Il novissimo Ronaldario (nerazzurro)

Il colpo del secolo in chiave interista: cosa pensare e come prepararsi a una stagione ricca di emozioni

Ronaldo alla Juve? «Ma va …», «Valle mille …», «Ah si lo danno a 1.30?». In pochi ci credevano, almeno all’inizio, ma alla fine CR7 è arrivato. I bianconeri lanciano l’ennesimo segnale di potenza scagliando un macigno nello stagno del calciomercato italiano. Qualcosa di impensabile, una minaccia da cui, noialtri vessati dal fair play finanziario e dal Partito Comunista Cinese, ci sentivamo protetti.

«Ha una clausola rescissoria di un miliardo, e poi figurati se il Real …»

Ora che è successo, cosa fare?

Prima di tutto, il nome. Qualcuno mi ha già bacchettato, e altri lo faranno dopo aver letto questo articolo. Non nominare il nome di Ronaldo invano. Io l’ho fatto, anche se per fini educativi, ma cercherò di non ripetermi.

Per noi, nonostante tutto, quell’appellativo riguarderà sempre e solo Ronaldo Luís Nazário de Lima, detto O Fenomeno. Cristiano sarà semplicemente CR7.

Poi, rispetto. Si, è un grande, e quelli come lui lo meritano; ma non è la sola ragione.

Chi non ricorda quando, pietoso e inconsapevole, ci ha teneramente preso per mano? Per guidarci passo dopo passo fuori dal peggiore dei nostri incubi? Lo ha fatto in quella serata di aprile ad esempio ma ancor di più nel giugno dell’anno precedente.

Per ora quindi, CR7 ci ha fatto più bene che male. Ha spadroneggiato in Europa soprattutto quando noi ne eravamo fuori, ridotti allo stato larvale di pippoverme, compressi tra un recente glorioso passato e una realtà talvolta grottesca che fu financo stramaccioniana, deboeriana.

Chi si è arrampicato sul trespolo senza sperare che fosse proprio lui a salvarci fegato e colecisti?

Lo so, penserete, «Però lo hanno preso proprio per inseguire quel sogno, quell’ossessione. Stavolta, con uno così, ce la fanno». Possibile, ma non è ancora accaduto.

La cosa che mi preoccupa di più è che Buffon sia andato al PSG anche per vincere la coppa (lui negherà), un po’ come fece Ibra col Barcellona a suo tempo. La storia non si ripete, dicono, ma fa le rime. E qui rischiano di diventare assordanti. C’è troppo materiale esplosivo.

Potrebbe vincere la Juve ai rigori contro il suo ex portiere, o anche il PSG con Gigi che para un rigore decisivo in finale. Fate voi, il terreno è minato. Aggiungo, conscio del fatto che non succederà mai, che potrebbe persino accadere che sia CR7 a fallire un rigore decisivo, non dico contro Handanovic, noi molto probabilmente non arriveremo fino a lì. Ma, così, in generale. Fino ad oggi ne ha segnati 104 su 125 calciati.

Insomma, il giudizio, in chiave nerazzurra, su questo ragazzo che guadagna cento milioni all’anno, va sospeso, o eventualmente aggiornato.

Infine mi pare di poter affermare che, mediamente, gli interisti non hanno paura. I motivi sono svariati e vanno dalla pura spavalderia post grappa al mero calcolo utilitaristico, che trova terreno fertile soprattutto tra gli abbonati.

Inter-Juve col portoghese dall’altra parte, vale, da sola, il costo di mezza tessera. O quasi. Non dimentichiamoci che i milanesi conoscono bene il valore del denaro. Milanesi nel senso più esteso possibile del termine. Balùba, balabiòtt e cinés cumpres.

In conclusione, tutto bene, almeno per ora. Le configurazioni stellari già anticipano una stagione che recherà con se una pioggia di grandi emozioni. Il verso che esse prenderanno lo scopriremo man mano.