dei Saints ha avuto modo di esplodere nuovamente contro i Rams. A mettersi in mostra, oltre al solito Drew Brees, è stato Mark Ingram, il running back. Quasi 150 yards corse e una meta segnata, e forse con qualche sconfitta in meno, e soprattutto una difesa quantomeno decente e non colabrodo come quella che si ritrovano a NOLA, la post season non sarebbe nemmeno così lontano.

5 – I rischi di Denver – “Non succede, ma se succede” citava così lo striscione esposto dai tifosi della Roma circa sette anni fa, sulla possibile vittoria dello scudetto. Per i Broncos il discorso è più negativo; la sconfitta contro i Chiefs rischia di compromettere seriamente le chances di playoffs degli arancioni. Il bellissimo match chiusosi solamente all’overtime, adesso deve dare più forza ai Broncos per le future partite; sbagliare significherebbe restare a casa.

4 –  L’offensive line dei Browns – Normalmente uno dei reparti più costanti di Cleveland, l’offensive line è stata dominata dal front seven di New York. Per ben sette volte i difensori newyorchesi hanno messo le mani sul QB McCown, portando una pressione enorme che ha poi causato grossi problemi a tutta la manovra dei Browns. A brancolare nel buio è sembrato anche il grande Joe Thomas, sopraffatto nella disfatta, l’ennesima, di Cleveland.

3 – Russell Wilson – E’ sembrato un pesce fuor d’acqua Russell Wilson, quarterback dei Seahawks. Nella pesante ed inaspettata sconfitta a Tampa, il numero 3 ha lanciato poco e male, facendosi intercettare ben due volte dalla retroguardia dei Buccaneers, evento che succede di rado. Sarà per questo, sarà per altro, è una sconfitta che dovrebbe far riflettere, nello stato di Washington.

2 – L’involuzione dei Rams – Quasi un cantiere aperto, almeno dei Los Angeles Rams si può dire che hanno una buona difesa. Tranne nella partita contro i Saints. Gli stessi undici sono quelli che hanno tenuto a bada Seattle a inizio stagione, ma sono anche i medesimi che hanno permesso a Brees di mettere sul tabellone la bellezza di 49 punti. Stagione oramai compromessa per Fisher e soci, che ora rischia seriamente il posto da head coach per l’anno prossimo.

1 – La fine di Revis Island – Già da qualche settimana le secondarie dei Jets traballano un pò. Tra gli imputati, anche Darrelle Revis, cornerback considerato tra i migliori in circolazione. Peccato che l’età si fa sentire, e questa stagione ne abbiamo avuto la prova. Spesso lento e in ritardo, come si vede nelle sue marcature su Edelman nell’ultima partita persa contro i Patriots. L’isola di Revis ora rischia di restare deserta, per gli anni a venire.

0 – 72 milioni di motivi – Per i quali Brock Osweiler sta giocando così male. Il mega contratto firmato dall’ex Denver per ora si sta rivelando una totale delusione dalle parti di Houston. i Texans sono sì in record positivo, e sono sì in testa alla Division, ma il loro titolare sta giocando ben al di sotto delle aspettative. Tre intercetti e un nulla cosmico nella sconfitta contro i San Diego Chargers, sono solo una delle partite anonime del 17. C’è ancora tempo per riscattarsi, però intanto le sconfitte restano.

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