
NBA Zone Gallinari protagonista. La NBA Zone che in questo fine settimana ha animato Piazza del Duomo a Milano è stata salutata da uno straordinario successo di pubblico.
NBA Zone Gallinari protagonista. L’evento ha puntato a ricreare l’atmosfera di una partita NBA. Come? immergendo i fan all’interno di una giornata tipo del mondo della pallacanestro NBA tramite una serie di esperienze interattive e digitali. Il grande protagonista è stato Danilo Gallinari.
L’Azzurro ha interagito per due giorni con i numerosi tifosi accorsi nel centro di Milano alle attività previste sul campo principale e a una lunga sessione di autografi.
NBA Zone Gallinari protagonista. Il pubblico è stato intrattenuto inoltre dalla musica di Radio Italia, offical radio station della NBA. I marketing partner che sostengono NBA per la NBA Zone sono Gatorade, 2K Sports e UBI Banca.
Tra qualche giorno Gallinari farà ritorno negli Stati Uniti e tornerà ad allenarsi con i Denver Nuggets.
Il ritorno del Gallo negli States
Per il Gallo la prossima sarà la nona stagione NBA. E’ ancora presto per fare bilanci ma certo che almeno per quanto riguarda i risultati raggiunti con la propria franchigia (prima i Knicks, ora di Nuggets), l’Azzurro non può dirsi soddisfatto.
A frenarlo anche tanti infortuni e quasi due anni di forzata inattività, un vero peccato in considerazione del fatto che stiamo parlando di uno dei giocatori dominanti in Europa. Uno capace di fare la differenza anche dall’altra parte dell’Oceano.
Uno da 20 punti facili a partita pur giocando sempre con la squadra, il problema è che il cast di supporto che gli è stato offerto e che gli sarà offerto anche il prossimo anno non è certo di altissimo livello.
Le vere ambizioni dei Nuggets
Gallinari può essere l’elemento da 25′ in grado di elevare una franchigia ambiziosa fino al gradino più alto. A Denver gli si chiedono minuti, responsabilità, leadership, spesso difesa su due ruoli e sui giocatori più pericolosi. Un po’ troppo per un giocatore che a livello fisico ha già pagato tanto.
Il Gallo non ha peli sulla lingua. Impressione confermata dalle recenti interviste nelle quali non ha esitato a prendere posizioni forti dopo il deludente epilogo del PreOlimpico.
Chissà che non si faccia sentire anche a Denver. Dove sarebbe ora gli mettessero a disposizione una squadra che punti almeno alla semifinale di Conference.







