I Celtics battono i Wizards in gara 1 della semifinale di Conference, i Jazz eliminano i Clippers

Basket Nba risultati della notte, i Celtics battono i Wizards in gara 1 con le triple di Bradley e i canestri di Thomas, i Jazz vincono gara 7 a Los Angeles

EASTERN CONFERENCE

Boston non sbaglia contro Washington – Dopo la grande paura nella serie con i Bulls con le prime due partite perse in casa, i Celtics indossano la faccia aggressiva per esordire nella semifinale della Eastern Conference e battere 123-111 Washington nel prologo di una sfida che promette spettacolo. Sono i Wizards a partire col botto, 16-1 di parziale dopo la palla a due e fantasmi che tornano al TD Garden. La capitale sale facilmente sul 38-24 ma Boston prende fiducia e ritmo nel secondo periodo e a cavallo tra i due tempi mette insieme 71 punti, concedendone appena 16 nel terzo periodo, per mettersi avanti di 15 e non guardarsi più indietro. Nel finale Beal con una tripla riporta i Wizards sul meno sette ma dall’altra parte dall’arco risponde Crowder per il 112-102 che a meno di cinque minuti dalla sirena manda i titoli di coda. Doveva essere la sfida tra gli esterni e lo è stata. Sfida incisiva soprattutto per Thomas, che vive un momento difficile e intenso e che nel primo quarto perde un dente in uno scontro di gioco. Il dente e la stella tornano ognuno al proprio posto e il play dei Celtics è il trascinatore che avevamo conosciuto in regular season con 33 punti, 9 assist, 5/11 dall’arco e 6/7 ai liberi. Quando Boston ha un faro da seguire anche gli altri si accendono. E’ un Horford strepitoso su due lati del campi, tripla doppia sfiorata da 21 punti, 9 rimbalzi e 10 assist, a guidare la rimonta nel secondo periodo con 10/13 dal campo. Nelle fortune dei padroni di casa c’è anche un Bradley da 18 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e 4 recuperi. Dall’altra parte la combo arriva con intenzioni bellicose. Beal fa quello che segna di più, 27 punti con 4/7 dall’arco, Wall è l’uomo che nutre di palloni i compagni con 20 punti e 16 assist. Ma insieme tirano 18/39 dal campo e si dissolvono dopo un inizio travolgente. La capitale trova inizialmente in Porter Jr, 16 punti e 11 rimbalzi con 7/10 dal campo, e in Gortat da 16 punti e 13 rimbalzi, due uomini che fanno la differenza. Ma la panchina produce soltanto 15 punti dei quali 10 sono di un Bogdanovic come sempre enigmatico e i Wizards pure tirando il 50.6% e il 43% dall’arco sono travolti nella propria metà campo, oltre alla cattiva notizia dell’infortunio di Morris alla caviglia sinistra dopo 11 minuti. Olynyk aggiunge 12 punti con 5/7 dal campo ma il grimaldello è un Crowder da 24 punti, 6 rimbalzi e 6/8 dall’arco. Brooks non trova rimedi sul perimetro e i Celtics chiudono con 19/39 dall’arco e il 51.1% dal campo. Il prologo se lo prende Boston ma sarà una serie piena di emozioni.

Boston Celtics Washington Wizards 1-0
Cleveland Cavaliers Toronto Raptors

WESTERN CONFERENCE

Jazz perfetti, fine dell’era dei Clippers? – E’ una questione di karma, di destino, di infortuni. I Clippers continuano a collezionare eliminazioni e rimpianti. I Jazz si prendono gara 7 allo Staples Center vincendo 104-91, si prendono il privilegio di provare a fermare il treno in corsa dei Warriors e forse chiudono definitivamente questa versione dei Clippers. Che negli ultimi anni non sono mai riusciti a giocare una serie playoff al completo e anche in questi playoff l’infortunio di Griffin ha cambiato gli orizzonti. Ma Los Angeles aveva allungato la serie e a l’inerzia era dalla sua parte. Solo che i Clippers non giocano mai insieme nei possessi che contano, i Jazz giocano insieme anche nei momenti peggiori e vanno avanti quelli che giocano insieme. Lo fanno con un manifesto programmatico della loro pallacanestro fatta di movimenti incessanti senza palla, ritmi bassi e in pieno controllo su due lati del campo per 48 minuti. I padroni di casa solo una volta mettono la testa avanti nel primo tempo, Utah è con la testa nella partita, ha più intensità vicino al proprio canestro e costruisce un robusto parziale di 55-39 tra secondo e terzo periodo che crea il più 21 che deve solo essere gestito nel timido tentativo dei Clippers di rientrare nel finale. I Jazz tengono i Clippers a 15 punti nel secondo periodo e non sembra nemmeno gara 7 visto che una squadra controlla e l’altra arranca. I Clippers si sono appoggiati per sei partite al talento di Chris Paul che però nelle gambe non ha più risorse e chiude con 13 punti e 9 assist ma 6/19 al tiro e nessuna scintilla per accendere un pomeriggio pieno di ombre. Con Jordan da 24 punti, 17 rimbalzi e 6/15 dalla linea e un generoso Crawford che prova a guidare la rimonta buttandosi verso il canestro da 20 punti, 8/16 al tiro ma solo 1/4 da tre, non arrivano sul parquet altri protagonisti a giocarsi la qualificazione. Rivers fa 9 punti e 4/12 al tiro in 37 minuti, Speights e Felton sono trasparenti e l’ultima partita della carriera di Paul Pierce è una nostalgica recita da 6 punti in 21 minuti passata a provare a difendere senza riuscirci. I Clippers sparacchiano 6/25 dall’arco e sono travolti a rimbalzo 46-28 e i Jazz apparecchiano la tavola con la propria ricetta. Tirano il 50.6% dal campo e tirano solo quando la visuale è libera, 6/13 dall’arco. Portano sette uomini in doppia cifra nel trionfo del progetto di Snyder con Hayward da 26 punti, 8 rimbalzi e 3 assist e un inatteso Favors da 17, 11 rimbalzi e 8/11 dal campo. Sostanza da Hill, 17 punti e 5 assist con uso sapiente del pick’n’roll centrale, due triple di Ingles, 10 punti di Diaw e 11 di Hood, 10 di Johnson. Talmente ampio il divario di intensità e voglia di andare avanti che i Jazz possono anche permettersi la peggiore prestazione stagionale di Gobert, 4 rimbalzi in 13 minuti e problemi di falli che andranno evitati contro Green e Golden State. Va avanti la squadra con il progetto più chiaro.

Golden State Portland  4-0
San Antonio Memphis  4-2
Houston Oklahoma City  4-1
Los Angeles Utah  3-4