
Poche ore dopo l’intervista di James Pallotta che aveva in qualche modo rasserenato la tifoseria giallorossa (“Non siamo un supermercato, non abbiamo bisogno di vendere, non cederò Alisson e Under”), ci ha pensato Monchi a ristabilire l’ordine delle cose, con dichiarazioni che non vanno in contrasto con quelle del Presidente ma certamente delineano un quadro meno roseo. “Finora non abbiamo venduto nessuno e non abbiamo ricevuto offerte. L’obbligo di un direttore sportivo è quello di ascoltare tutti. In questo momento però dobbiamo fare meno e parlare di più”, ha detto Monchi peraltro confermando un concetto già espresso qualche mese fa.
Poi, il passaggio nodale sulle dichiarazioni del suo presidente. “A Pallotta interessa seguire le regole dell’Uefa, ha investito tanti soldi nella Roma e li investe ancora, ma ci sono delle regole. Dobbiamo sistemare il bilancio. Il nuovo stadio sarà certamente uno step positivo per il futuro”. Come a dire, finché lo stadio non ci sarà saremo costretti di volta in volta a vendere qualche pezzo pregiato.
Tipo Momo Salah. “Su Momo ci sono due cose importanti da capire. Primo: la cessione fatta prima dell’effetto Neymar che ha rivoluzionato il mercato. Ma soprattutto è importante sapere che noi avevamo necessità vendere Salah prima del 30 giugno. Con queste due condizioni penso che abbiamo fatto una vendita importante, altrimenti va a finire che io e Baldissoni siamo due scemi”.
Monchi ha chiuso con un paio di considerazioni sugli acquisti della sua prima campagna acquisti giallorossa. “Schick è un calciatore ancora giovane e ha bisogno di un percorso, ma ha qualità. Magari quando arriverà a 40 milioni come valutazione tutti saremo più convinti che li vale. Anche lui non è convinto ancora. Dani Alves è stato un anno e mezzo un giocatore normale e i tifosi non erano contenti, poi è diventato importante. C’è una parola molto importante: adattamento. Under? Dove possa arrivare non lo so, ha qualità e testa e voglia di fare cose importanti. Se diventerà un giocatore importante o per club più grandi non lo so. Alisson? Se penso a un suo futuro alla Roma per trenta anni dico no, se invece penso a un futuro di una settimana dico di sì o se mi chiedete per il prossimo anno dico di sì. Non abbiamo la necessità di venderlo”.
Lo dice anche Pallotta…
Intanto la Roma deve vincere a Bologna nell’anticipo di sabato (ecco le quote) per tenere a distanza Lazio e Inter. Per pensare al mercato, c’è tempo.







