
I risultati della notte Nba.
Houston-Memphis 111-96
Rockets e Warriors comandano nella Western Conference. La striscia della squadra di D’Antoni si allunga a cinque vittorie consecutive e stavolta non c’è nessuna fatica contro i Grizzlies. Partita controllata dall’inizio alla fine e presa in mano da Harden, terza partita consecutiva scollinando il trentello e autore di 38 punti, 8 assist e sei triple. A Houston manca ancora Chris Paul ma Gordon dall’arco è infallibile e i padroni di casa mandano a bersaglio 16 triple. Troppe per Memphis che invece dall’arco ha il 30%, perde 19 palloni e non ha il solito contributo da Conley e Gasol. E’ Evans il più continuo, 22 punti con 6 assist e 3 recuperi ma per i Grizzlies è la quinta sconfitta nelle ultime dieci partite giocate.
Golden State-Philadelphia 135-114
I Warriors ritrovano Durant, fanno a meno di Iguodala e nell’affare hanno in cambio la sesta vittoria consecutiva. Come da usanza negli ultimi tempi Golden State lascia sfogare gli avversari nel primo tempo e poi li travolge nel secondo. Le vittime sono i Sixers che incassano 36 punti nel terzo periodo e 70 nel secondo tempo, incapaci di fermare l’incredibile macchina da canestri della baia che alla fine si troverà con il 58.5% dal campo e 14/27 dall’arco. I Warriors possono anche permettersi di perdere 23 palloni senza nemmeno accorgersene, Durant con 29 punti e 11/18 dal campo dimostra di avere superato il problema al ginocchio, Curry ne segna 22 con 9 assist e Thompson 23 con 4/6 dall’arco. L’intera panchina di casa, ovvero otto giocatori ruotati da Kerr, va a bersaglio e Philadelphia prova a giocarla a ritmi altissimi. Manda in doppia cifra sette uomini, l’intero quintetto con Simmons da 13 e 8 assist, ma questo non è ancora un genere di partita che i Sixers possono permettersi di affrontare a viso aperto.
Dallas-Cleveland 104-111
I Cavs iniziano piano, faticano a entrare nella partita e poi si scrollano di dosso il torpore con 34 punti nel terzo periodo che chiudono la notte. Non è una partita entusiasmante tra due squadre piene di problemi, le percentuali dal campo sono basse ma Cleveland domina a rimbalzo e ha il contributo fondamentale di Love che segna 29 punti con 15 rimbalzi. Il finale è targato da Korver che segna tutti i suoi 13 punti nel quarto periodo e finalmente i Cavs hanno un contributo tangibile dalle seconde linee nella seconda partita consecutiva in cui manca Rose, fuori a tempo indefinito per il problema alla caviglia sinistra. LBJ fa il sovrano meno tiranno del solito con 19 punti e 11 rimbalzi e i Mavs non hanno uomini in grado di aiutare il quintetto. Barnes e Smith Jr segnano 23 e 21 punti ma Dallas si ferma al 29.4% dall’arco, è ancora priva di Noel in area e perde l’ottava partita nelle ultime dieci giocate.
New Orleans-LA Clippers 111-103
La partita tra gli uomini d’area più talentuosi della Western Conference dice che i Pelicans possono pensare ai playoff puntando su Cousins e Davis e che i Clippers senza Gallinari continuano a perdere, quinta sconfitta consecutiva. New Orleans sta sempre avanti senza mai scappare ma con un margine di sicurezza che LA non riesce ad accorciare e sono le sue torri a scolpire oltre metà del fatturato. Cousins segna 35 punti, Davis 25, insieme producono 25 rimbalzi sui 51 di squadra e i Pelicans si prendono la vittoria in una notte in cui la rotazione è ridotta a otto uomini effettivi vista l’assenza di Allen, mentre Rondo dovrebbe rientrare nell’arco di dieci giorni.
E’ dentro l’area che i padroni di casa vincono la partita tirando con il 53.8% dal campo, i Clippers si fermano al 40.7% e Griffin segna 26 punti senza supportare Jordan, 12 punti e 14 rimbalzi, vicino al canestro. Poco dagli esterni a parte Rivers e il solito Williams dalla panchina segna 14 punti ma tirando 5/16 dal campo, sinonimo di un bilanciamento offensivo da rifare per una squadra che ha perso ogni certezza di inizio stagione.
Washington-Atlanta 113-94
Nessuno si aspettava che gli Hawks sarebbero stati la peggiore squadra dell’autunno, invece il loro bilancio recita 2-10 e la terza sconfitta consecutiva arriva in un secondo tempo scellerato a Washington nel quale la difesa si sbriciola e l’attacco finisce per perdere 24 palloni, il massimo stagionale. E’ Beal a trascinare i Wizards con 19 punti, 4 assist e 3 recuperi mentre Wall non è al meglio e chiude con 13 punti in soli 24 minuti giocati. La capitale si prende la seconda vittoria consecutiva anche grazie a Morris che segna 18 punti con 8/10 dal campo e a una panchina prolifica. Per Atlanta cattive notizie anche da Schroder, fermo a 7 punti con un catastrofico 2/16 dal cmapo, non bastano i 15 di Belinelli con 4/7 dall’arco per fermare la caduta verticale.
San Antonio-Chicago 133-94
Gli Spurs hanno ancora mezzo roster in infermeria ma contro questi Bulls, arrivati alla quarta sconfitta consecutiva, chi va in campo basta per generare la partita più prolifica della stagione. La notte finisce già dopo il primo periodo, chiuso 37-15 dai padroni di casa, il resto è una rincorsa alle statistiche. San Antonio porta otto uomini in doppia cifra, tra cui quattro della panchina, con Gasol da 21 punti e 10 rimbalzi. La squadra di Popovich tira con il 60% dal campo e il 66.7% dall’arco, giusto per darvi un’idea della difesa di Chicago, e travolge gli ospiti 44 a 28 a rimbalzo. La peggiore prestazione stagionale dei Bulls è anche un Markkanen da 6 punti in 15 minuti e solo Lopez, 17 punti e 4 rimbalzi, è dignitoso.
Milwaukee-LA Lakers 98-90
I Bucks vincono la seconda partita consecutiva, i Lakers continuano a perdere nella loro gita sulla costa orientale e Lonzo Ball diventa il più giovane giocatore di tutti i tempi a registrare una tripla doppia togliendo il primato a LeBron James. Il play del futuro ci riesce a 20 anni e 15 giorni con 19 punti, 13 assist e 12 rimbalzi e ai microfoni dirà ‘non mi interessa di questo record, volevo vincere la partita’.
La vittoria va a Milwaukee che scappa nel terzo periodo con un parziale di 26-18 approfittando delle difficoltà offensive degli ospiti e sfruttando i 33 punti e 15 rimbalzi del solito gigantesco Antetokounmpo, sempre più Mvp di questo inizio di stagione. Kidd trova poca mira dal suo quintetto ma ha risposte positive da Brogdon e Dellavedova dalla panchina. I Bucks vincono anche tirando il 40.7% dal campo e 6/23 dall’arco, i Lakers hanno anche un Kuzma da 21 punti e 11 rimbalzi ma perdono la terza gara di seguito perché non riescono a trovare continuità offensiva nei momenti nevralgici della serata.
Phoenix-Minnesota 118-110
Inattesa sconfitta dei Wolves che a Phoenix non hanno intensità difensiva e vengono puniti da Booker e Warren. I Suns segnano 33 punti nell’ultimo periodo e la coppia di esterni segna 35 punti a testa, aggiungendo alla serata anche 15 rimbalzi e 6 assist. I padroni di casa tirano con il 53.5% dal campo e Minnesota non ha nessun contributo dalla panchina vanificando i 27 punti di Wiggins e i 17 e 12 rimbalzi di Towns. Non basta un Butler da 25 punti e 5 assist per evitare la sconfitta.
Denver-Orlando 125-107
Sorprendente anche il crollo dei Magic a Denver in una partita che non ha storia e che i padroni di casa sigillano con un primo periodo chiuso 39-23 e un primo tempo da 70 punti segnati. Orlando non ha reazione e passa la serata a sparare dall’arco chiudendo 11/31, tradita da Vucevic che si ferma a 8 punti e 4/12 dal campo pagando anche l’assenza dei due uomini di regia Payton e Augustin. I Nuggets hanno 32 punti da Murray, massimo in carriera, 26 e 9 rimbalzi da Barton, un Millsap incisivo in area e l’intero quintetto in doppia cifra. Terza vittoria consecutiva per i Nuggets che al momento sono la terza forza nella Western Conference.
Utah-Brooklyn 114-106
I Nets sono in trasferta nella Western Conference e continuano a collezionare sconfitte, stavolta restituendo ossigeno ai Jazz che venivano dalla peggiore partita offensiva della stagione. I padroni di casa risolvono la notte con un secondo periodo da 36-20 e mettendo la palla in mano a Donovan Mitchell, spedito in quintetto e autore dei canestri decisivi per spegnere la rimonta di Brooklyn nel finale. Per lui 26 punti con 3 assist e 24 e 12 rimbalzi per Favors che non fa sentire l’assenza di Gobert in area. I Nets non hanno produzione dall’arco e oltre al solito Russell, 26 punti e 6 rimbalzi, trovano il peggiore Mozgov della stagione e una panchina che non produce strappi.
New York-Sacramento 118-91
I Knicks non possono fare a meno di Porzingis e la notte del Garden lo conferma. Il lettone torna dopo una partita di assenza e New York travolge i Kings scappando a cavallo tra secondo e terzo periodo fino a toccare il più 33. Sacramento non ha uomini del quintetto in doppia cifra e solo Labissiere è prolifico, 19 punti e 6 rimbalzi. Gli ospiti si fermano al 37.5% dal campo e i Knicks cavalcano il loro uomo migliore che risponde con 34 punti, 5 rimbalzi e 4/6 dall’arco. La mela tira con il 52.2% dal campo, ha 38 punti dalla panchina e un Kanter da 17 punti e 13 rimbalzi. Settima vittoria nelle ultime dieci gare e per i playoff anche i Knicks possono dire la loro.







