
EASTERN CONFERENCE
I Raptors completano il lavoro, 4-2 sui Bucks – Erano sotto 2-1 con DeRozan fermo a 0/8 dal campo e tutti si domandavano che fine avesse fatto Toronto. I Raptors hanno reagito con la firma della loro stella, vinto tre partite consecutive e il 92-89 di gara 6 è il lasciapassare per il faccia a faccia con i campioni da lunedì. Stavolta i canadesi al Bradley Center hanno cominciato forte, provato a scappare andando avanti di 25 nel terzo periodo e non si sono fatti mancare una sudata fredda quando nel finale non soltanto Milwaukee è tornata spinta dalla furia dell’uomo del futuro, Giannis Antetokounmpo, ma hanno addirittura messo la testa avanti minacciando all’orizzonte gara 7. A tre minuti dalla fine un layup di Monroe porta avanti 82-80 i padroni di casa ma un parziale di 9-0 firmato da cinque punti di Joseph e una schiacciata di DeRozan hanno di nuovo mandato la partita verso Toronto. Ci ha pensato poi la stella a chiudere definitivamente con due liberi una prestazione da leader, 32 punti con 3 assist e 5 recuperi, 12/24 dal campo e 8/9 ai liberi.
I Raptors continuano ad andare ad intermittenza, stavolta senza trovare una vera spalla a DeRozan con Lowry fermo a 13 punti, 4 rimbalzi e 4 assist in 44 minuti e assorbito dalla difesa sugli esterni di Kidd, 1/4 dall’arco. Anche Ibaka è timido in attacco, 7 punti e 11 rimbalzi, poco da Carroll e Powell e una panchina che ha dato sprazzi di intensità con 7 rimbalzi di Tucker, 7 e 2 recuperi di Patterson e la fiammata decisiva di Joseph nell’ultimo periodo. Toronto tira con il 45% dal campo e il 40% dall’arco e può bastare per eliminare i Bucks, non per giocarsela alla pari con Cleveland. I Bucks salutano i playoff dopo una seconda parte di stagione luminosa spinti ancora dal faro greco, Antetokounmpo dà appuntamento all’autunno con 34 punti, 9 rimbalzi, 3 assist, 2 recuperi e 2 stoppate e alcuni momenti di totale orgasmo cestistico su due lati del campo.
Middleton gli dà una mano con 19 punti e 5 assist ma il resto della rotazione è assente. Ad eccezione di Dellavedova, uomo esperto che produce 12 punti, 4 assist e 4 rimbalzi di fronte al rischio dell’eliminazione, Milwaukee non ha protagonisti. Niente da Brogdon e Snell sul perimetro, 2 punti e 2 rimbalzi da Maker che delude sotto il canestro, poco da Monroe e Terry. Sul loro campo i Bucks tirano il 42% e finiscono a 7/19 dall’arco e soprattutto 18/28 ai liberi. Avanzano i più forti con più fatica del previsto.
| Boston | Chicago | 3-2 |
| Cleveland | Indiana | 4-0 |
| Toronto | Milwaukee | 4-2 |
| Washington | Atlanta | 3-2 |
WESTERN CONFERENCE
Gli Spurs piegano ancora i Grizzlies – Al FedEx Forum finisce 103-96 per gli Spurs. Significa semifinale contro gli Houston Rockets che comincia lunedì ed è la quarta vittoria dei texani in cinque serie giocate ai playoff contro Memphis. Gli ingredienti sono gli stessi di gara 5, più profondità, più qualità, più rimbalzi per gli uomini di Popovich che alla lunga hanno la meglio sui Grizzlies. Padroni di casa combattivi ma senza armi e senza energie nel finale quando San Antonio ha ancora risorse dalla panchina da spendere. La squadra di Fizdale ci prova a rendere più lunga la serie andando avanti di 10 nel terzo periodo, ma Leonard è un chirurgo nel ricucire il divario e il finale ha la firma francese. Lee trova quattro punti preziosi dentro l’area, Mills ha appena segnato la tripla del 92-90 e va all’opera Parker, che segna quattro punti consecutivi dentro l’area per il 98-94 e dopo due liberi di Leonard appone la firma per il 102-96 in contropiede dopo un libero sbagliato da Conley con 23 secondi da giocare. L’ultima speranza di Randolph dall’arco finisce sul ferro e finisce anche la stagione dei Grizzlies.
Ai padroni di casa non basta un’ultima generosa prova con l’intero quintetto in doppia cifra. Conley segna 26 punti con 5 rimbalzi anche tirando 7/18, uomo che sarebbe maturo per andare a cercare il titolo in una squadra che ha bisogno di un play, Gasol finisce a 18 punti, 5 rimbalzi e 6 assist. Per Randolph 13 punti e 11 rimbalzi in 38 minuti, Ennis ne segna 11 con 3/4 dall’arco, Carter 12 con 4 rimbalzi.
Ma i Grizzlies hanno appena 16 punti dalla panchina e soprattutto perdono 46-28 a rimbalzo, segnale di serbatoio svuotato, concedendone 16 offensivi dai quali nasceranno 17 fondamentali punti degli Spurs. Che stavolta non sono presi per mano solo da Leonard, 29 punti con 9 rimbalzi e 3 assist, ma anche da Parker che gioca la migliore prestazione dell’anno e finisce a 27 punti, 4 assist e 11/14 dal campo. L’uomo che serviva, inaspettato, insieme a un Aldridge da 17 punti e 12 rimbalzi che compensa una notte anonima di Gasol, 4 rimbalzi senza segnare in 20 minuti. L’apporto di Mills vale 10 punti con 4/6 dal campo anche se la panchina di Popovich produce lei pure appena 16 punti con Ginobili e Simmons trasparenti. Ma il 48% dal campo e il dominio vicino al canestro fanno la differenza e adesso all’orizzonte c’è un antico nemico come D’Antoni che sogna di prendersi la rivincita.
| Golden State | Portland | 4-0 |
| San Antonio | Memphis | 4-2 |
| Houston | Oklahoma City | 4-1 |
| Los Angeles | Utah | 2-3 |







