
L’Italia vince ancora, 67-60 contro la Croazia, e approda alla semifinale del Preolimpico. Dove quasi certamente se la vedrà col Messico. Dopo la facile vittoria contro la Tunisia, a Torino partita difficile per l’Italbasket. Notte di grande intensità fisica e di poca precisione al tiro. Alla fine gli azzurri si impongono ancora grazie alla difesa, mentre in attacco c’è ancora molto da rivedere.
E’ una partita che non ha una vera padrona, anche se l’Italia rimane avanti praticamente dall’inizio alla fine. Lo strappo decisivo arriva solo negli ultimi cinque minuti, da chi aveva deluso in attacco. Datome e Gallinari trovano due canestri ciascuno che consentono agli azzurri di andare a +9 e mandare i titoli di coda. Se stiamo ai numeri, i due grandi protagonisti sono Hackett e Belinelli. Il primo è magnifico sulle linee di passaggio e nel togliere respiro a Ukic e Bogdanovic, nel segnare 12 punti e catturare 8 rimbalzi. Il secondo è il miglior marcatore dell’Italia con 19 e 4/9 dall’arco. Ma i numeri vanno guardati in un altro modo.
Gli azzurri tirano con un incredibile 24/71 dal campo, il 33.8%. Fanno 20/55 da due e 4/16 da tre. La vincono solo perché hanno più intensità sulle palle vaganti. Perché reggono a rimbalzo. Perché limitano ad appena 6 le palle perse e infatti tirano 10 volte in più dal campo rispetto alla Croazia. E sono più precisi ai liberi, mentre gli ospiti chiudono con un doloroso 10/17 dalla lunetta che impedisce loro di rientrare nell’ultimo periodo. Gli azzurri si guadagnano anche più falli dagli arbitri. Un po’ per un impatto fisico superiore ai croati. Un po’ perché giocare in casa aiuta anche in questo senso.
Grande prestazione di Bogdanovic, che da solo regge l’attacco croato. 26 punti in tutte le salse, ma solo 7 in un secondo tempo chiuso in apnea. Bene anche Dario Saric, doppia doppia da 11 e 10 rimbalzi, ma anche 4 perse. Di fatto la Croazia ha solo due punte offensive. Ukic disastroso nel dettare i ritmi. Simon in letargo per larghi tratti.
L’Italia si regge su una difesa solida e uno spirito di gruppo già consolidato. Ma ha un problema enorme in Gentile e Datome. Insieme combinano per 3/16 dal campo e il capitano di Milano non ha nessuna confidenza con il proprio tiro. Essendo uno il cambio dell’altro, Messina a un certo punto sceglie il quintetto basso con Gallinari centro, ma è una soluzione di emergenza. L’Italia in area non riesce mai ad arrivare vicino al ferro perché anche Bargnani gioca a sei metri dal canestro. Contro la Grecia, nella quasi sicura finale, questo imbarazzo offensivo potrebbe costare caro.
Messina – Il Ct a fine partita: ‘Questo è l’unico modo che abbiamo di vincere le partite. Se ci mettiamo a giocare uno contro uno come nel primo tempo, pure con il talento che abbiamo, ci perdiamo quattro giocatori. Nel secondo tempo siamo andati meglio. Voglio ringraziare il pubblico meraviglioso che ci ha spinti’.
L’altro girone – Il Messico supera a fatica l’Iran 75-70 e se la vedrà con l’Italia in semifinale, a meno che non riesca a superare la Grecia domani. Ma servono 18 punti di Cruz e 15 di Gutierrez per piegare l’Iran, che tira meglio dal campo ma la perde ai liberi, tirando 16/27 dalla linea e perdendo 20 palloni. Non bastano 20 punti con 6/9 dall’arco per Yakhchali.
ITALIA-CROAZIA 67-60 (21-23, 35-35, 54-47)
ITALIA: Poeta ne, Belinelli 19, Aradori, Gentile 3, Bargnani 8, Gallinari 12, Melli 7, Cusin, Datome 6, Cervi ne, Hackett 12, Tonut. Allenatore: Messina.
CROAZIA: Babic 3, Kruslin, Stipcevic ne, Simon 5, Hezonja 7, Saric 11, Ukic 2, Planinic 6, Bilan, Sakic, Arapovic ne, Bogdanovic 26. Allenatore: Petrovic.
ARBITRI: Perez (Esp) – Jovcic (Srb) – Vazquez (Pur)








